Non appena il giudice Alphonse Orie ha pronunciato le fatidiche parole “not guilty” il cielo del Kosovo si e’ riempito di migliaia di pallottole, sparate da altrettanti kalashnikov.
Poi macchine con clacson a palla, e gente che festeggia. Un po’ a Pristina, molto di piu’ nella regione di Ramush, la Dukagjini (“Metohija” per i Serbi).
Ancora una volta mi tocca tristemente constatare che i processi per crimini di guerra – piu’ di altri – si prestano a facili strumentalizzazioni.
Dovrebbero servire a riconciliare, accertando le responsabilita’ individuali di chi ha sbagliato, e dando soddisfazione al bisogno di giustizia delle vittime. Invece spesso purtroppo ottengono l’effetto di esacerbare discordie e rivalita’.
Giovedi sera, dopo la sentenza, I miei colleghi erano tutti contenti. Non credo che gli importasse molto di quel losco figuro di Ramush in se’. Ma mi dicevano “sai com’e', Ramush e’ albenese, ha combattuto per il Kosovo! “
Diventa, ancora una volta, una questione di tifo nazionale.
All’aeroporto di Pristina, venerdi sera a Ramush gli han messo il tappeto rosso. Qui a Belgrado, dove mi trovo adesso, la situazione e’ ben diversa: presidente e primo ministro parlano di vergogna e ingiustizia, e la gente riattacca col vittimismo. Prima il danno della perdita del Kosovo, ora pure la beffa dell’assoluzione di sto farabutto.
Prima pero’ di parlare di sentenza-beffa fatta da un tribunale “circo”, come si e’ affrettato a dire quache commentatore su questo blog, e come del resto molta altra gente, io ci andrei pianino.
Vediamo un po’, seriamente, cos’e’ successo.
Era un caso, quello contro Haradinaj et al., iniziato male. Nessuno al Tribunale voleva farlo. Anche Carla del Ponte, fin dall’inizio, sapeva che pochi testimoni sarebbero stati cosi’ eroici da testimoniare contro uno degli uomini piu’ potenti del Kosovo.
Una situazione che noi in Italia, “grazie” alla mafia, dovremmo conoscere piuttosto bene. Possono cambiarti il nome, la faccia, o la voce, ma al tuo paesello tutti lo sanno che quei tre giorni che non c’eri a casa sei andato all’Aja a testimoniare contro Ramush.
Troppo facile scaricare la responsabilita’ di una situazione cosi’ difficile su quei tre giudici. Io sono convinto che abbiano invece giudicato al meglio delle loro professionalita’ e imparzialita’. Perche’ devo subito pensare che sono in mala fede? Si tratta di massimi esperti e studiosi del diritto penale internazionale. Perche’ pensare subito che siano in mala fede? Anche loro, come quello che leva la medaglia al nuotatore, parte del grande complotto anti serbo? Tutti servi degli americani?
Non sto dicendo che Ramush e’ innocente, attenzione. Anche perche’ se sia innocente, francamente, non lo so, e di sicuro non spetta a me dirlo. Come faccio a dirlo? Come fate a dirlo voi? Ne sappiamo di piu’ di tre giudici che han ascoltato cento testimoni e esaminato chili di documenti?
Certo, in Kosovo c’e’ stata la guerra, e l’UCK non ha tirato le margheritine. Ammettiamo che anche abbia fatto quel che ha fatto. Non sempre pero’ con un processo penale si riesce necessariamente ad accertare la verita’. La verita’ storica, dico, quel che e’ successo. Come, ad esempio, se i testimoni dell’accusa se la fanno sotto e non vengono a testimoniare. I fatti magari sono successi, ma non ci sono testimoni che li raccontano, e l’imputato e’ innocente. Certo non e’ un buon esempio di giustizia-fatta, ma possiamo dire, in buona fede, che la colpa e’ del tribunale?
(continua)
a dir la verità ti rispondi da solo..
Al Capone è stato condannato solo perchè hanno cambiato la giuria che lui aveva corrotto..
se hanno festeggiato i kalasmikof è un chiaro segno che non era cosi’ onesto..
almeno.. di tutte le persone oneste che io conosco .. nessuno ha un kalasmikof.. anzi è piu’ facile che se sei onesto te lo prendi nella schiena un colpo da un kalasmikof..
ma come mai si sono trovati i testimoni per Saddam ?
forse che la giustizia americana funziona piu’ di quella dell’Aja ?
pero’ mi puoi insultare e darmi della strega e rincoglionita.. ma non la vedi la politica antiserba ?
la fanno dapperttutto .. è un po’ impossibile dire che non esista !
Forse dove vivi tu, non ci sono persone con Kalashnikov in casa, però in certe parti del mondo ce no sono almeno uno per ogni famiglia …
“not guilty” è politicamente e tecnicamente più corretto di “innocente”.
Che poi si sia deciso di dare tutte le colpe ai serbi e tutti le ragioni a tutti gli altri, mi sembra ormai un fatto storico, così come si puo’ dire (più o meno) che il Kosovo-purtroppo- è ormai abitato da soli albanesi(salvo diversi occidentali che ci vanno per scelta e per poco) e che non ha più senso che stia in Serbia…è il semplicismo di certa cultura rozza attualmente al potere, contro la complessità del vecchio mondo, che nei balcani è ancora più evidente e assume tratti bizantini.
Scusa Alberto, ma che cosa vuoi esattamente dirci con questo post? I giudici all’Aia non possono fare niente (nessuno dice che son dei cretini, anzi, sono intelligenti abbastanza di proteggere se stessi e le loro famiglie) e tu non vuoi che si metta in dubbio il diritto di essere del tribunale internazionale. OK!
Ma anche tu strumentalizzi il processo contro Ramush per fare un post e per insegnarci che gli albanesi sono delle vittime e Ramush è stato assolto per dare soddisfazione al bisogno di giustizia delle vittime e per riconciliare.
Sai per chi segue Trial Watch dall’Aia da un bel po’ si sente un po’ frustrato a leggere certe notizie. Come l’esagerato vittimismo dei Serbi puo’ dare fastidio, anche l’esagerato celebrare di criminali da parte degli Albanesi puo dare sui nervi!
Guarda che volevo dire esattamente il contrario: la condanna di un criminale di guerra serve a soddisfare un sacrosanto bisogno di giustizia. L’assoluzione di un criminale, al contrario, lascia aperta una bella ferita. Che riconcilia?
Il senso del post e’: cerchiamo di capire perche’ Ramush e’ stato assolto (mancanza di prove, intimidazioni, ecc.). Non rifugiamoci nel comfort della solita polemica contro il Tribunale dell’Aja, please.
D’accordissimo con te. Anche qui pero’ non ne farei una questione nazionale, dato che quanto a celebrare criminali di guerra anche serbi (e croati) mi sembra non siano secondi a nessuno. Se Seselj viene assolto secondo te in Serbia sono tristi o felici?
Direi allora: “il celebrarare di criminali, di qualunqie nazionalita’, da’ sui nervi”.
Scusa la precisazione, comunque su questo son d’accordo con te.
faccio fatica a credere che in quei posti in cui hanno un kalasmikof ogni casa sono piu’ onesti di noi che cerchiamo ancora di risolvere i problemi col dialogo..
voglio dire , caro andrea, che non mi sembra che il contesto sia onesto.. figuriamoci le persone presunte criminali che terrorrizzano cosi’ tanto che nessuno va a testimoniarli contro…
certo che stendere il tappetino ad un criminale è proprio come dire continua cosi’ che vai bene !!!
comunque in italia è quasi uguale.. forse un po’ meno armi visibili, ma i criminali vanno alla grande !
Samopravo sta diventando un forum sui balcani! almeno per certi argomenti : )
A Belgrado, si diceva, sono comprensibilmente incazzati: alcuni reclamano la denuncia del verdetto da parte dell’ONU; il giornale Pravda ha pubblicato la foto di Ramush circondata da foto di carneficine varie a lui imputate; Blitz invece una vignetta : “L’accusato e’ dichiarato non colpevole” “Ahhhh, finalmente potro’ tornarmene alla mia tranquilla vita di criminale”…
baahh..nn vedo l’utilità d qst blog.k kzz ve ne frega a voi d tt qst cose? ma vivete la vostra cazzo d vite e fate vivere gli altri tanto nn è k x i vostri commentii migliora il mondo..anzi della vostra opinione nn gliene frega un kazzo a nessuno km neank della mia. Mi sono trovato qui completamente per caso, ma sono davvero allibita delle cose che si dicono.
comunque,va bene lo stesso..a nessuno frega di quello che pensate
Nessuno ha il diritto di giudicare, soprattutto se prima non si ha una base di conoscenza..ciò che in molti dimostrate di NON AVERE!! Che pena che mi fanno certe persone,ma d’altronde ognuno dice quel che ritiene “giusto”..ma dico solo una cosa..voi italiani vi permettete di dire cere cose ??siete uno Stato indipendente ma non so se vi rendiate conto di come siete messi.
Sarà che vi ci vuole una campagnia Pro-Cultura