‘a capitale

Se c’e’ una cosa di cui non mi e’ mai fregata una mazza sono le armi e gli armamenti in generale.  C’e’ gente che si gasa a parlare di elicotteri, carri armati e bombe varie, io invece c’ho proprio una specie di repulsione.  Il bello (si fa per dire) di stare in una zona di post conflitto e’ invece che con queste robe ci hai a che fare abbastanza. Se non altro perche’ i blindati ti passano sotto il naso ogni momento, che per le strade vedi girare i militari con i loro supermitra superfighi, e che la gente continua a trovare in giro per i villaggi un sacco di residuati bellici, i quali – non spesso, ma qualche volta purtroppo si’ – esplodono pure tra le mani di qualche malcapitato.  A volte il conflitto ti passa anche vicino, domenica notte ad esempio hanno tirato un paio di granate nel parcheggio OSCE a Peja/Pec, un’ora e mezza di qua.  Pare che non fossimo noi il bersaglio, e che invece ci sia sotto un regolamento di conti tra la mafia locale e il proprietario degli immobili vicini, o almeno, questa e’ la versione ufficiale. Sta di fatto che un bel po’ di macchine del signor osce sono andate mezze distrutte, e che tutti siamo un po’ piu’…  .

Mi viene da parlare di armi perche’ ho saputo che ieri e’ morto l’ennesimo (cinquantesimo o giu’ di li’) militare italiano che era stato nei Balcani.  Chi e’ l’assassino?  Si dice Mr. Uranio Impoverito.  Si dice anche che altri 500 soldati siano malati, e si dice che l’incidenza delle malattie (parliamo di tumori) che e’ 3,5 volte quella normale.  Mah.   Di sicuro questo uranio impoverito, esserci c’e', sia qui, sia in Bosnia, sia in Iraq.  Il fatto e’ che quello che si sa (ammesso che i militari sappiano veramente qualcosa di preciso) non me lo vengono a dire ne’ a me, ne’ – a meno che non siate un colonnello dell’esercito – neanche a voi.

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Comunque, stamattina ne parlavo con il nostro security officer rumeno (quello delle sfide a pingpong), il quale forte della sua esperienza trentennale nell’esercito di Ceausescu - a spiare per conto del Patto di Varsavia le attivita’ belliche al di qua della cortina di ferro - mi spiegava con dovizia di particolari quali sono i mezzi equipaggiati con sti proiettili all’uranio, il calibro dei suddetti (25, 30, e 45 mm – io pensavo che il calibro fosse la lunghezza, invece e’ il diametro, pensa quanto ne so), per poi passare a parlare degli aerei americani “tank busters”, che sparano ai tank yugoslavi BA-12 (“non i BA-11, i BA-12 eh?” ) usando i loro cannoni automatici, per spianare la strada ai platoon con le “anti-tank hand grenade”, per poi illustrarmi una serie di altre amenita’ che si usano quando si decide di fare la guerra.  Che schifo.    Insomma, per farla breve lui mi ha spiegato che questo uranio non e’ pericoloso, come dicono anche un po’ tutti i militari, se glie lo chiedi, che la radioattivita’ e’ bassa, che non ci sono rischi per i civili, che il nesso tra le morti e l’uranio non l’ha mai provato nessuno…   Io adesso non mi dilungo a cercare di spiegare perche’ o perche’ no, anche perche’ non lo so.  Ci sono tanti studi scientifici, ognuno puo’ farsi la sua opinione.  Faccio solo notare che – per quanto tutta la faccenda non mi lasci particolarmente tranquillo – in effetti non si sa di preciso quanto tossica (perche’ e’ piu’ tossica che radioattiva) sia questa porcheria.  Rimando dunque per gli interessati ad un paio di link tipo questo di Osservatorio Balcani (con ulteriori link di approfondimento all’interno), e al sito dedicato www.uranioimpoverito.it/  Comunque basta Googlare “uranio impoverito” e salta fuori un sacco di roba.  Dicevo della guerra, la vedi un po’ dappertutto, dalle case distrutte alle chiese bruciate.                      

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Questa ad esempio e’ una casa serba di Prizren. E – anche se il salto e’ molto forte, e parliamo di una realta’ veramente MOLTO diversa da qui – la guerra la vedi ancora anche nella Capitale (sono politically correct, parlo di Belgrado), con i suoi palazzi sventrati ancora li’ che ti guardano, ormai da otto anni.   Passando a cose piu’ leggere, vi racconto come e’ andata.   Ci sono tornato questo weekend, una bella tirata in macchina con la mia amica americana Leslie.   

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A causa dell’annosa questione dello stamp serbo abbiamo dovuto fare il nostro ingresso trionfale attraverso la Macedonia, un Pristina-Skopje-Nis-Belgrado che abbiamo coperto con uno scassatissimo Pajero da 150mila km e da 120kmh in poco piu’ di 7 ore. Aggiungiamo un’ora e mezza per me da Prizren a Pristina (con un altro Pajero) e, insomma, non e’ uno scherzetto ma pensavo peggio.

A Belgrado ci sono andato per incontrare Vera, che mi ha ospitato nella sua fantastica casetta.  Ci siamo conosciuti un mesetto fa a Prizren…. ma per il momento preferisco non dire molto di piu’.  Questa e’ una sua foto un po’… cosi’: a me piace, a lei credo di no (spero non si arrabbi…  non arrabbiarti!) 

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Davvero bella Belgrado, si possono fare un sacco di cose che qui in Kosova ce le sognamo, tipo andare al concerto di una specie di Klinsmann che suona la tromba in un gruppo di jazz sperimentale: 

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E’ troppo Klinsmann.  Ultima annotazione, prima di mettermi a scrivere un report sul processo che ho monitorato oggi, dove quattro facce da galera sfruttatori di prostitute moldave la faranno praticamente franca: a Belgrado fa piu’ freddo che in Kosovo!  C’era un vento (la Koshova, Koshava, non mi ricordo) freddo gelido, ma proprio da entrarti dentro le ossa.  SuUlla via del ritorno, prima di imboccare i 130km di buche che e’ la statale Nis-Pristina (tra parentesi e’ incredibile che sia la strada principale di accesso al Kosovo) ci siamo fermati in un autogrill …non si riuscivano a aprire le portiere della macchina tanto tirava vento!  Anche se ci sono lati … positivi: e’ da quando avevo dieci anni che non facevo volare un aquilone…    

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News

Ciao a tutti!  Scrivo per dare qualche notizia sparsa, perche’ non ho niente di troppo importante da raccontare, ma prima volevo dirvi: lasciate ogni tanto qualche commento sul blog, se ne avete voglia, che mi fa piacere.

Innanzitutto oggi sono in una di quelle giornate tipo questa:

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Sono stato tutto il giorno in ufficio, a scrivere dei report.  Mi e’ mancato uscire un po’ “sul campo”, che e’ uno degli aspetti del mio lavoro che mi piace di piu’.  Avranno sentito la mia mancanza, in procura e in tribunale.  Ormai conosco un sacco di gente, e anche se non riesco a farci grandi discorsi (diciamo che ormai me la cavo con il rituale dei convenevoli, ma mi fermo li’) sento che con alcune persone c’e’ un bel rapporto di simpatia reciproca. Poi il fatto di essere internazionali (e italiani in particolare) aiuta.

Dicevo, la giornata si e’ aperta con la poco simpatica notizia che ieri sera hanno fatto saltare in aria tre macchine dell’ONU, nessun ferito serio per fortuna, ma certo non e’ una bella notizia.  Dicono che ormai era un po’ che non saltava niente, e che quindi piu’ o meno e’ normale (?!?).  Comunque sempre a Pristina, qui a Prizren e’ tutto sempre tranquillo.

Poi volevo dirvi che ho firmato il nuovo contratto fino a Settembre, era gia’ nei piani di fermarsi, ma – va be’ insomma, pare che me ne staro’ qui ancora un po’.

Poi metto anche questa foto che ho fatto l’altro giorno e che mi piace:

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E infine, non so se avete notato il restyling del blog. Cosi’ mi piace di piu’, anche se attendo fiducioso l’aiuto del superwebmaster che direttamente dall’Australia mette le mani dove io combino solo casini, non ci ho ancora capito una mazza di come funziona sto blog, html, php, io so solo scrivere e mettere le foto.  Tutto il resto, anche la foto che per breve tempo era stata cambiata nel vecchio blog (non c’era piu’ Fari che aspetta la metro, ma alcune case di Rahovac, un villaggio qui vicino) insomma, tutto il resto – incluso lo spazio web – e’ opera di Giorgetto (grazie!).  Oggi ho cambiato il tema (anche questo lo so fare, basta selezionarlo) e tutti pazienti cambiamenti fatti dall’australiano sono stati sputtanati alla velocita’ di un clic.

Vetevendosje!

Sabato scorso a Pristina c’e’ stata una manifestazione di questo gruppo di attivisti che non sono troppo contenti della soluzione del nostro amico Ahtisaari.  Il loro nome (Autodeterminazione!) fa riferimento al fatto che vogliono una dichiarazione unilaterale di indipendenza, e basta con questi internazionali, che sono qui a farsi i loro interessi, mica quelli del Kosovo. A volte penso che su alcune cose abbiano ragione. Sabato hanno cercato e ottenuto lo scontro con la polizia.

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Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dato che la manifestazione era annunciata da tempo e i manifestanti non erano poi cosi’ tanti, circa tremila, le forze di sicurezza non sono state in grado di gestire la situazione.  Purtroppo si sono viste scene molto simili a quelle del G8 di Genova, con la triste differenza che qui sono due le persone che ci hanno lasciato la pelle, e un altro e’ in coma.  Se vi interessa su YouTube ci sono vari video della manifestazione, tipo questo o questo (guardate rispettivamente gli ultimi due e i primi due minuti).

Non tutti i manifestanti erano incazzosi, tipo questo, con il tipico cappello albanese in testa e – va be’ – la bandiera dell’UCK

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ma alcuni facinorosi hanno deciso di rompere le barriere messe dalla polizia e tentare di arrivare al palazzo del governo.   La polizia locale ha menato un po’ a destra e a manca, ma poi dato che la gente iniziava a diventare violenta, e’ entrata in scena la UNMIK police, con la cavalleria.

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I designati erano piu’ precisamente i Rumeni e gli Ucraini, che prima hanno sparato i lacromogeni,

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Ma purtroppo - come si vede dalla foto sotto - non avevano solo quelli.

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Hanno sparato proiettili di gomma, ma qualcuno dice che erano quelli di piombo rivestiti di gomma.  Dice anche che sparavano a altezza-faccia, mentre si dovrebbero sparare alle gambe. Dicono anche che a una delle vittime hanno sparato mentre si nascondeva in un bar, e non per la strada.  Insomma, il bilancio degli scontri e’ quello che vi ho detto.  I risultati: il vicesupermegacapo dell’UNMIK ha costretto il megacapo della polizia a dimettersi, si e’ dimesso anche il ministro dell’interno. Il leader del movimento e’ in galera.  C’e’ piu’ gente incazzata pronta a partecipare ad altre manifestazioni gia’ annunciate.

Gli Ucraini o i Rumeni che hanno sparato invece, quelli sono tranquilli, c’hanno l’immunita’… 24.gif 24.gif 24.gif

Decani/Boza/Bresovica

Rieccomi qua, per raccontarvi che in questi ultimi giorni ho fatto qualche interessante esperienza.

Partiamo con ieri sera: con tre mie colleghe dopo il lavoro siamo andati al monastero di Decani, che si trova a un’ora di buchi da Prizren.  E’ un monastero ortodosso molto carino, nel mezzo del verde, dove una decina di monaci serbi tutti inspiegabilmente alti e grossi, con lunghe tonache nere e con altrettanto lunghi barboni altrettanto neri sotto tenuti sotto costante strettissima sorveglianza dai nostri connazionali.  Sembra di avvicinarsi al pentagono, filo spinato, slalom forzato tra blocchi di cemento rossi e bianchi, torretta, sbarra, e gran finale con carro armato. Un rapido saluto al piantone siciliano di guardia che si prende i nostri tesserini per registrarli non si sa bene dove, e entriamo nel monastero per la cerimonia del giovedi sera.  C’ero gia’ stato a settembre, ecco un paio di foto che avevo fatto ai tempi (ieri sera era buio e non si vedeva niente)

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Insomma, la cerimonia e’ molto suggestiva.  I barbuti cantano per un’ora filata, praticamente al buio – c’e’ solo qualche candela qua e la’ a illluminare l’interno tutto affrescato della piccola chiesa.  Non so come facciano a ricordarsi tutte le parole (ma forse leggevano da qualche parte) e soprattutto le melodie, tutte diverse una dall’altra, le tonalita’, boh, non si sa come ma sono sempre tutti in sincrono, a due/tre voci, ed il tutto e’ molto suggestivo. Poi arriva il momento clou, quello dell’apertura della bara di Santo Stefano e della processione per baciare la mano del morto.  Io decido di andare in fila, insieme a un paio di militari uno italiano e uno spagnolo, preparato al peggio, e in realta’ e’ meno macabro di quello che pensavo.  Innanzitutto avvicinandomi capisco che la gente non bacia – come sembra – veramente la mano del mummificato, ma un vetro protettivo.  Poi il corpo del caro estinto e’ coperto da un panno rosso-dorato, da cui spunta solo la gelida manina, di un bel colorito nerastro.  Quando penso di aver visto abbastanza, non volendo baciare il vetro, faccio una specie di inchino e mi allontano dalla bara; poi come da rituale ricevo una benedizione dal pope che mi fa una croce non ho ben capito con cosa sulla fronte, una specie di bastoncino che prima ha rosolato su una candela, ma non bruciava, insomma, non lo so.

Archiviato l’argomento Decani, serata che abbiamo concluso con una cena in un ristorante nella vicina Gjakova, con una bella bistecca semifredda, volevo raccontarvi di un’altra esperienza alimentare che ho fatto un paio di giorni fa, grazie – si fa per dire – a una nostra security guard.  Stavo uscendo dall’ufficio per andarmene in tribunale quando lo vedo che si beve un intruglio con un curioso colorito bianco – l’avevo visto altre volte in vendita per la strada sui banchetti nelle bottiglie della CocaCola, ma avevo sempre pensato che fosse detersivo.   Lui vede che io lo vedo, e subito mi invita a bere un bicchiere con lui.  Si chiama Boza (non lui, l’intruglio) e – mi spiega - e’ a base di mais fermentato. 

“Poco” gli dico, ma lui “no vedrai che ti piacera’ “.  Insomma, per farla breve questa Boza e’ una roba che qui va per la maggiore, la vendono nei bar, alcuni ce l’hanno scritto “Boza” proprio sulla vetrina, vicino a “ekspreso” e “kapuchino”, ma e’ un agghiacciante beverone che sa di disinfettante del dentista, solo piu’ denso e anche un po’ frizzantino (penso per il fatto che e’ fermentato, il mais).  Glie lo faccio presente, e lui mi rassicura, dicendo che il gustaccio orrendo di disinfettante e’ dovuto al bicchiere di plastica.  Non gli ho replicato che l’acqua nel bicchiere di plastica non sa un gusto raccapricciante come la boza, perche’ avevo fretta e avevo anche paura di offenderlo un po’.

Insomma, se e quando verrete da queste parti la boza e’ una di quelle cosa da cui stare a distanza di sicurezza; come anche dai terribili Tost, lontani parenti del nostro spuntino, ma che in realta’ sono terrificanti tranci di pane, tostati nella pressa, su cui viene spremuto uno spesso strato di ketchup e maionese, con spolverata di origano finale.  E’ lo snack preferito dai ragazzini, che si pappano grandi quantita’ di questi “tost” per strada, al modico prezzo di 50 cent.  Volevo anche dirvi pero’ che se e quando verrete, soprattutto voi mangioni - si Batta, dico a te – ci sono anche delle specialita’ da assaggiare, come la tava, la sarma, anche i cevapi (che qui si chiamano qebap, ma si legge cebap, infatti il mio cognome quando voglio che lo scrivano correttamente lo devo dettare come “pas-cciuero”).  Tutto a base di carne, carne e ancora carne.  Tra le altre cose che mi piacciono c’e’ anche il kajmak (una sorta di marcarpone con varie spezie, aglio), l’Ayran (uno yogurt salato, che si beve per pranzo o per cena, ottimo al ristorante, ma che per qualche ragione e’ estremamente difficile comprare non scaduto in un negozio) e poi la mitica sallata shopska, un’istituzione, pomodori, cetriolo, cipolle, e formaggio feta grattuggiato sopra, una delle leccornie locali.  I dolci, attenzione, sono consumati molto di rado, generalmente sono di una dolcezza bestiale, proprio dolore ai denti tipo carie istantanea, ma presi a piccole dosi (1/4 di quella che ti portano) sono anche buoni.  Chi c’era nel Balkan tour a Sarajevo nel 2003 e si ricorda il tufanje ha un’idea di cosa sto parlando.  Da ultimo, tornando ai generi di prima necessita’, il pane lo fanno molto bene, e anche il caffe’ (per quanto di marche italiane poco conosciute in patria come Don cafe’, o caffe’ Pascuale) devo dire e’ piuttosto buono.

Di Bresovica, infine, che dire, e’ la localita’ sciistica piu’ IN del Kosovo, e’ in mezzo a delle belle montagne, e in fondo non e’ male. Ci sono andato sabato scorso a sciare, con la mia amica Virginia vincendo la mia fifa dopo l’incidente di aprile scorso, ed e’ stato carino. 

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Sono cascato un po’ di volte anche perche’ non battono le piste, la benzina per il gatto costa troppo, ne avevano battuta una sola – peraltro difficilissima.  Gli sciatori – prevalentemente serbi, dato che e’ in una enclave serba – si dividono in due categorie: i principianti assoluti, come quello qui sotto    

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che solo per farvi capire, dopo essersi incartato e’ rimasto appeso allo skilift il tempo necessario per me di tirare fuori la macchina, accenderla, e scattare, proprio non lo voleva mollare, non so se pensava di riuscire a tirarsi su o cosa.  E poi ci sono i pazzi spericolati.  Il gesto piu’ cool e’ quello di fare un giro di 360 gradi su se stessi mentre si scende, preferibilmente accompagnato da abbondanti spruzzi e urla di vario genere.  Ho anche visto con i miei occhi dalla seggiovia un folle che a tutta velocita’ e’ passato (dopo essersi piegato all’indietro, tipo limbo, sugli sci) tra le gambe di un traliccio dell’alta tensione.  Ci sarebbero altre cose da raccontare di Bresovica, ma dato che e’ venerdi sera e mi sono un po’ rotto le scatole di stare in ufficio, sotolineero’ solo il fatto che le piste non sono proprio come da noi, a parte che non sono sempre battute, ma il bello e’ che oltre agli sciatori le calcano anche altre categorie di utenti, come i passeggiatori, gli slittinisti, e infine i merenderos con tanto di barbecue e braciole.  Mi manca ancora, ma conto di rimediare presto, l’esperienza di stare appeso alla seggiovia quando manca la corrente.

Martti

Tutto inizia con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la 1244 del 1999, quella che dopo le bombe del marzo 1999 e la fine del conflitto stabilisce un po’ che fare di questo Kosovo, e quindi le nazioni unite si auto-incaricano di amministrare temporaneamente per un po’ la regione. Questo po’  e’ diventato 8 anni, e non tutti sono piu’ tanto contenti che noi internazionali siamo ancora qui in mezzo alle scatole.  Iniziano allora a comparire sui muri le scritte dei gruppi indipendentisti “12:44, your time is up.  UNMIK go home! “.  Ecco quindi spiegato come mai ieri – in vista del gran giorno di oggi – le citta’ erano piene di manifesti come quello qui sotto     

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che dicono “12:45: il futuro del Kosovo e’ adesso”.   Peccato pero’ che li abbia messi non qualche gruppo di fanatici, ma il governo

Comunque, per vostra informazione…  Il mitico mediatore finlandese Martti Ahtisaari sta parlando alla tele commentando il testo della proposta che ha appena presentato.  Adesso e’ a Pristina chiuso dentro gli headquarters dell’ONU.  Per chi fosse interessato, qui c’e’ il testo della proposta (metto il link proprio solo per completezza, non aspettatevi niente di particolarmente eccitante). 

Comunque vi terro’ aggiornati se dovessero scaldarsi gli animi e qualche puzzone decidesse di tirar fuori dell’armadio lo schioppetto.  Per ora no.

12:45

Il titolo lo spiego un’altra volta appena riesco a fare una foto.

Scrivo dopo una giornata veramente pesantuccia. Oggi e’ venuto il nostro capo di Pristina in visita, per incontrare il capo del regional centre di Prizren.  Si sa, gia’ incontrare un capo non e’ facile di solito, figuriamoci quando DUE capi si devono incontrare tra loro.  Nessuno dei due puo’ dire che non ha tempo di incontrare l’altro ma tutti ma allo stesso tempo nessuno vuol far vedere che ha tempo da vendere, e che cavolo, tutti hanno un sacco di impegni, non puoi domani? Beh, io non posso mercoledi. Allora vengo giovedi? Va bene. Ah, al momento buono quell’altro ha un meeting importante? Beh non aspetto certo che abbia tempo di vedere me, anch’io ho i miei impegni.

Alla fine si sono incontrati, intorno a un tavolo sono stati tutti e due cordiali e simpatici.

Dicevo, non e’ successo molto per tre giorni, poi succede tutto oggi.  Tre processi in contemporanea, incontri tra il capo e i presidenti del tribunale, e gran finale con consultorio a una famiglia albanese in cui il capofamiglia e’ stato sbattuto dentro per niente meno che tratta di esseri umani.  Ma pare ingiustamente, dato che – pare – avesse dato solo un passaggio oltre il confine a quattro ragazzi, per 100 euro.  Fa il tassista.

Ad ogni modo, scrivo per dirvi che domani, dopo circa dieci mesi di negoziati, dopo che le delegazioni albanese e serba erano d’accordo su niente, perche’ questi dicevano “niente che non sia l’indipendenza” gli altri “tutto tranne l’indipendenza”, dopo che hanno lasciato che i negoziati se li facesse da solo il mediatore ONU, dopo che questo ha quindi fatto il suo progetto di mediazione, dopo che ha aspettato che si facessero le elezioni politiche in Serbia, dopo che la Serbia ha posticipato le elezioni a gennaio, dopo che hanno fatto le elezioni, dopo che ha vinto il partito ultranazionalista di Shesheli, quello che e’ sotto processo all’Aia per crimini di guerra, quello che nella guerra in Bosnia era a capo delle Aquile bianche, quello che ha fatto lo sciopero della fame in galera, quello che poi il tribunale ha ordinato di alimentare a flebo perche’ gli era gia’ morto Milosevic in galera e almeno uno importante lo volevano condannare (vivo), insomma, dopo che il partito di sto criminale ha vinto le elezioni ma dopo che il governo lo faranno altri due partiti moderati che insieme fanno il 50%, dopo che il mediatore ONU quindi ha detto “adesso posso presentare la proposta”, dopo che ha presentato a porte chiuse la sua proposta a un po’ di paesi europei, dopo che sono uscite delle indiscrezioni che a qualcuno qui non sono tanto piaciute, e dopo oggi, che e’ l’ultimo giorno prima di domani, domani finalmente sto mediatore presentera’ la proposta sullo status del Kosovo a Belgrado e a Pristina.

Dopo tutto sto casino, vediamo che succede!