Gender Balance

Rieccomi, scrivo per ingannare l’attesa della mia amica Zornitza con cui devo andare in palestra tra poco… ma non arriva.

Intanto metto su questa foto che fa ben vedere cosa intendono qui per gender balance:

    gender-balance.JPG

Con Zornitza andiamo alla palestra alla base delle Nazioni Unite (a Prizren, manco a dirlo, non ce n’e’ una. Non che qui non siano sportivi: va forte soprattutto il calcio. Anzi, come in Italia sono tutti super sportivi, …sempre davanti alla tele, dove tutti i giorni c’e’ qualche partita, tutti i campionati in un modo o nell’altro li riesci a beccare con la parabola).

Dicevo – non e’ un granche’ la palestra delle nazioni unite, ma c’e’ la sauna dove tutti questi poliziottoni vanno a sudare dopo una lunga (?) giornata di lavoro (?).  Ah un’altra cosa figa e’ che c’e’ il ping pong, sto diventando forte.  Adesso addirittura il nostro security officer rumeno se n’e’ comprato uno (un tavolo da ping pong) di tasca sua da lasciare nell’ingresso dell’ufficio (!). Ogni tanto dopo le 6 lo tiriamo fuori tavolo palle e racchette e scattano dei 2 contro 2 all’ultimo sangue con il team degli autisti.

Ah ecco, e’ arrivata Zornitza.  Ho solo piu’ tempo di postare una chicca.  Non ho mai parlato un granche’ del mio lavoro. Ogni mattina ricevo dei rapporti dalla polizia che informa su cosa e’ successo il giorno prima.  Qui ce ne sono alcuni dei piu’ spassosi:

On the above mentioned date and time two unknown suspects before getting out from the bus to the Malesia e Re village bus stopping place used spray (tear gas) of unknown type, which caused tears from the eyes and nose flow to the bus driver and other passengers.The bus got stopped after some kilometres without consequences caused by spray.
 
On the mentioned date and time at the Roma area ( Upper Rahovec) unknown persons with a suspicious item (porcelain dish) hit the window of the victim’s K/Roma house, damaging the window and disturbing the family members.
 
Traffic Accident between a local vehicle and a motor cultivator Goldoni with serious injuries
A Traffic accident involving a local vehicle and motor cultivator Goldoni occurred causing the driver of motor cultivator grievous injuries. The driver of local vehicle was arrested . Follow-up:- police received information from the hospital that the motor cultivator Goldoni driver has died at the hospital. Investigation continues.
 
A/K Albanian reported a theft case, he stated that from his house was stolen four carpets, three windows, four doors, and electric cables for installation 
  
During the fight, the suspect  took a bottle filled with gas and sprayed the room of his grandfather  in order to burn it later on, but the victim managed to stop the suspect in committing this act.

Vado, ci sentiamo presto!

Caramba!

All’entrata ci stanno i Georgiani. 

“Che missione di merda si fanno!”, dicono di loro. 
Si vede subito che sono i piu’ sfigati e i peggio pagati; stanno li’ a alzare e abbassare la sbarra, a puntarti la pila in faccia e a fare segnali con le palette che noi civili non capiamo.  In turni da sedici ore al giorno, piove, nevica, loro li’, a fumare tabacco e alzare la sbarra.  Non parlano manco inglese.  I Georgiani: sono sei o sette in tutto.  Il piu’ vecchio avra’ venti, forse ventidue anni. 

Il contingente georgiano della KFOR.

Tutti gli altri sono tedeschi.  Bandiere tedesche dappertutto, carri armati, blindati, altre bandiere tedesche.  Dentro e’ una citta’.  Condomini, negozi.  Ospedale, naturalmente.  Tutto prefabbricato, ma alla tedesca, solido. Strade, rotonde, bar e ristoranti. 
Tutto intorno – pero’ – c’e’ il filo spinato.

Sono tutti tedeschi, dicevo, tranne Mario, Salvatore, Maurizio, Norbert e altri sei i cui nomi non ricordo. Carabinieri, tre marescialli e sette appuntati. 
Qui lavorano nella MSU (Multinational Specialized Unit), un’unita’ militare di supporto alla polizia locale e a KFOR.  Fanno controllo del territorio e – anche se la battuta nasce spontanea, dato che parliamo pur sempre di Carabinieri – attivita’ di intelligence  43.gif

Tuttavia, al contrario che in patria, i Caramba qui sono visti molto bene.  Suscitano una naturale simpatia nella gente, e tutti quanti sanno pronunciare perfettamente la parola “Carabinieri” (anche se tendono ad aggiungere una “s” in fondo, “Carabinieris” – e’ plurale…).
Ci hanno cucinato una cena (e’ per questo che siamo stati invitati dentro la base KFOR), pantagruelica a base di salumi, salami, pasta, bistecca, tiramisu’, tutto o quasi importato direttamente dall’Italia.
A natale e capodanno erano qui. Il napoletano aveva comprato nu sacch’e petard’.  Dice pero’ tutto incazzato che i tedeschi gli hanno proibito di spararli dentro la loro base, data la cospicua presenza di armi, munizioni, granate, e altre amenita’.  Cosi’ e’ dovuto uscire dalla base (pensavate che ci avesse rinunciato?), e si e’ ritrovato insieme ai Kosovari  a sparare i suoi “fitt fitt” per la strada.

Gente tosta: fanno parte di un reparto specializzato in missioni all’estero.  Molti sono di ritorno dall’Afghanistan; quasi tutti sono stati a Nassirya, anche due volte: sei mesi nel deserto con 23 chili di equipaggiamento addosso, ne parlano come di un incubo psicofisico. Dato che anche nella missione in Bosnia almeno un anno se lo sono gia’ fatto tutti, adesso aspettano di andare in Libano, almeno li’ e’ uno scenario nuovo. 

Ora sono in Kosovo – dicono - “a rilassarsi un po’ ” …

Happy 2007!

Volevo scrivere per aggiornare un po’ il blog ma in questi giorni non ho proprio tanto tempo. Oggi sono stato fino alle 2 ad un processo (pedofilia… brrr….) e devo ancora scrivere il mio weekly report entro stasera. Per cui giusto per tenere vivo il blog schiaffo dentro due cose non troppo impegnative, e che non c’entrano niente l’una con l’altra: una rappresentazione eloquente (e devo dire abbastanza realistica) della viabilita’ in Kosovo (se non si vede bene, provate questo link)kosovo_every_day.JPG     E butto li’ anche un link al who is who del mio ufficio di Prizren, cosi’ diamo un volto a un po’ di colleghi con cui lavoro, al nostro colonnello (ops. … direttore), ecc. Ma forse adesso che ci penso e’ sull’Intranet, e quindi voi non avete accesso (a meno che il pirata-Giorgio non architetti qualche diavoleria). Allora rimedio facendo un po’ di pubblicita’ all’ultimo numero di LIMES attualmente in edicola in Italia, che parla (indovina indovinello) proprio del Kosovo e delle prospettive del dopo status.  Ma non solo: infatti si sotto-intitola, abbastanza significativamente, “Lo stato delle mafie”.  Ve lo consiglio, lo sto leggendo, e’ interessante. Da Prizren per ora e’ tutto, a presto!