Non fa un bell’effetto quando e’ il tuo primo giorno di lavoro e il secondo foglio che ti fanno compilare e’ un testamento, dopo che la prima firma l’hai messa sotto una polizza sulla vita, e la terza sotto un’assicurazione in caso di evacuazione degli internazionali dal Kosovo…
Ma lasciando perdere varie e scontate scaramanzie, sono arrivato nella ridente Pristina, che devo dire assomiglia parecchio a molte citta’ bosniache che avevo gia’ visto, a parte un po’ di degrado e di inquinamento in piu’.
Si arriva dall’aeroporto percorrendo (fantastico) la Bill Clinton Avenue, con tanto
di faccione di Bill sugli edifici, per poi arrivare nella via principale, la Mother Theresa
street.

Pare che la cara suora tra l’altro sia nata proprio a Prizren, dove mi stabiliro’ a partire
da domani. Dico pare, perche’ dopo pochi giorni ho gia’ capito che qui si fanno rivendicazioni nazionalistiche di tutti i colori; mi ha raccontato un ragazzo italiano, che lavora qui vicino per una ONG, che una volta gli hanno addirittura detto che Garibaldi
e’ albanese…
Domani mi porteranno a Prizren, la citta’ dove vivro’ per i prossimi sei mesi almeno.
Vado a stare per i primi giorni a casa di Virginia, una ragazza di Torino, la quale pur senza avermi mai visto si e’ gentilmente offerta di
ospitarmi finche’ non trovo una casa mia. Solidarieta’ piemontese?
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Grande alberto!
mi raccomando, tanto dall’aldilà non te ne fai niente, io vorrei lo stereo, se non chiedo troppo, o almeno l’ampli!
salutami Bill
A prest