Burn!

Sono arrivate notizie che questa mattina nel Nord hanno bruciato i posti di confine di Zubin Potok e Leposavic (vedi cartina di qualche post fa). Ovviamente la frontiera dalla parte di qua, controllata da UNMIK. Non dalla parte serba.

Dato che pare che gia’ ieri si sentisse un po’ puzza di bruciato, la polizia UNMIK era stata fatta evacuare nottetempo, cosicche’ nessun ferito.

La KFOR pare che abbia mandato dei jet sul Nord, immagino solo a scopo documentativo/ricognitivo. Ci mancherebbe solo che si mettessero a sparare sulla folla.

A causa delle proteste che anche oggi infiammano la citta’, il ponte di Mitrovica e’ stato chiuso, cosi’ come il tribunale della citta’, che si trova nel Nord.

Sembra falsa invece l’altra notizia che un giornalista sarebbe stato ucciso a Nis, nel sud della Serbia, durante le manifestazioni.

Anche a Pristina c’e’ stata una manifestazioncina di studenti impertinenti, sono uscito durante la pausa pranzo a fare delle foto, piu’ tardi le metto su.

7 thoughts on “Burn!

  1. A Belgrado situazione tranquilla per le strade, mentre fervono i preparativi per la storica manifestazione di giovedi’. Il ministero dei trasporti ha promesso biglietti gratis per tutti su treni e autobus che porteranno cittadini piu’ o meno incazzati nella capitale. Speriamo meno, visti i danni di domenica sera… Anche se, si dira’, tutto e’ relativo. Ecco T. Nikolic (partito radicale, vedi post di gennaio) in televisione: “cosa volete che siano due mc donalds e qualche finestra quando in Kosovo abbiamo perso 100 000 case in un solo giorno?”. eh beh…

  2. E mentre a Pristina ancora si festeggiava, ieri il ministero degli interni serbo ha deposto una denuncia di reato contro il primo ministro, il presidente e il presidente del parlamento del Kosovo per violazione della costituzione e dell’integrita’ dello Stato serbo. Dunque Thaci e gli altri sono ricercati (?)

  3. Scusate lettori di samopravo, ma lo Zuzzurellone- autore mi ha chiesto notizie e reazioni da a’capitale.. (serba): )
    Dal discorso di Tadic (presidente serbo) al Consiglio di Sicurezza: “Si premia ora con l’indipendenza chi, in Europa nel XXI secolo, ha costruito ghetti per Serbi, circondati da filo spinato, da canne di fucile e da soldati armati fino ai denti. Il premio va a coloro che hanno contribuito alla segregazione dei Serbi e che hanno impedito la loro liberta’ di movimento; che li hanno costretti a vivere al buio e nella costante paura per la propria vita.”

  4. Secondo alcune fonti (stranamente riportate soltanto da un articolo del Guardian) mentre i posti di frontiera bruciavano, una colonna composta da circa 1000 uomini, in auto e bus anonimi, sono entrati in Kosovo dalla Serbia. L’attacco ai posti di blocco sarebbe quindi stata una manovra diversiva per permettere ad un contingente di forze di entrare senza farsi identificare ne’ perquisire…

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