Allah Akhbar!!!

Adesso, io non so se Allah e’ veramente grande (Akhbar appunto).

Di sicuro e’ rumoroso.

Certo uno potrebbe dire che me la sono andato a cercare, e non sarebbe poi cosi’ sbagliato.  Va be’.

Dico solo che la moschea e’ talmente vicina alla mia camera da letto che non mi ci sta neanche nella foto.

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La casa nuova e’ carina, per carita’, c’e’ un bello stufone a legna che mi tiene caldo e che uso anche come inceneritore di una serie di rifiuti solidi, c’e’ sempre l’acqua anche quando va via la luce, e la suddetta non manca poi cosi’ tanto.  Chiaramente va via tutti i giorni piu’ volte al giorno, ma questo non ci si puo’ fare niente, e’ cosi’ dappertutto.  Dipende pero’ quanto sta via: in certi casi – come il mio collega, che ha pure una figlia di 7 mesi a casa – se ne va per 4 ore e resta per un’ora.  Un incubo.  A casa mia nei giorni peggiori c’e’ quattro ore si e due no. 

Intanto i “cugini” serbi si preparano a stanziare milioni di eurozzi per tenere caldi e illuminati (si fa per dire) i pochi sfigati serbi che sono rimasti in Kosovo. 

Dicevo, la casa nuova.  Ieri sera c’ho pure fatto una specie di cena/festa di Natale.  Questi sono i superstiti, tra cui il deputy del nostro ufficio (Maurizio – al centro) che e’ arrivato dopo il lavoro, cioe’ alle undici e mezza.  Fa una vita allucinante.  Tutti i fine settimana a Belgrado, parte il venerdi sera, notte in pulman, riparte domenica sera, arriva a Prizren giusto in tempo per andare a lavorare. Tutti i weekend, non so come fa.

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Ma appunto, la casa nuova.   Ogni mattina la sveglia alle 6 e 20, appena si intravede la prima luce dell’alba   ALLAH AKHBAR!!!!!!!!  ALLLLLLLLLLLAAAAAAAAAAAH! AAAAAAALLLLLLLLAAAAAALLLLLLLLAAAAAAAAAHHHHHHH!!!!!

cosi’ per due minuti, a un volume da discoteca.  Chiaramente ti svegli, conti tutti e 12 i ritornelli cantati, e poi speri di riuscire a dormire ancora quell’oretta di cui avresti tanto bisogno.  Tra l’altro, uno si immagina il muezzin che si affaccia dal minareto, macche’.   Un bel nastro registrato, e mega altoparlanti.

Non so se Allah e’ veramente grande.  Di sicuro provano a convincerti a tutto volume.

Materiale

Per chi fosse interessato, segnalo un po’ di materiale per farsi un’opinione di quello che sta succedendo in Kosovo (premetto che – purtroppo – e’ tutto in inglese…). Questo articolo del Washington Post traccia un bilancio decisamente fallimentare della missione ONU in Kosovo.  Ci sono poi due video interessanti su YouTube, uno pro Kosovo e un altro (in risposta al primo) che si chiama Balkan history in 17 minutes diciamo pro Serbia.  Infine questo post bastardissimo (anche se un po’ datato) sulla realta’ e soprattutto sulla mentalita’ della gente qui in Kosovolandia, scritto da una specie di giornalista americano mezzo depravato.           

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 Intanto qui la situazione del freddo sta iniziando a pesare: nel senso che fa un freddo boia, c’e’ un nebbione peggio che a Pavia, e l’elettricita’ manca sempre piu’ spesso (stamattina ho dovuto fare supporto morale al mio collega che ha una figlia di 7 mesi, e sta in un appartamento dove hanno luce e acqua un’ora si e quattro no…) Meno male che tra una settimana me ne vengo in Italia per un po’, anche se poi bisognera’ tornare, e a Gennaio fara’ VERAMENTE freddo…

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Al mondo esistono 10 tipi di persone: quelle che capiscono il sistema binario e quelle che no.

Human rights for all?

Ieri abbiamo dimessamente celebrato l’anniversario della Dichiarazione Universale.  Non e’ che abbiamo fatto un granche’, per essere l’OSCE e dato che parliamo di diritti umani piu’ o meno tutto il giorno francamente si poteva fare qualcosina in piu’.  Abbiamo distribuito ua buona dose di volantini, e – tra rumore infernale di generatori di corrente e muezzin che cantano a tutto spiano – abbiamo chiesto ai bambini (e ai genitori) di dirci almeno cinque diritti dell’uomo – caramelle e magliette in premio ai piu’ preparati.  Va be’.

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Ma la cosa interessante sono i diritti che ci hanno tirato fuori.  Noi qui (e altri a New York, Ginevra) a parlare di democrazia, giusto processo, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, e invece ti rendi conto che alla gente interessa tutt’altro, il diritto a lavorare, alla luce elettrica, alla liberta’ di movimento…

Il migliore pero’ e’ stato un bambino.  Dimmi un diritto dell’uomo – “Il diritto a mangiare la cioccolata”.   … Ma non e’ proprio un diritto…  allora – “il diritto a non essere picchiato dai genitori.”

 

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La luce viaggia piu’ veloce del suono; sara’ per questo che alcune persone sembrano brillanti finche’ non le senti parlare?

Flag Day

Tutti i negozi ne avevano almeno una, in bella vista, nella vetrina.

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Prezzi, come accade in queste occasioni, alle stelle: per portarsene una a casa bisognava cacciare 5 eurozzi. Mi hanno detto che a Gjakova, una citta’ non lontano da qui, ne hanno messa una gigantesca (tipo campo da tennis, o maxischermo di un multiplex, fate voi) sul tetto di un supermercato. E il giorno prima da ogni lampione di Prizren ne sventolava una: non avranno i soldi per pagare la raccolta dell’immondizia, ma le bandiere albanesi non se le fanno mancare.

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Anche se la mia vetrina preferita e’ quella del negozio di motoseghe:

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Sono anche andato la sera prima alla “Shtepje Kulture” – la casa della cultura di Prizren – a un concerto, in perfetto stile albanese, con vecchietti che si alternavano al microfono a cantare di fronte all’orchestrina sgangherata, e i giovanotti di Prizren in costume tipico che inscenavano un balle altrettanto tipico. E naturalmente, gran sventolio di bandiere rosso-aquilate. Che poi la bandiera albanese ovviamente non sia affatto la bandiera del Kosovo (che una bandiera peraltro non ce l’ha proprio) e’ un piccolo dettaglio che non abbiamo il tempo di approfondire.

Per noi internazionali invece la festa della bandiera ha solo significato essere stressati in modo assurdo da parte della security: si vede che l’intelligence (si fa per dire) dell’UNMIK ha ricevuto notizie di possibili attacchi contro gli internazionali proprio in coincidenza del flag day. In effetti il movimento VETEVENDOSJE (di cui parlero’ meglio un’altra volta, ma che in estrema sintesi vuole l’autodeterminazione e l’autogoverno del Kosovo, con contestuale cacciata di tutti gli internazionali, USA compresi) aveva chiamato a raccolta per una grande manifestazione a Pristina, attaccando dappertutto volantini come quelli qui sotto.

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Naturalmente mi riferisco ai volantini piccoli, con su scritto “28 nentor” (28 novembre). Quelli con “Thank you USA” invece sono altri manifesti, messi li’ non si sa bene da chi, per celebrare con gli Amerigheni il giorno del Ringraziamento (!). Ce n’erano di tre o quattro tipi, tra cui quello dell’aquila che svolazza con la bandiera a stelle e strisce tra le zampe, e l’altro con varie scene tipiche di vita americana: una pon-pon girl, un pallone da basket (stelle-strisciato), un Michael Jordan che schiaccia, e un cazzone che fa meta al football (americano).

Ci hanno tappezzato la citta’.

Riassumendo, quindi, i sentimenti del popolo Kosovaro per gli amici d’oltreoceano sono al momento non troppo univoci – da una parte “thank you”, e dall’altra “fuori dai piedi”.

Ma sono dettagli. Tornando alle manifestazioni per il flag day, probabilmente la notizia iniziale e’ stata un po’ ingigantita, per cui ci si attendevano autobombe e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Risultato, super controlli sulle macchine, occhio alla bomba, controllate se ci sono dei fili che escono dal cofano (e va be’ grazie), guardate sotto, non parcheggiate per strada, ecc. ecc. Ogni tanto mi chiedo se questa cosa della security sia una specie di giochetto, con i piani di evacuazione, le restrizioni di movimento, la KFOR che ci protegge,.. o sia una cosa seria. Davvero, non l’ho ancora capito. Ti guardano sempre sotto la macchina con gli specchi quando rientri … ma se c’era la bomba scoppiava quando mettevo in moto, no?

Ma sto divagando.

Insomma, per sto flag day alcuni addirittura mormoravano che il Parlamento kosovaro avrebbe dichiarato l’indipendenza. Nulla di tutto cio’. Pero’ i temuti disordini in effetti ci sono stati, a Pristina.

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I manifestanti hanno preso d’assalto il palazzo dell’ONU – di UNMIK insomma – buttando giu’ un muro, due muri, … Poi e’ arrivata la cavalleria, hanno sparato tear gas disperdendo i facinorosi. Non prima pero’ che questi simpaticamente tirassero una serie di borsate di inchiostro rosso (!) su vari palazzi di Pristina, tra cui il palazzo dell’UNMIK.

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Risultato, il centro di Pristina sembra un mega campo da paint-ball.

A Prizren, invece, tutto tranquillo….

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PS se vi chiedete come mai le foto stavolta sono piu’ belle del solito, e’ per il semplice motivo che non le ho fatte io, ma il mio amico fotografo Christophe. Sul suo sito ci sono anche altre foto del Kosovo e non solo.