C’era da aspettarselo.
Dopo aver visto il grattacielo con Clinton dipinto sopra, i manifesti di solidarietà all’indomani di quello che ha ammazzato i suoi compagni di scuola in Virginia, le bandiere a stelle e strisce che sventolano a destra e a manca, c’era da aspettarselo.
Il quattro Luglio certo qui non è passato inosservato: a parte il mio capo che oggi alle undici se ne è andato a mangiare hot dog e cheeseburger (perchè quelli sono i piatti nazionali) all’ambasciata americana per celebrare, stasera fuochi artificiali, e soprattutto un bel concertone in centro a Pristina a base di folk/dance albanese. Bandieroni stellestrisciati dappertutto, e la presentatrice che incitava il pubblico a suon di “happy birthday america”.
Tutto sommato fa sorridere, questa simpatia, ma che dico simpatia, adorazione che i kosovari (dovrei dire, gli albanesi) hanno per gli americani. D’altra parte, sanno bene che sono loro che hanno voluto le bombe qui e soprattutto in Serbia. Peccato solo che ti tocca vedere il faccione di Bush più spesso di quanto vorresti (avreste dovuto vedere, quando GeorgeW è andato in visita in Albania, quante facciazze sui manifesti sono comparse). In Serbia la vedono un po’ diversamente, sia la simpatia per gli americani, sia la questione-bombe. Lì è ancora una ferita molto, molto aperta. Ti senti anche un po’ una merda quando pensi che le tiravano anche dai nostri aerei. E’ opinione diffusa però tra i Serbi che gli italiani non sono cattivi come gli americani, che in fondo noi non volevamo davvero fare la guerra, e che i nostri sganciavano le bombe in mare, facendo finta di sbagliare mira.
E chi lo sa. Tutto è possibile. D’altra parte, anche qui gli albanesi dovreste sentire che teneri ricordi che si portano dei bei tempi di Mussolini, ah! Gli italiani… Mio padre ci ha lavorato quattro anni, coi soldati italiani, ha imparato l’italiano perfettamente, brava gente… Ci hanno occupati? Ma no, che non erano venuti per far del male agli albanesi, e poi, la lingua, si assomiglia così tanto, “pantalone” “tavolina”, eeh amico, come stai, vieni che ti offro da bere.
E’ così che è andata stasera, tornavo a casa dopo il concerto albano/statunitense e passavo davanti a un posto dove sono andato a mangiare un paio di volte a pranzo, il tipo mi ha ovviamente riconosciuto subito, mi chiama e mi offre da bere, e come sta la famiglia, e guarda quante belle ragazze, e te ne devi trovare una anche tu, e chi se ne frega di sto status che non arriva, che tanto qui la gente non c’ha lavoro, quindi adesso sai che mi sto cercando una da sposarmi, e what to do, what to do Alberto …
Stavo per alzarmi, dopo il secondo mojito, poi ho visto il mio capo che passava. Non sono riuscito ad evitarlo, mi ha raccontato che per il quattro luglio c’era un locale che faceva cinque Corona a dieci euro. Non ha potuto resistere, un prezzaccio, contando che una birra di solito costa un euro.
C’era da aspettarselo, fanno la cresta anche sul quattro luglio.
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