Ujë/Voda

L’acqua (ujë in albanese, voda in serbo) che esce dal rubinetto qui e’ meglio evitarla. In ogni caso, spesso non c’e', giusto se uno volesse cadere in tentazione.

Meglio quella in bottiglia, specialmente se non viene dal Kosovo. Si sa, con tutto l’inquinamento che c’e', poi non e’ che l’acqua e’ proprio purissima levissima. Corre voce che nella popolare acqua kosovara Bonita un paio d’anni fa abbiano perfino trovato del DNA umano (!). Tutto fa brodo. Proteine.

Voi invece che abitate in Italia: abbiamo speso fantastilioni di dollari per fare dei super impianti di depurazione della nostra acqua del rubinetto e mo ci beviamo solo quella in bottiglia? Aoh?

E poi pare che come al solito sia tutta colpa della TV

Samopravo.net supporta la campagna “mettiamola fuori legge

Proot! (seconda parte)

Proot! Che dire?

Piu’ che altro ci sarebbe da chiedersi come mai ste due centrali puzzone hanno un potenziale (1600 MWh) superiore a quello necessario per scaldare e illuminare le case di due milioni di persone (la stessa KEK dice che il fabbisogno e’ 800 MWH!!!). Niente industrie, niente fabbriche, niente di niente.
E invece miseramente falliscono, e la gente se ne sta cosi’ al buio e al freddo. Un impianto efficiente: inquina ma non scalda.
E allora via libera ai famosi razionamenti, divisi per zone, A, B, C – attualmente io (sono in zona A, la migliore) ho 4 ore si e 2 no. Ma poi non sai mai quando va via, la luce. Puo’ essere quando hai finito di mangiare, o quando stai mettendo su l’acqua per la pasta. Quando stai uscendo di casa, o quando sei appena tornato. Lasciamo perdere le zone, come fanno a classificarti, in pratica dipende se hai dei vicini di casa che pagano le bollette o no. Ma una volta lo spiego poi bene, che ste zone sono un casino.
Adesso mi preme di dire (ce ne sarebbero tante, di cose da dire ) che il progetto a lungo termine per la centrale non e’ di smantellare il tutto, come sarebbe auspicabile, ma anzi, di aggiungere una TERZA centrale, “Kosovo C”: un mostro da 2000 megawatt che sara’ ultimato nel 2012. Hanno appena scoperto che il sottosuolo del Kosovo e’ strapieno di lignite, ce n’e’ da scaldare mezza Europa (ma ho come il sospetto che in Kosovo continueranno a battere i denti). Infatti ci sono gia’ quattro cordate pronte a strapparsi l’appalto da 3 miliardi di Euro, tra cui la nostra Enel che concorre con un consorzio greco/americano. Ma dicono che vinceranno i Cechi.
Ci sarebbe poi da citare la barzelletta secondo cui a Pristina e’ piu’ sano fumare due pacchetti al giorno: almeno c’e’ il filtro!E a proposito di filtri, ci sarebbe poi da chiedersi perche’, invece di tanti progetti piu’ o meno utili (ma non c’e’ tempo ora di scendere in dettagli) i grandi donatori internazionali non finanzino invece l’acquisto di un bel filtro depuratore per ste ciminiere puzzolenti: se fosse per me, lo metterei tra le prime cinque priorita’ per il Kosovo. Per la puzza che crea, ma anche per i problemi di salute. Questo articolo cita un’inchiesta secondo la quale la nube tossica causa una serie di malattie nella gente (ma va?). Un costo sociale enorme. Vuoi mettere, anche solo le spese sanitarie?
Invece, saggiamente, il sindaco di Pristina, in odore di elezioni, ha deciso di darsi altre priorita’. E bene ha fatto, diciamocelo: ma che e’, sta retorica ecologista? Fumi tossici? Puah! Non ci fara’ piu’ caso la gente, quando passeggera’ sulla nuova Mother Theresa street, interamente lastricata in puro marmo. Due milioni di euro, un affarone.
Pare comunque che pavimentare in marmo la strada principale non lo salvera’ dall’imminente sconfitta alle prossime elezioni del 17 novembre. Tutti danno per vincente l’ex UCK Fatmir Limaj (guardatevi il sito).
Un uomo nuovo, pulito, appena appena tornato a casa dall’Aja. Assolto…

Proot!

La sensazione – per niente esaltante – e’ come quando qualcuno ti fa una puzzetta in macchina.

Con la differenza che, qui, se apri il finestrino, e’ peggio.

Il Grande Scoreggione di Pristina si chiama Obiliq (pronuncia “Obilich”) ed e’ un complesso di centrali a carbone. Due per il momento, Kosovo A e Kosovo B. Saggiamente collocate a pochi chilometri dalla capitale, cosicche’ tutti possano godere della fragranza al mattino, quando vanno al lavoro, o di notte, quando si svegliano intossicati dal puzzo.

Scusate se il tema non e’ cosi’ gradevole, ma bisognera’ pure che faccia un po’ di informazione sulle condizioni di vita locali. E cerchero’ di dire anche cose non strettamente legate a lezzi e flatulenze.

Dicevo, la puzza dipende molto dal vento. Se tira verso la citta’, non c’e’ scampo. E la zona dove abito io (tra le piu’ vicine a Mr. PUzzone) e’ una delle piu’ appestate. La speranza e’ che tiri dall’altra parte, verso Kosovo Polje, cosi’ se lo becca qualcun altro.

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L’altro giorno andando a Peja/Pec si vedeva chiaramente vedere la fumella che – come una scia di profumo nei fumetti – se ne andava a spasso per la campagna, per chilometri, un filo sottile, dritto e netto che si poteva benissimo vedere a occhio nudo, va e va e va, chissa’ dove finisce, probabilmente nella finestra di qualcuno.

Sta di fatto che quando la congiuntura atmosferica e’ particolarmente sfavorevole, capita anche di svegliarsi di notte. E’ come avere un camion che ti sgasa in camera, solo la puzza del carbone bruciato e’ piu’ dolciastra. Non sai cosa fare, salvo chiudere la finestra per farne entrare di meno.

Ecco una veduta di Obiliq e delle sue ciminiere da Pristina.

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Piccola digressione: gli Obiliqesi (in gran parte albanesi) hanno in via ufficiosa ribattezzato la loro ridente citta’ “Kastrioti”. Il nome ai piu’ non dira’ nulla. Sappiano pero’ i piu’ che si tratta nientepopodimenoche’ del cognome del piu’ glorioso leader che il popolo Albanese abbia mai conosciuto nella sua (poco gloriosa) storia: Georgj Kastrioti, detto (e piu’ conosciuto come Skenderberg). C’e’ poco da alzare il sopracciglio: questo video illustra come Skenderberg, con un glorioso sacrificio, abbia addirittura salvato l’Italia (parliamo del 1400) dalla “piu’ grande catastrofe possibile immaginabile: i Turchi”. C’e’ anche – credo- un glorioso lungometraggio sul glorioso Skenderberg. Qui c’e’ il glorioso trailer.

Tornando a Obiliq, il nome assomigliava troppo al nome serbo (Obilić, pronuncia anche in questo caso Obilich). Non si addiceva certo piu’ ad un posto che nel 1998 (= prima del conflitto del 98-99, ndr) aveva 11.061 serbi e adesso ne ha … 80! Un bel salto, dal 24% allo 0,05% dei residenti. Opportuno sottolineare questo piccolo cambiamento in modo adeguato. Cambiamogli proprio nome. Citta’ adesso albanese, nome adesso albanese.

Il cambio dei nomi dei paesi (ovviamente in barba ai regolamenti UNMIK sulle denominazioni ufficiali delle municipalita’) fa parte della complessa operazione volta a rendere il Kosovo un posto meno gradevole possibile per i Serbi. Un dettaglio, direte voi, cambiare il nome a un paese, certo. Provate pero’ a immaginare se da domani la vostra citta’ si chiama “Von Bismarck”.

Ma sto divagando. Mi interessava darvi qualche dato sul Grande Puzzone di Obiliq. E’ capace di sparare per aria ben 2.5 tonnellate di polvere all’ora – 75 volte di piu’ dei limiti fissati dagli standard Europei. Le particelle sospese ecedono di 30 volte il imiti del WHO (OMS) …

(…mercoledi la seconda parte…)

lemonhead addio…

Prima o poi doveva succedere: il buon giorgetto mi ha cacciato via a calcioni.

Stanco di prestare il suo rispettabile (?) sito alle mie fregnacce, qualche giorno fa il prepotentone mi ha intimato lo sfratto. Gli ho chiesto almeno il tempo di salvare tutto, fare le valigie e spostarmi, ma lui e’ stato inflessibile: ti do quarantott’ore.

Mi sono allora andato a cercare un altro angolo di mondo (pardon, di web) tutto mio, da dove continuare a intrattenervi. In quei giorni, come oggi, quando proprio non sapete come tirare fino alla pausa pranzo.

Da oggi quindi chiudo i ponti con l’arrogante giorgetto (ovviamente tutto quello che ho detto sul suo conto e’ falso, in realta’ sotto mentite spoglie sono ancora sul suo server, e mi ha pure pagato la registrazione del dominio), chiudo le trasmissioni su lemonhead, e ricomincio da “Samo Pravo!“.