Update

Lo so e’ un po’ che non scrivo ma cercate di capire… Sono stato a Vienna a inizio Novembre per un (in)utile corso organizzato dalla mia organizzazione per i nuovi arrivati.

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Si tiene in una specie di reggia nel centro di Vienna.  Due facce dell’organizzazione insomma: quella sul campo, con le scarpe infangate, e quella di Vienna, tacchi a spillo e funzionari incravattati.      

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Molta gente che conosco si e’ ammazzata di divertimento a sto corso, io purtroppo sono capitato con gente un po’ sbagliata per cosi’ dire – eccezion fatta per la mia amica Alice, si intende – ci siamo conosciuti all’Aia cinque anni fa, e ci siamo ribeccati a Pristina (lei e’ la ragazza tedesca nella foto sopra, sta a Pristina da tre anni e adesso vive con il suo ragazzo Kosovaro). Dicevo, a sto corso c’erano molti pezzi grossi (il corso e’ per tutti i nuovi funzionari, dall’ultimo sfigato come me allo head di qualche missione nel mondo), poi c’erano un po’ di quei giovani puzzoni rampanti che ti salutano solo se hai un grado sopra il loro, e infine parecchie persone che avevano gia’ i loro agganci a Vienna, morale della favola poca gente con voglia di uscire (con noi) e molti noiosoni tipo questi qui sotto.  

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A Vienna sono stato gentilmente ospitato dalla mia amica Kathrin.  Anzi, per essere precisi, a casa del suo ragazzo (che non c’era).  Un bell’appartamentino (di proprieta’ del governo e affittato a prezzi politici) tutto per me, appena fuori dal centro.      

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Poi sono stato in Italia due o tre giorni, e venuto il momento di tornare a Prizren mi e’ scesa un po’ di depressione.  Perche’? Perche’ certo si possono dire tante cose del Kosovo, tranne che sia un bel posto dove vivere, questo credo che sia un giudizio condivisa anche da chi ci e’ nato, e ha combattuto per questo posto .  Con questo non voglio dire che non e’ un posto interessante, che si non conoscono persone altrettanto interessanti, che non ci sono dei bei lavori da fare, o che i paesaggi sono affascinanti…  

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Solo non venitemi a dire che si sta bene in Kosovo.  Voglio dire, prendiamo anche solo la questione piu’ banale, la luce: adesso ringraziamo (Allah penso, perche’ non so proprio chi altri dovrei ringraziare) che questa settimana c’e’ stata, ma la scorsa settimana era un disastro: tre ore si, quattro ore no, tutti i giorni… E nei villaggi stanno messi ancora peggio. Non so se avete mai provato ad andare al cesso di notte durante un black out.  Non dico: di notte, dico: durante un black out.  Non e’ per niente facile.  Di notte normalmente ci sono i lampioni della strada che un po’ ti fanno luce, poi trovi l’interruttore, raggiungi il bagno, voila’.  Ma se c’e’ il power cut, non c’e’ neanche la luce in strada, vi giuro che di notte in casa non si vede neanche la porta, e’ come andare a occhi chiusi.  Prova a accendere la candela, vai a trovare i fiammiferi, quando ti alzi di notte che ti scappa.  O la pila – dove l’ho messa?  Allora dici, cercare per cercare, di gia’ cerco il bagno, e provi ad arrivarci lo stesso, va be’ il resto ve lo risparmio. Adesso mi sto per trasferire in un’altra casa, proprio sotto un bel minareto. Sveglia alle cinque assicurata tutte le mattine, ma almeno li’ quando manca la corrente non dovrebbe andar piu’ via l’acqua…

Status

Passiamo a cose serie. 

Chi non e’ interessato puo’ saltare e aspettare il prossimo post.

Parliamo del Kosovo.  Giusto per capirci, e per darvi un’idea di dove mi trovo sto al momento, ecco una mappina del nostro simpatico Paese (Stato? Provincia? Nazione? Boh…)

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Saro’ breve: parliamo della definizione del futuro status del Kosovo, un processo che e’ iniziato nel ’99 con le bombe, ed e’ continuato per questi anni sotto il mandato ONU che in pratica ha governato e gestito questo piccolo posto fino ad oggi.

E adesso si preparano a sbaraccare.  Cosa verra’ dopo? Chi lo sa.  Certo, per ora il Kosovo e’ parte della Serbia, ma in Kosovo parlano Albanese, e in Serbia giustamente il Serbo, qui ci sono gli euro, la’ i dinari, c’e’ una bella frontiera che li divide, insomma, non si puo’ proprio dire che ci siano i presupposti perche’ l’esito degli status talks non sia l’indipendenza. 

Quanto indipendente.. beh questo non si sa.

Per chi e’ interessato suggerisco questo articolo (in inglese) che fa un bel riassunto ragionato della situazione attuale di questo paese, attualmente cosi’ pieno di contrasti (come da foto…)

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