Quando ho saputo che in Kosovo c’erano i dervisci ci sono rimasto secco. Dovevo assolutamente adarlo a vedere con i miei occhi. Sopratutto quando ho saputo che si trovano prevalentemente nell’area della “mia” Prizren.
Vengo a sapere che il 22 Marzo i dervisci faranno una grande cerimonia. Non potevo mancare.
Tramite un collega, amico dello Sheh (il capo spirituale della comunita’) prendiamo un appuntamento per assistere alla cerimonia.
Arriviamo con parecchio anticipo, temendo che la stanza sia gia’ strapiena (paura peraltro che si rivelera’ tutt’altro che infondata). La targa fuori dalla porta segnala chiaramente “comunita’ dervish di Prizren”. Lo Sheh ci riceve nella sala delle udienze.

Lo Sheh e’ gentilissimo, e nella migliore tradizione balcanica ci riceve con tutti gli onori del caso. Ci fa sedere con lui (pure le ragazze!) e ci offre il te’. Lo Sheh parla pure inglese perche’ ha abitato in America per qualche anno, e mastica anche un po’ di italiano, sia perche’ e’ nato in Istria, sia perche’ in passato ha lavorato nel settore del pellame (!) con l’Italia. e poi si e’ girato tutti i Balcani, scuola religiosa a Sarajevo, Belgrado, ecc. Ovviamente albanese e serbo-croato sono le sua madrelingue, ma visto che abita a Prizren parla anche correntemente il turco.

Tra una sigaretta e un baciamano dei vari adepti che vengono a salutarlo, lo Sheh e’ felice di rispondere alle nostre mille domande sui dervisci, sul significato dei loro rituali, ecc. Lo Sheh ci racconta che solo a Prizren ci sono ben 5.000 dervisci. In Kosovo ci sono parecchie altre comunita’, come ce ne sono in Macedonia e un po’ in tutta la regione. Una chiara eredita’ del passato turco di queste zone.
Lo Sheh ci spiega anche che il derviscismo e’ una derivazione del sufismo, una forma mistica dell’Islam che (spero di non dire cavolate) predica l’avvicinamento a Dio tramite l’ascesi. La pagina inglese di Wikipedia e’ molto completa, se vi interessa saperne di piu’.
Lo Sheh non perde poi ovviamente l’occasione di catechizzarci sulla dimensione del notro ego, sulla volonta’ di Dio, sul ruolo delle donne e degli uomini, ecc. Ma anche s non siamo d’accordo con lui su tutto, non sembra un fondamentalista religioso. Ci dice anche che sta preparando il sito web della loro comunita’.

Intanto vediamo che fuori la folla inizia a farsi consistente. E’ pieno di persone vestite in modo strano (dervisci, appunto) che danno le ultime ritoccate all’abito, aspettando che la cerimonia prenda il via.

Ma quando inizia al cerimonia? “Boh, mezzogiorno, mezzogiorno e mezza… quando la gente e’ pronta”. E quanto dura? “Mah, due ore, tre ore, un’ora e mezza, dipende”. Ah, ok.
Scopriamo nel frattempo anche il perche’ del 22 Marzo: niente a che vedere, a suo dire, con la primavera, ma piuttosto con la nascita del fondatore del sufismo, Ali.
Senza mettere in dubbio quanto dice lo Sheh, io informazioni su questo Ali non ne ho trovate. Datemene voi se ne sapete di piu’. Mi pare piu’ che altro che il 22 Marzo sia celebrato dai Sufi come il giorno del Nevruz, una festivita’ le cui origini si perdono nella notte dei tempi, fino a risalire allo Zoroastrismo.
Compleanno o Nevruz che sia, verso l’una meno un quarto lo Sheh si va a preparare. Noi, dopo te’ e sigarette in abbondanza, veniamo fatti entrare in quella che sembra all’interno una piccola mschea, solo piu’ affollata e piu’ piena di dervisci.

Un derviscio si prende carico di noi e ci fa accomodare in fretta e furia dietro una piccola balaustra. Siamo schiacciati tipo metropolitana all’ora di punta. Dovremo restare cosi’ due, forse tre ore.
Entra lo Sheh, vestito da cerimonia, e dopo un breve canto parte subito la predica. Non capisco quasi nulla dato che e’ tutto in Albanese, ma quanto basta per capire che a un certo punto attacca (tu quoque!) un pippotto sull’indipendenza del Kosovo. Che finalmente i dervisci kosovari possono vivere nel loro stato indipendente, ecc. ecc. ecc.

Mentre lo Sheh parla, pero’, mi cade l’occhio su una serie di strani oggetti, del tutto simili a strumenti di tortura, che penzolano dalla parete vicino a me.

E inizia a venirmi qualche inquietante dubbietto.
(continua…)
E mica si possono fare questi scherzi!Ero completamente immersa nella lettura, quando mi è apparsa a tradimento la scritta “continua”…Cecov, nella morte dell’impiegato, scrive “Na vtruk… avtori pravi” (la tastiera non mi aiuta..né con il cirillico né nella traslitterazione), insomma scrive “Ad un tratto… gli scrittori hanno ragione” e continua nell’elogio degli “avtori” che utilizzano SEMPRE questa dicitura. E invece tu che fai? Poeticità distrutta in un istante…SALIM SE!
Idemo dalje!Complimenti per le bellissime foto…
Io ho visto uno spettacolo molto originale due anni fa, quando ero appena di ritorno da un viaggio in Turchia, all’Auditorim di Roma, dove si sono esibiti i dervisci danzanti e la Koln and Sarband Orchetra, ma ti invidio, di dervisci ce n’erano solamente due!!!
Complimenti anche per la decisione di lavorare in Kossovo.
Attendo fiduciosa l’epilogo.
Ecco qui le notizie sul nostro amico alì !
È il primo imam scita della storia!
Ciao a tutti i lettori e commentatori di samopravo e burekeater! confermo che il compleanno di Ali e’ stata un’esperienza molto intensa… e una riconferma della incredibile ricchezza culturale e religiosa di questa regione! aspettiamo i particolari (truculenti) al prossimo episodio : )
che venga presto questo prossimo episodio o siete rimasti li a farvi torturare da quelle cose appese ?
per favore.. raccontate per filo e per segno il ruolo delle dervisce..
io le ho viste confinate nello sgabuzzino
a che serve festeggiare l’inipendenza se schiavizzi le donne ?
nel resto del mondo la storia è andata avanti..
che calendario usano i dervisci ?
In effetti questa suspence è da autore consumato!
Comunque davvero molto interessante, cercherò di informarmi sulle comunutà sufi in macedonia, mi piacerebbe assistere a questo tipo di cerimonia. Beh, magari aspetto che ci racconti come è andata a finire con gli strumenti di tortura!