Prepararsi all'inevitabile

Chi l’avrebbe detto? Da domenica, vivere qui a Pristina e’ piu’ sicuro che a Belgrado.

Alla CNN un commentatore – ex segretario di Stato americano – diceva che forse forse i politci serbi non han fatto molto per preparare la gente all’idea che il Kosovo era perso.

Concordo

Mentre qui a Pristina ci si chiedeva solo piu’ “quando”, molti a Belgrado molti fino a sabato scorso non si erano resi conto di quel che sarebbe successo domenica. Fino a poche settimane fa, amici di Belgrado mi chiedevano “ma secondo te il Kosovo lo perderemo?”. E quando io gli spiegavo che a Pristina i giochi erano gia’ fatti da tempo, loro, stupiti, “ma davvero?”

Ho gia’ detto che tutti i partiti serbi tranne uno erano categoricamente contro la secessione del Kosovo. La gente, pure. Non e’ raro a Belgrado trovare scritte come questa:

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Si legge “NE DAMO KOSOVO”, e sostituendo la E con una O si intuisce abbastanza che vuol dire. Ok, ok, se proprio non ci arrivate mettete anche una “I” tra la D e la A. “1389″ invece ve lo dico io, e’ l’anno della battaglia di Kosovo Polje del cui significato abbiamo gia’ parlato in un altro post.

Questo lo scrivevano (lo scrivono) i ragazzi sui muri. Ma che faceva nel frattempo il governo? Creava il ministero per il Kosovo i Metohia (nome serbo del Kosovo) il quale a Novembre lanciava la campagna “Kosovo is Serbia” con dei manifestini (10 metri per 20) in giro per la citta’, con citazioni di personaggi famosi pacchianamente piegate a scopi nazionalistici.

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Qualcuno li ha collezionati in un video, guardatelo perche’ ne vale la pena:


Certo, a nessuno piace farlo. Ma, a volte, all’inevitabile (o al peggio, a volte coincidono) e’ meglio prepararsi. Possibilmente con un po’ di anticipo.

"Kosovo is Serbia"

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Questo e’ lo slogan (in cirillico ovviamente) che scandiranno le centinaia di migliaia di persone attese oggi a Belgrado. Una manifestazione ufficiale, convocata e animata dai principali partiti politici serbi.

Non ci sara’ invece il presidente serbo Tadic, che se ne va in Romania per una visita di un giorno.

Il suo partito, infatti, non partecipera’ alla manif., insieme al partito liberale (l’unico partito serbo favorevole alla secessione del Kosovo) e a un altro che non so. Potete seguire il tutto sull’ottimo B92

Intanto continuano i casini a Mitrovica: dopo aver bruciato due posti di frontiera, che sono stati riaperti grazie all’intervento della KFOR …

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….stamattina i manifestanti hanno accerchiato il tribunale della citta’, che non sta messo molto bene: e’ un tribunale di UNMIK, ma e’ nel Nord. Alcuni giudici serbi, fedeli a Belgrado, vogliono riprenderselo. In questi anni, hanno mandato avanti un sistema di giustizia parallelo a quello “ufficiale”, attraverso due tribunali che applicavano il diritto Serbo.

Adesso e’ venuto il loro momento: armati di codici civili e martelletti di legno, stanno stringendo l’assedio.

Quanti dollari vale il Kosovo indipendente?


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Mentre a Pristina echeggiano ancora i boati e i botti dell’orgia indipendente, gli USA stanno per dare agli Albanesi un’altra ragione per festeggiare. Hanno infatti deciso di fare al Kosovo un piccolo regalino di battesimo. Solo un piccolo pensierino:

334 Milioni di Dollari

Si si, avete letto bene. E non lo dico io, lo dice il sottosegretario americano Nicolas Burns in un’intervista.

L’anno scorso, 2007, lo Zio Sam ne ha dati – di milioni di Dollari – “solo” 77. Nel 2008 quindi ci sara’ un piccolo aumento, a occhio e croce del 400%. 334 milioni di dollari sono piu’ della meta’ di quel che prendera’ la Serbia da tutta l’Unione europea in quattro anni. E gia’ prende piu’ di tutti gli altri Paesi pre-accessione. E la Serbia c’ha quattro volte la popolazione del Kosovo. E un territorio sei volte piu’ grande.

Dove vanno tutti ‘sti dollaroni? Non lo so di preciso. Immagino in progetti di vario genere, veicolati attraverso agenzie come USAID, ABA CEELI, o direttamente allo US Office (= ambasciata) di Pristina. E nei salari dei funzionari che fan girare i progetti.

Pensa che gentili, sti Americani. Si potrebbe quasi pensare che non sia un regalo disinteressato, vero? Viene quasi da pensare che gli amici a stelle e strisce possano avere, in un postaccio come questo, qualche loro interessuccio. Ma quale?

Ovviamente nessuno: perche’ mai infatti vorrebbero un altro Stato musulmano, fedele, amico, al centro dell’Europa? Vicino alla filorussa Serbia? Alle porte dell’Europa? Suvvia.

Come dite? La base militare? Ma dai. Stiamo parlando di Camp Bondsteel vero? Ma se sono quattro baracche messe in croce!


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Ok, ok, nel frattempo e’ un pochettino cresciuta… ma non poi tanto:


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…in fondo, il perimetro sono solo undici chilometri. E dentro ci sono solo

  • 250 baracche da 30 persone ciascuna
  • un cinema
  • tre palestre
  • due campi da basket
  • un grande magazzino di elettronica
  • un Burger King
  • un Anthony’s Pizza (?)
  • due chiese
  • una scuola (di Laura Bush)

Immagino che poi ci siano anche un po’ di armi.

Io a Bondsteel non ci sono entrato mai. Una volta si poteva, molta gente ci andava a comprare l’elettronica. Da un paio d’anni invece hanno smesso di far entrare i civili.

Un annetto fa ero andato pero’ nella base dei tedeschi di Prizren, e gia’ quella era gigantesca. Leggetevi il mio vecchio post “Caramba!” se vi va.

Comunque, i Kosovari ringraziano lo zio d’America, incassano i soldi, il supporto politico, e il riconosciment-lampo di Bush. Troppa grazia.

E in cambio chiudono un occhio su Bondsteel. E gia’ che ci siamo anche sul fatto che l’ambasciata USA passa al vaglio e mette il veto su tutte le proposte di legge che dovra’ approvare il parlamento. Naturalmente, era anche nei patti che il vice del capo-missione ONU in Kosovo dovesse (dal 1999) essere sempre un americano.

Chissa’ che alla fine non scopriremo che fanno parte del contratto anche i festeggiamenti del 4 Luglio?

Quebec

Traduco un pezzetto da Reuters che intitola “l’indipendenza del Kosovo fa venire il malditesta al Canada”.

Il Parti Quebecois , adesso all’opposizione nel parlamento della provincia, dice che se il Canada riconosce una dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, dovra’ in futuro trattare in modo identico un’analoga mossa da parte del Quebec. “Un popolo decide di diventare uno Stato e altri Stati riconoscono questo fatto. [...] La Serbia e’ contro l’indipendenza di parte del suo territorio, ma USA, Francia e altri Stati ignorano bellamente questa obiezione‘, dice Daniel Turp del Parti Quebecois.

Quindi, se un giorno il Quebec decide di diventare uno Stato e il Canada obietta … beh ricorderemo agli altri Paesi che l’obiezione di uno Stato non deve avere la prevalenza sulla volonta’ di un popolo

Si diceva, ieri , degli “altri Kosovi”

Ah, per la cronaca, forse a questo Turp gli rode un po’ perche’ in Quebec i referendum separatisti son falliti sia nel 1980 che nel 1995…

We don't need no education

Stamattina Pristina, un po’ come ieri, sembrava una citta’ quasi-fantasma.

Traffico ridottissimo, nebbiolina, e poca gente in giro.

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I soliti vecchi sulle panchine

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Insomma, tutto calmo e fin troppo tranquillo. Verso le undici iniziamo pero’ a sentire tamburi, musica, ragazzi che urlano slogan. Si capiva pero’ che non era una manifestazione violenta: quelle stanno succedendo a Mitrovica. Durante la pausa pranzo vado a vedere e porto la macchina foto.

In effetti erano proprio dei ragazzi che urlavano slogan. Eta’ tra i 14 e i 16 grosso modo, con tamburelli, musica, e inni tipo “Kosova, Kosova” ecc.

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C’erano anche intorno degli uomini che guardavano, abbastanza divertiti

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Quand’ecco che tat-tarataan! spunta l’immancabile striscione di ogni manifestazione studentesca che si rispetti:

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Aspetta un secondo, c’e’ scritto proprio FUCK? Ma non erano tutti cosi’ contenti danzati e Kosoveggianti? Fuck chi, che? Ecco chi:

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Carini vero? Notate anche la manina in alto (che peraltro punta dritta sul muso dello studente di mezzo).

Che gentili, portare i loro saluti al presidente moderato serbo, che ha appena sconfitto per un pelo il suo avversario di estrema destra. D’altronde, Tadic in quanto presidente dell’odiatissima Serbia, era scampato al FUCK YU sulla prima pagina dell’Express di domenica.

Hanno subito rimediato questi sbarbatelli, che Tadic secondo me non sanno quasi chi sia.

Vedete cosa dicevo quando classificavo come pericolose le prime pagine sullo stile di FUCK YU? Questi sbarba qui sopra, certi preconcetti, certi atteggiamenti, da dove li han presi, se non dall’intolleranza che assorbono dalla televisione, dai giornali, dalla strada, da casa loro?

Come altri ragazzetti che, poco dopo, ho sentito per strada scandire un patetico ” U-C-K ! U-C-K ! U-C-K! “. Avranno avuto dieci anni…

Burn!

Sono arrivate notizie che questa mattina nel Nord hanno bruciato i posti di confine di Zubin Potok e Leposavic (vedi cartina di qualche post fa). Ovviamente la frontiera dalla parte di qua, controllata da UNMIK. Non dalla parte serba.

Dato che pare che gia’ ieri si sentisse un po’ puzza di bruciato, la polizia UNMIK era stata fatta evacuare nottetempo, cosicche’ nessun ferito.

La KFOR pare che abbia mandato dei jet sul Nord, immagino solo a scopo documentativo/ricognitivo. Ci mancherebbe solo che si mettessero a sparare sulla folla.

A causa delle proteste che anche oggi infiammano la citta’, il ponte di Mitrovica e’ stato chiuso, cosi’ come il tribunale della citta’, che si trova nel Nord.

Sembra falsa invece l’altra notizia che un giornalista sarebbe stato ucciso a Nis, nel sud della Serbia, durante le manifestazioni.

Anche a Pristina c’e’ stata una manifestazioncina di studenti impertinenti, sono uscito durante la pausa pranzo a fare delle foto, piu’ tardi le metto su.

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Allora, ieri pare che siano state ben quattro le bombe a mano esplose a Mitrovica Nord. Segno che la situazione proprio proprio tranquilla (almeno al Nord) non e’.

Due dei bersagli sono state case di albanesi.

Ovviamente le case erano disabitate. Come forse saprete, dopo la guerra del 1999 e sicuramente dopo i disordini 2004 il ponte di Mitrovica fa da spartiacque tra due zone etnicamente pure. Nessun Albanese metterebbe piede al Nord del fiume, nessun Serbo lo farebbe al Sud. Figuriamoci se ci abiterebbero ancora.

La hit parade dei riconoscitori del Kosovo intanto e’ in rapida evoluzione: mentre in Europa dormivamo, piu’ a est si sbrigavano ad applaudire la secessione del Kosovo sia Australia sia la Conferenza degli Stati Islamici, che ha definito “preziosa” per il mondo musulmano la nascita di un bello Stato islamico nuovo di pacca.

A voi che volete saperne di piu’ segnalo questi articoli (in inglese), su argomenti che non ho tempo di affrontare ma che mi sembra interessante magari approfondire:

Per il resto, se davvero volete seguire la situazione ora per ora, mettetevi su B92 (linkato a destra), sito di informazione serbo ma fatto bene, oppure seguite lo speciale su BBCworld

And the winner is…

… Afghanistan?

Aoh, pare proprio di si. Se il buongiorno si vede dal mattino….

Allora, questa la classifica provvisoria: #1: Afghanistan. #2: Francia. #3: USA. Mi sembra di capire che anche il Regno Unito intenda classificarsi #4 entro stasera.

Ovviamente stiamo parlando degli Stati che per primi hanno riconosciuto “lo stato delle mafie” (secondo la celebre definizione di Limes)

Va be’, e Afghanistan sia. Voglio pensare che l’ordine di arrivo che ho detto sopra sia stato dettato dal fuso orario. Non voglio neanche provare a pensare cosa diavolo puo’ voler significare questo riconoscimento-lampo da parte dell’Afghanistan. Semplicemente non ho gli strumenti per interpretare, ma lascio la questione aperta ai vostri commenti. Tra l’altro sono contento che il mio blog sia stato visto in questi due giorni da persone davvero interessate e interessanti, che hanno ad esempio fatto giustamente notare che almeno un altro Paese con la cartina nella bandiera c’e': Cipro.

Ironia della storia, uno dei piu’ grandi oppositori dell’indipendenza del Kosovo. Comunque, si diceva ieri che i primi sarebbero stati Albania e Arabia Saudita. Invece Afghanistan. Sara’ vero – come notava qualcuno – che han deciso di andare in ordine alfabetico ;)

E veniamo alle reazioni legate al riconoscimento, dato che questa e’ la patatazza bollente di queste ore.

La Serbia ha cominciato a mantenere la sua promessa di “tutto tranne la guerra”. Sta ritirando gli ambasciatori (= passo verso la rottura delle relazioni diplomatiche) con gli Stati che hanno riconosciuto il Kosovo. Lo ha gia’ fatto con gli USA, con cui da qualche annetto non corre proprio buon sangue. Vedremo se lo fara’ anche con altri, ma penso che sia probabile.

Intanto, alcuni Serbi protestano a Belgrado, scontrandosi nuovamente con la polizia. Altri invece si affidano direttamente all’unico che forse puo’ fare qualcosa, e pregano alla grande nel tempio di Sveti Sava a Belgrado (la seconda piu’ grande chiesa ortodossa del mondo).

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Pregano per la “salvezza dei Serbi del Kosovo”.

I quali – intanto – preferiscono fidarsi delle mani piu’ che delle ostie, e protestano pure loro nelle loro enclaves qui in Kosovo.

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Qui sopra siamo a Mitrovica (15.000 persone). MI rincuora che quello sulla sinistra e’ un poliziotto della polizia ufficiale Kosovara – segno che le uniformi ce le hanno ancora addosso.

Mi arrivano poi notizie di un’esplosione di una macchina UN nel nord, a Zubin Potok. Questa foto la danno come riferita a quello:

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Difficile dirlo. Pero’ non mi sembra una macchina UN, loro hanno delle macchine molto piu’ fighe. Quella mi sembra piu’ che altro una vetusta Lada NIva. Penso quindi piuttosto che sia l’esplosione avvenuta ieri notte tardi vicino al tribunale (loro hanno le Lada).

Sto anche leggendo con molto gaudio di una bomba sotto l’edificio dell’OSCE a Mitrovica Nord. Pare parecchi danni materiali, nessun ferito. Domani si sapra’ con piu’ chiarezza. I media Kosovari nel fattempo non fanno altro che ripetere che la situazione e’ “calm and stable”. La piu’ grande emergenza, a stare a sentire loro, e’ che ieri i botti han fatto 75 feriti. Intanto anche a Pristina sono riprese da oggi pomeriggio un po’ di petardate e schioppettate.

Chiudo solo facendo notare che i ministri dell’UE probabilmente oggi si sono fusi il cervello cercando di trovare una risoluzione che mettesse insieme quelli che il Kosovo lo vogliono riconoscere e quelli che no. Facile! Il pastrocchio finale prevede che la UE “prende nota” della dichiarazione unilaterale di indipendenza, ma lascia gli Stati liberi di riconoscerlo oppure no. Non chiedetemi come questo si concilia con il fatto che una decina di giorni fa hanno “lanciato” ufficialmente e all’unanimita’ la missione EU-LEX. Sabato sono gia’ sbarcati i primi funzionari. Giusto in tempo. 59.gif

Good morning Kosovo!

Continua la “diretta” di notizie dal Kosovo indipendente.

Stamattina Pristina sembrava quasi la Pristina di ogni altro lunedi mattina: un freddo boia, immondizia e fango dappertutto, e i soliti corvacci.

Quasi: molto meno traffico, molte meno persone in giro. Una citta’ semi-fantasma, ancora in coma dopo la sbornia di ieri sera. Pure in uffiicio, i pochi che sono venuti (non si capiva se oggi era festa o no!) se ne sono presto andati, tanto erano deserti i nove piani del palazzo.

Alla fine mi sono addormentato che c’era ancora qualche raffichetta di mitra in lontananza. Chissa’ dov’erano, questi, che alle tre di notte, 12 ore dopo il fatidico discorso di Thaci, ancora non avevano dato fondo alle munizioni. Che poi – mi dicono – costano pure care: alla vigilia di ieri un proiettile era arrivato fino a un euro. Una pallottola!

Veniamo a cose piu’ interessanti: avete visto che brutta la bandiera che hanno presentato ieri?

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Questi sono Thaci (primo ministro, a sx) e Sedju (presidente, a dx).

Le sei stelle messe li’ in fila un po’ storte – non si e’ capito bene, ma – dovrebbero stare per le 6 comunita’ etniche (provo a dirle in ordine di grandezza): Albanesi, Serbi, Turchi, Bosniaci, Gorani, e il minestrone RAE (Roma+Ashkali+Egizi). Si Egizi, non chiedetemi perche’, perche’ non ho la competenza e non avrei comunque lo spazio adesso pe spiegare, ma sappiate che esistono pure quelli. La porcheria e’ secondo me aver creato sta categoria che mette insieme questi tre gruppi, ma tant’e', a questo arriva la smania di etichettare tutto e la fregola di usare questi acronimi che io odio (pensate se gli Albanesi vi hanno cacciato di casa e non siete andati all’estero diete degli IDP; se presietete il consiglio comunale siete un MAP, e se siete il rappresentante di Ban Ki Moon siete l’SRSG).

Ma sto gia’ divagando come al solito: so che vorreste sapere cosa sta succedendo in queste ore. Che dire. Ah si, Taiwan e Bush hanno detto che gli fa molto piacere che il Kosovo sia diventato indipendente.

Ma prima volevo ancora chiedermi se ci sia un altro Stato al mondo che ha la propria cartina come simbolo. Boh. Se lo sapete, voi, ditemelo. Ma anche se esistesse, quella del Kosovo potrebbe comunque essere una bandiera-record: l’unica bandiera da-cancellarne-presto-un-pezzo. Pensate se la questione del Nord del Kosovo si risolve con la secessione: bisongerebbe correre subito ai ripari e togliere le regioni secessioniste (e magari gia’ che ci siamo anche la stella n. 2) dalla bandierina.

Per la cronaca stiamo parlando di queste regioni qua:

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Come si vede, a parte la regione di Strpce al sud-est, il grosso delle comunita’ Serbe sta al Nord.

E proprio il Nord (a Mitrovica, la citta’ che e’ il simbolo della divisione etnica, con il suo ponte sull’Ibar che separa i Serbi del Nord dagli Sqiptar del sud), si sono oggi concetrate le proteste dei Serbi del Kosovo.

Non so bene cosa stia succedendo perche’ appunto sono in corso adesso, le proteste, ma vi terro’ aggiornati sugli sviluppi.

Certo devono tutti stare un po’ all’occhio in questi giorni, a soffiare nella giusta direzione.

Ieri e’ stata una bella festa (a proposito, ho messo su delle altre foto dell’indipendenza su Flickr)

Mi riferisco ad esempio a casi di propaganda populista e volgare come quella qui sotto:

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Molto, molto pericolosi. Very, very dangerous lo metto anche in ingliese, non vorrei mai che qualcuno pensasse che condivido sta roba. Anzi, gia’ che ci siamo, e a scanso di equivoci, metto il disclaimer: tutto quello che scrivo su queste pagine sono mie opinioni personali. Ma cito anche opinioni degli altri.

Perche’ dico: very dangerous?

Ma non per l’odio spicciolo e volgare propagandato dal raffinato giornaletto. Questo Express, aperta parentesi, e’ un quotidiano un po’ boombastic e molto urlato, assomiglia un po’ come stile al sempre garbato Libero di Feltri).

E’ pericoloso uscire con un titolo cosi’ perche’ mette insieme tre personaggi tra loro diversissimi, sia come profilo politico, sia come personalita’, sia – soprattutto forse – per come la pensavano sul Kosovo.

Lasciamo perdere Nikola Pasic, primo presidente del Regno di Yugoslavia. Non mi avventurerei a parlare di cosa pensava Pasic perche’ ne so quanto o meno di voi, e comunque per la cronaca parliamo del 1918. Se vi interessa la storia (c’e’ sempre da imparare qualcosa) potete leggere di lui su Wikipedia.

Pero’ voglio dire, come si fa a mettere insieme Tito e Milosevic? Il Tito che nel 74 ha dato al Kosovo la costituzione piu’ liberale e garantista che potessero immaginarsi, e quel Milosevic che glie l’ha revocata? Il Tito che rispettava gli Albanesi e lo Sobo che li perseguitava? Il Tito della convivenza e dei matrimoni misti e il Milosevic della segregazione etnica? Tito presidente di quel grande Paese che era la Jugoslavia (piu’ giro i Balcani piu’ ne sono convinto), e il Milosevic che della Jugoslavia e’ stato uno dei distruttori. Poi Tito non era manco serbo.

Ci sono rimasto davvero male ieri quando ho visto in edicola sta roba. Da rovinarsi la festa.

No, no davvero. Nei Balcani penso che bisogni sempre fare tanti, tantissimi distinguo. Altro che generalizzazioni.

Comunque, peggio della bandiera del Kosovo forse c’e’ solo l’inno del Kosovo. Ma dico subito che non e’ il vero e proprio inno, piuttosto la colonna sonora di questi giorni. L’inno non so neanche se c’e’. Comunque, ecco qua il video in tutto il suo cattivo gusto albanese. Il titolo del “Erdhi dita e paversise” vuol dire “e’ arrivato il giorno dell’indipendenza”.

Fire!

23.00

Mentre scrivo fuori stanno tirando i fuochi artificiali – e non solo quelli!In centro concerti con tanto di miss kosovare che sfidato i -10 gradi con decollete’ e bocce di fuori. Dopo metto qualche foto (no, quelle delle bocce non ce l’ho).

Intanto in Serbia purtroppo non e’ tutto felice e festoso come qua: due McDonalds, ambasciata USA e Slovena assaltati. (edit: vedi commento di Vera)

Anche nel Nord, come previsto, sta succedendo casino: due bombette a Mitrovica Nord.

Intanto pare che il Consiglio di Sicurezza sia in riunione d’emergenza. Domani si riuniscono ufficialmente. La serbia vorrebbe che disconoscesse la dischiarazione di indipendenza.

01.00

E’ un po’ tardino, domani devo andare a lavorare, ma l’eccitazione qui e’ ancora tanta e voglio raccontare ancora qualcosa..

Sono stati qui a casa mia una ventina di persone (avevo una bella vista sulla citta’ e sui fuochi), si sono tutti spontaneamente invitati. Oggi e’ davvero stato emozionante, spero adesso di riuscire a mettere sul link di Flickr che ho scritto sotto le foto che ho fatto. Non sono perfette, su internet ne trovte di migliori, ma queste sono proprio quelle che ho vissuto sulla mia pelle.

Si annuncia una settimana molto intensa, Domani riunione del Consiglio dell’UE e del Consiglio di Sicurezza, dopo la riunione di emergenza di oggi pomeriggio convocata da Russia e Serbia. Martedi riunione del Consiglio dell’OSCE e conseguente decisione sul possibile mia disoccupazione.

Sul fronte sicurezza l’impressione e’ che non sia finita qui. Anzi, che sia appena cominciata.

Oggi non e’ successo un gran che, in fondo. Le granate qui in Kosovo (adesso, diciamocelo) sono all’ordine del giorno. Quelle di oggi a Mitro sono un po’ il minimo sindacale. La grossa incognita e’ cosa decidera’ di fare la polizia su nel Nord: se resteranno fedeli all’autorita’ di UNMIK o se smetteranno le divise kosovare per mettere quelle serbe. Nel qual caso – prosaicamente detto – so’ cazzi.

Si sente ancora in lontananza qualche botto (bomba), mentre hanno praticamente smesso di sparare. Ecco no, ritiro subito, c’e’ appena stata una raffica di mitra. Ah prima dicevo appunto che durante i fuochi non stavano solo sparando quelli ufficiali (80 tonnellate, ha detto che se ne era comprati Thaci). Questi rossi qua sotto

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sono i cosiddetti “traccianti”, proiettili rivestiti di una calotta che brucia con l’attrito lasciando una scia rossa. Utili per capire – nella notte – ‘ndo stai sparando, e soprattutto se stai beccando il bersaglio.

Metto anche un’altra foto dei fuochi su Pristina, visti dalla mia finestra.

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Questo e’ finito un po’ bassino sullo stadio:

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Insomma, si fa quel che si puo’.

Fa un po ‘ ridere (anzi, tenerezza, o pena) pensare che i serbi delle enclave fino ad oggi pensavano che alla fine l’indipendenza non l’avrebbero dichiarata. Ma quelli, come notavo gia’ un bel po’ di tempo fa (piu’ di un anno?) in un post chiamato “piccoli” vivono un po’ in un altro mondo.

Pero’ e’ vero: fino alle 3 di oggi pomeriggio, ufficialmente nessuno sapeva quel cha sarebbe successo. I rappresentanti delle delegazioni hanno ricevuto l’invito a partecipare alla sessione dell’Assemblea di oggi pomeriggio poche ore prima, tramite una “inaspettata” telefonata.

In televisione come potete immaginare non si parla d’altro. Tutte le reti trasmettono le immagini della festa. E’ interessante che anche il canale dell’Albania faccia lo stesso. Pare che l’Albania, insieme all’Arabia Saudita, saranno i due Paesi che per primi riconosceranno la Repubblica del Kosovo.

I presentatori e le presentatrici fantasticano sulla storicita’ del momento. Tutte le televisioni hanno in sovarimpressione qualche scritta tipo “felice indipendenza” o “kosovo indipendente”.

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Neanche per l’occaisone pero’ (apro parentesi stupida) alcuni li hanno portati da un parrucchiere decente. Per darvi l’idea del buon gusto, beccatevi questo, con riporto e (ta-taan!) codino:

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Oggi mi hanno detto che tra ieri e oggi sono arrivati piu’ di venti voli charter dall’etero (soprattutto Svizzera). La “diaspora”. Certo non potevano perdersi un giorno come questo.

02.00

Mi sa che tra poco andro’ a dormirci un po’ su.

Fuori intanto hanno finito di sparare. Devo dire che la situazione della sicurezza – parlo di oggi – e’ stata davvero gestita bene dalla gente. Una grande festona e basta. Anche gli sparacchiamenti sono stati contenuti. Alla vigilia si pensava che sarebbe stata una cosa folle. Avevo paura – un po’ come tutti – ad esempio di ritrovarmi la macchina come una groviera di pallottole, e invece cosi’ non e’ stato. Mi vedevo gia’ strisciare sul pavimento con i proiettili che entravano in casa, invece macche’. Sono addirittura uscito per andare in giro per le strade. Ho poi scoperto che come me quasi tutti gli internazionali sono andati a spasso (non a festeggiare eh, anzi, chi veniva “sopreso a ballare” sarebbe stato messo sotto procedimento disciplinare. Parola dei neutrali UNMIK e OSCE.

Proprio vero che quando ti ci trovi, nelle situazioni, hai sempre meno paura di quando le vedi da fuori…

Ciao, buonanotte a tutti, a domani.

Ah, PS grazie mille a tutti dei vostri comment!

PPS: sono finalmente riuscito a mettere a posto un po’ di foto su Flickr dateci un’occhiata se vi va