Qui non si capisce piu’ una mazza.
La Missione EULEX dell’Unione europea, che deve sostituire la missione UNMIK dell’ONU, dovrebbe partire.
Anzi e’ gia’ partita, il giorno prima dell’indipendenza. Ma lo staff non e’ ancora arrivato. E molti paesi UE han detto che non riconosceranno il Kosovo, ma la decisione di mandare la missione e’ stata presa all’unanimita’. C’e’ qualcosa che non quadra.
Per l’UE e’ comunque gia’ cominciata la transizione di 120 giorni prevista dal piano del mediatore ONU Ahtisaari. Che pero’ e’ un piano che non vincola nessuno. Allora le Nazioni Unite oggi fanno gentilmente sapere che – sai che c’e'? – Non ce ne andiamo. Chi ci obbliga a smammare? Certo non la UE. Semmai sara’ il Consiglio di Sicurezza, quando vorra’ mandarci via. Ma ci sono USA e Russia che si metteranno veti incrociati. Certo, per i primi il Kosovo esiste, per i secondi no.
Quindi, la novita’ e’ che per adesso l’ONU resta. Quelli la’ contano i 120 giorni, questi no.
Non e’ improbabile che, presto, al problema del riconoscimento del Kosovo si aggiungera’ il problema del riconoscimento della Missione UE da parte della Missione ONU e viceversa. Vorrei proprio vederli: un giudice UE e un giudice ONU che si contendono toga e fascicoli.
Intanto, in Serbia che altro succede? il futuro presidente russo Medvedev ci e’ andato lunedi in visita ufficiale, a Belgrado stanotte e’ scoppiata una bomba, i Serbi chiedono l’intervento armato della Russia in Kosovo, gli Americani evacuano lo staff dell’ambasciata di Belgrado.
Qui c’e’ bisogno di andare a vedere di persona che succede. Tra poco parto, e vado a Belgrado per il weekend. Poi cosi’ vi racconto.
A lunedi!




















