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	<title>Comments on: Farfalloni</title>
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		<title>By: lina</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-385</link>
		<dc:creator><![CDATA[lina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 12:02:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ah! ah!
metti tutti gli altri commenti sotto moderazione..
noi siamo figli di un dio minore !
permetterci solo di leggere per favore, almeno diventiamo intelligenti e degni della tua fiducia e del tuo alto target !!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ah! ah!<br />
metti tutti gli altri commenti sotto moderazione..<br />
noi siamo figli di un dio minore !<br />
permetterci solo di leggere per favore, almeno diventiamo intelligenti e degni della tua fiducia e del tuo alto target !!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: Alberto</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-384</link>
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 11:39:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si, era riferito a Marija come a tutti quelli (peppe, beppe, dan, a volte mentor, e altri) che dicono la loro contribuendo al dibattito]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, era riferito a Marija come a tutti quelli (peppe, beppe, dan, a volte mentor, e altri) che dicono la loro contribuendo al dibattito</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: lina</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-383</link>
		<dc:creator><![CDATA[lina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 22:40:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ alberto...
dato che quella frase &quot;qualche commento merita di essere letto&quot; penso che fosse riferito al commento della mia amica marija.. le ho riferito che eri contento del suo intervento e lei mi prega di ringraziarti in suo nome]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ alberto&#8230;<br />
dato che quella frase &#8220;qualche commento merita di essere letto&#8221; penso che fosse riferito al commento della mia amica marija.. le ho riferito che eri contento del suo intervento e lei mi prega di ringraziarti in suo nome</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marija Bakrac</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-379</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marija Bakrac]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 21:36:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Respected Alberto,
I read Your comment about Serbian public figures being used for promoting as you say Serbian radical politic wing, and i couldn&#039;t agree less. As You surely understand, they are citizens of Serbia and not great Albania, and its they right as such to speak openly about issues concerning Serbia in politics too. Being public figure doesn&#039;t restrict them the right of having opinion.

Kind regards,
Marija]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Respected Alberto,<br />
I read Your comment about Serbian public figures being used for promoting as you say Serbian radical politic wing, and i couldn&#8217;t agree less. As You surely understand, they are citizens of Serbia and not great Albania, and its they right as such to speak openly about issues concerning Serbia in politics too. Being public figure doesn&#8217;t restrict them the right of having opinion.</p>
<p>Kind regards,<br />
Marija</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: REMNO</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-382</link>
		<dc:creator><![CDATA[REMNO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:58:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[oh poverina !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oh poverina !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Lina</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-381</link>
		<dc:creator><![CDATA[Lina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 12:47:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-381</guid>
		<description><![CDATA[ti prego zema.. non me lo ricordare
sto facendo di tutto per dimenticare.....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti prego zema.. non me lo ricordare<br />
sto facendo di tutto per dimenticare&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: zema</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-380</link>
		<dc:creator><![CDATA[zema]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 08:38:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-380</guid>
		<description><![CDATA[No Lina, a signori piace di più la questa immagine - http://www.ex-yupress.com/evnovosti/evnovosti13_kladecapit1.jpg]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No Lina, a signori piace di più la questa immagine &#8211; <a href="http://www.ex-yupress.com/evnovosti/evnovosti13_kladecapit1.jpg" rel="nofollow">http://www.ex-yupress.com/evnovosti/evnovosti13_kladecapit1.jpg</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Lina</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-378</link>
		<dc:creator><![CDATA[Lina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 13:32:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-378</guid>
		<description><![CDATA[giusto oggi fa 7 giorni che una mia amica è stata arrestata in croazia per la sola colpa di aver esposto sul finestrino dell&#039;auto :
kosovo è serbia
neanche ad un posto di blocco o alla frontiera..
stava semplicemente facendo benzina, quando le si sono avvicinati 3 poliziotti a chiederle di togliere la scritta :
kosovo è serbia
ma siccome lei come me preferirebbe morire piuttosto di dire che il kosovo non è serbia,
s&#039;è beccata un arresto per terrorismo e odio raziale !!!
e ringraziate che fare casino su ste cose non paga, senno&#039; avremmo fatto il tam tam su tutti i blog !!
per cui una medaglia se la possono anche ricacciare la.. da dove l&#039;hanno fatta..
il kosovo è serbia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giusto oggi fa 7 giorni che una mia amica è stata arrestata in croazia per la sola colpa di aver esposto sul finestrino dell&#8217;auto :<br />
kosovo è serbia<br />
neanche ad un posto di blocco o alla frontiera..<br />
stava semplicemente facendo benzina, quando le si sono avvicinati 3 poliziotti a chiederle di togliere la scritta :<br />
kosovo è serbia<br />
ma siccome lei come me preferirebbe morire piuttosto di dire che il kosovo non è serbia,<br />
s&#8217;è beccata un arresto per terrorismo e odio raziale !!!<br />
e ringraziate che fare casino su ste cose non paga, senno&#8217; avremmo fatto il tam tam su tutti i blog !!<br />
per cui una medaglia se la possono anche ricacciare la.. da dove l&#8217;hanno fatta..<br />
il kosovo è serbia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: zema</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-377</link>
		<dc:creator><![CDATA[zema]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 12:17:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-377</guid>
		<description><![CDATA[Già nel 1918 ritroviamo le truppe italiane in Albania, in contrapposizione frontale con l’”alleato” serbo, con l’obiettivo di un Montenegro autonomo e di una “Grande Albania” comprendente il Kosovo. Per iniziativa del gen. Piacentini, comandante generale delle forze italiane in Albania, nasce a Scutari il “Comitato di Difesa Nazionale del Kosovo”, composto da notabili kosovari del periodo ottomano come Hashan bey Prishtina. Fra i suoi scopi, la propaganda grande-albanese in Kosovo, l’organizzazione di una resistenza armata col supporto italiano (che impone una “fascia smilitarizzata”, di fatto una zona franca per gli irredentisti) e l’utilizzo delle bande di briganti locali (kacaki). Dopo alcuni successi iniziali, la situazione si rovescia con la cacciata degli italiani dall’Albania (primavera 1920).
In Kosovo i contrasti etnici vengono gradualmente “normalizzati” attraverso la riforma agraria e la cooptazione dei notabili albanesi nelle lobby politiche di Belgrado, mentre in Albania si afferma Ahmet bey Zogu (il futuro re Zog), interessato a consolidare lo stato nei suoi confini e a normalizzare i rapporti col vicino jugoslavo. Dopo una serie di tentati colpi di stato per riportare l’Albania sul binario irredentista, nel 1924 Prishtina e il suo gruppo dovranno definitivamente rifugiarsi in Italia, dove svolgeranno un ruolo chiave nella politica balcanica di Mussolini.
Alle tradizionali manovre diplomatiche, il fascismo affiancherà una nuova strategia di manipolazione del fuoriuscitismo irredentista, di propaganda, di spionaggio, di manovre cospirative, di assassinio politico. Nel memoriale del “Comitato politico profughi albanesi” al Ministero degli Esteri (1927) leggiamo frasi che ci riportano agli avvenimenti di oggi: “L’Albania è in contatto con le tre piaghe aperte nel campo jugoslavo che sanguinano sempre: Montenegro, Kosovo e Macedonia. L’Italia dovrebbe cercare un accordo con i nazionalisti, inviare esperti militari per l’organizzazione di un esercito, un’avanguardia, in caso di conflitto pronta a marciare nella pianura del Kosovo”.
In questo quadro, Prishtina si affiancherà presto ad altri gruppi di esuli sotto tutela fascista, come gli ustascia croati di Pavelic e i macedoni di Mihajlov, coi quali nel gennaio 1932 getta le basi per un coordinamento insurrezionale anti-jugoslavo. La morte per mano di un agente di Zog (agosto 1932) gli impedirà di partecipare all’attentato contro re Aleksandar di Jugoslavia, portato a termine da Pavelic e Mihajlov nel 1934.
Da questo momento Mussolini si affiderà a una politica di intervento diretto, culminata con l’invasione dell’Albania (aprile 1939). I resti dell’organizzazione di Prishtina tornano in patria con responsabilità organizzzative; fin dall’estate, su istruzioni di Ciano, in territorio kosovaro vengono reclutati mercanti e notabili a scopo di spionaggio e propaganda; nel gennaio 1940 il segretario del neonato Partito fascista albanese promette l’imminente liberazione dei connazionali di Jugoslavia e Grecia.
Nel 1941 la Jugoslavia viene aggredita e smembrata dalle potenze dell’Asse. Un commentatore dell’epoca dedicava all’evento una lucida analisi, che non sfigurerebbe oggi, mutatis mutandis, sulle colonne di alcuni quotidiani: “Finita la guerra, la Serbia fu ricompensata dei dolori passati, ricevendo i territori ai quali essa agognava [...]. Ma il trionfo della Serbia fu effimero e di breve durata. La Nemesi di Dio contro quel popolo orgoglioso e folle si sta ora compiendo, per opera delle vittorie attuali del Reich e dell&#039;Italia [...]. I serbi impareranno a loro spese dove conducono l&#039;orgoglio ed il folle desiderio d&#039;opprimere i deboli. Avranno in casa loro i tedeschi, e diventeranno anch&#039;essi una piccola nazione protetta. Facciano bene i loro conti” (Giorgio Bartoli, “Nemesi divina”, in “Conquiste”, aprile-maggio 1941, p. 112. Segue citazione da Mussolini: “Ogni individuo e popolo e&#039; artefice e responsabile in gran parte del suo destino”).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già nel 1918 ritroviamo le truppe italiane in Albania, in contrapposizione frontale con l’”alleato” serbo, con l’obiettivo di un Montenegro autonomo e di una “Grande Albania” comprendente il Kosovo. Per iniziativa del gen. Piacentini, comandante generale delle forze italiane in Albania, nasce a Scutari il “Comitato di Difesa Nazionale del Kosovo”, composto da notabili kosovari del periodo ottomano come Hashan bey Prishtina. Fra i suoi scopi, la propaganda grande-albanese in Kosovo, l’organizzazione di una resistenza armata col supporto italiano (che impone una “fascia smilitarizzata”, di fatto una zona franca per gli irredentisti) e l’utilizzo delle bande di briganti locali (kacaki). Dopo alcuni successi iniziali, la situazione si rovescia con la cacciata degli italiani dall’Albania (primavera 1920).<br />
In Kosovo i contrasti etnici vengono gradualmente “normalizzati” attraverso la riforma agraria e la cooptazione dei notabili albanesi nelle lobby politiche di Belgrado, mentre in Albania si afferma Ahmet bey Zogu (il futuro re Zog), interessato a consolidare lo stato nei suoi confini e a normalizzare i rapporti col vicino jugoslavo. Dopo una serie di tentati colpi di stato per riportare l’Albania sul binario irredentista, nel 1924 Prishtina e il suo gruppo dovranno definitivamente rifugiarsi in Italia, dove svolgeranno un ruolo chiave nella politica balcanica di Mussolini.<br />
Alle tradizionali manovre diplomatiche, il fascismo affiancherà una nuova strategia di manipolazione del fuoriuscitismo irredentista, di propaganda, di spionaggio, di manovre cospirative, di assassinio politico. Nel memoriale del “Comitato politico profughi albanesi” al Ministero degli Esteri (1927) leggiamo frasi che ci riportano agli avvenimenti di oggi: “L’Albania è in contatto con le tre piaghe aperte nel campo jugoslavo che sanguinano sempre: Montenegro, Kosovo e Macedonia. L’Italia dovrebbe cercare un accordo con i nazionalisti, inviare esperti militari per l’organizzazione di un esercito, un’avanguardia, in caso di conflitto pronta a marciare nella pianura del Kosovo”.<br />
In questo quadro, Prishtina si affiancherà presto ad altri gruppi di esuli sotto tutela fascista, come gli ustascia croati di Pavelic e i macedoni di Mihajlov, coi quali nel gennaio 1932 getta le basi per un coordinamento insurrezionale anti-jugoslavo. La morte per mano di un agente di Zog (agosto 1932) gli impedirà di partecipare all’attentato contro re Aleksandar di Jugoslavia, portato a termine da Pavelic e Mihajlov nel 1934.<br />
Da questo momento Mussolini si affiderà a una politica di intervento diretto, culminata con l’invasione dell’Albania (aprile 1939). I resti dell’organizzazione di Prishtina tornano in patria con responsabilità organizzzative; fin dall’estate, su istruzioni di Ciano, in territorio kosovaro vengono reclutati mercanti e notabili a scopo di spionaggio e propaganda; nel gennaio 1940 il segretario del neonato Partito fascista albanese promette l’imminente liberazione dei connazionali di Jugoslavia e Grecia.<br />
Nel 1941 la Jugoslavia viene aggredita e smembrata dalle potenze dell’Asse. Un commentatore dell’epoca dedicava all’evento una lucida analisi, che non sfigurerebbe oggi, mutatis mutandis, sulle colonne di alcuni quotidiani: “Finita la guerra, la Serbia fu ricompensata dei dolori passati, ricevendo i territori ai quali essa agognava [...]. Ma il trionfo della Serbia fu effimero e di breve durata. La Nemesi di Dio contro quel popolo orgoglioso e folle si sta ora compiendo, per opera delle vittorie attuali del Reich e dell&#8217;Italia [...]. I serbi impareranno a loro spese dove conducono l&#8217;orgoglio ed il folle desiderio d&#8217;opprimere i deboli. Avranno in casa loro i tedeschi, e diventeranno anch&#8217;essi una piccola nazione protetta. Facciano bene i loro conti” (Giorgio Bartoli, “Nemesi divina”, in “Conquiste”, aprile-maggio 1941, p. 112. Segue citazione da Mussolini: “Ogni individuo e popolo e&#8217; artefice e responsabile in gran parte del suo destino”).</p>
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		<title>By: zema</title>
		<link>http://samopravo.net/2008/03/21/farfalloni/#comment-376</link>
		<dc:creator><![CDATA[zema]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 12:12:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se metteva &quot;LIBERTA PER TIBET&quot;, allora andrebbe bene ?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se metteva &#8220;LIBERTA PER TIBET&#8221;, allora andrebbe bene ?</p>
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