Domenica mattina a Pristina. Anche altrove, e’ vero. Va be’ insomma, si dice cosi’, ho gia’ infognato il racconto ancor prima di cominciare.
Ma comunque, e’ domenica mattina a Pristina. Sono qui che aspetto un po’ di amici per un pranzo domenicale in comunita’, e – nonostante il saporaccio in bocca tipico dei postumi di sbronza, ho deciso di aggiornare un po’ il blog.
Per vostra informazione, sto ascoltando In Rainbows, l’ultimo disco dei Radhiohead, che potete scaricare (offerta libera) dall’apposito sito. Non e’ molto albanese/kosovaro come consiglio musicale, me ne rendo conto, ma che volete. Quando ascoltero’ qualcosa di indigeno (indigeno, non indegno) che valga la pena, prometto che ve lo segnalo. Per ora segnalo invece altro, come questo gruppo francese che mi ha fatto conoscere Vera, i Paris Combo, sono davvero bravi. Consigliati. E sempre a proposito di Francia, l’altro giorno all’ABC cinema di Pristina ho visto un film francese molto spassoso, Ma vie en l’air, una commedia che vi consiglio davvero. Non che i film francesi siano di casa all’ABC cinema di solito, intendiamoci. Di solito ci sono Spiderman o Rocky. Ma era la settimana del cinema francese, promossa dal solito centro culturale francese, che come quelli presenti in tutte le citta’ che contano, son (al contrario di quelli italiani) atttivissimi. Al film festival di Sarajevo un paio di mesi fa ho visto un altro film che mi e’ piaciuto davvero, Paranoid Park di Gus Van Sant.
Come dite? Non c’entra una mazza con il blog questa roba qui? Ma che devo fare, se parlo di politica mi sgridate, se parlo di cronaca vi rompete… Ok, ok, parliamo di film balcanici allora. Non che sia un esperto, ma posso citarne un paio, di film balcanici non molto conosciuti, che secondo me meritano. Uno e’ Slogans, un film albanese dell’Albania (a proposito, ho sempre un post nel cassetto sul mio viaggio laggiu’, prometto che prima di Natale lo finisco) sul periodo della dittatura di Enver Hoxha, che e’ stato presentato a Cannes nel 2001. Un altro film, veramente spassoso, e’ Shutka: la citta’ dei record, una specie di documentario su questo villaggio in Macedonia, dove ogni abitante (sono tutti Rom) vanta dei record assurdi. Film bosniaci anche, ce ne sono di carini. Ho visto dei bei documentari a Sarajevo, ma non ricordo i titoli. Si parla bene di Grbavica, un film che ha vinto l’orso d’oro nel 2006, ma non l’ho ancora visto. Lo vado a vedere tra un paio di settimane (e’ in cartellone alle movie nights dell’OSCE) e vi dico.
Come dite? Non hai citato nessun film Kosovaro? Guardate, il livello di quelli che ho visto – bisognera’ pur dire le cose come stanno – e’ veramente (veramente) basso. Dopo due o tre documentari al Dokufest di Prizren quest’estate, tutti molto brutti, ho visto l’altra sera l’ultimo lungometraggio dei fratelli Kastrati, uscito in inglese col pretenzioso titolo di I know I had a better title but I forgot it, e che e’ stato in concorso al prestigioso festival del cinema del Cairo. Se prendo la telecamera di mia zia e filmo la recita del catechismo, secondo me viene meglio.
Sono troppo critico nei confronti del Kosovo? Suvvia. Dopo avervi appestato con i fumi tossici (che ultimamente grazie al cielo si sono tenuti alla larga da Pristina) acque luride, e altre amenita’, voglio mandare un messaggio domenicamattutino di positivita’: a Pristina ci si diverte.
Sono reduce da una venerdi/sabato pesantuccia, a base di jazz festival (chiuso ieri), pizza dai Carabinieri, tanta birra Peja, happy hour dell’OSCE, e conclusasi ambedue le volte al Johnny Depo, questo locale che (Johnny presumo) ha aperto sotto lo stadio di Pristina. C’e’ una porticina, si entra, e ci si butta a ballare come forsennati. Chiamare un locale Depo qualcosa e’ molto trendy a Pristina ultimamente, ma non chiedetemi perche’. Con il Johnny fanno tre. C’e’ lo Strip Depo, il Johhny Depo - appunto-, e infine il Depo.
L’altra sera, proprio al Depo sono andato a sentire una band kosovara che prometteva rock alternativo albanese e invece ha aperto con tre pezzi di fila degli U2, con tanto di urletti alla Bono, seguiti da un’infilata di ben 5 pezzi dei Coldplay a raffica. Poi pausa, poi pezzi loro in albanese, ma ormai mi avevano seccato.
Parliamo di altro, parliamo del tempo. Non so li’ da voi ma qui fa un freddo boia (meno male che qui almeno in casa si riesce a scaldare, non come a Prizren…). Venerdi ha pure nevicato. Peccato che nonostante la neve che si annuncia abbondante, quest’anno pare che a Bresovica, in montagna, gli skilift resteranno a prendere la polvere in garage, dato che – causa complessi problemi legati alla privatizzazione dell’unico posto minimamente turistico del Kosovo – pare che non apriranno neanche gli impianti.
Comunque, ho approfittato della nevicata che ha imbellito un po’ il panorama per fare un paio di foto dal balcone. Ecco la capitale vista dalla mia finestra:
Adesso non ho piu’ tanta voglia di commentare i vari highlights che ho segnalato. Nel frattempo sono venuti gli amici, ci siamo sbafati torta salata (Maddalena) risotto ai funghi (io), polpettone e patate (Maria) e macedonia (Christophe). Si son fatte le undici di sera e so’ stanc’.
Pero’ prometto di aggiornare in settimana e di spiegare qualcosina.
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