Europa Europa

Non so se vi ricordate di quel programma leccatissimo che andava in onda sulla Rai negli anni ’80, in cui c’era Frizzi che ti telefonava a casa all’improvviso, e se tu rispondevi “Europa Europa”, vincevi. Dovevi dire solo quello, nient’altro.

La maggior parte della gente a casa giustamente non lo guardava, il programma, e quindi rispondeva “Chi sei? Frizzi? E perche’ mi rompi le palle a quest’ora?”.

Poi c’erano i pochi che vedevano il programma e rispondevano Europa Europa. Ma poi c’erano anche i miei preferiti: quelli che vedevano il programma, ma al momento buono rispondevano “Pronto? Europa Europa!”, da veri deficienti.

Devo confessarvi che non so perche’ tra tante metafore intelligenti che uno poteva elaborare per descrivere le elezioni in Serbia di domenica, mi sia proprio venuto in mente invece il programma di Frizzi. Sara’ che ho nostalgia della mia infanzia, non so.

Pero’ e’ davvero cosi’, ci ho pensato. Lo so, e’ terribile. Quando la settimana scorsa riflettevo sulle elezioni che ci sarebbero state domenica in Serbia, lo ammetto: ho pensato al telefono di Frizzi che suonava. E mi sono anche domandato se i serbi avrebbero risposto “Europa Europa” oppure no.

polls.jpg

Al di la’ delle mie fantasie, direi che il messaggio che e’ uscito dagli 8.682 seggi (per fortuna non tutti allestiti in un negozio di articoli per pompieri, come quello qui sopra) e’ abbastanza chiaro.

Ora non sto ad annoiarvi con una serie di numeri poco interessanti, che potete leggervi se volete su B92. Quel che conta e’ che la coalizione pro-europea di Tadic, con il suo motto “Dite si’ all’Europa” e’ la nuova forza di maggioranza relativa nel parlamento serbo.

tadic posters.jpg

38,7%. Ben al di sopra del 29,1% del partito nazional-populista di Seselj e Nikolic.

Tadic purtroppo non ha pero’ un maggioranza assoluta in parlamento (ha solo il 38,7%), e per cui, per arrivare al 50, ha bisogno di allearsi con qualcuno.

Scartata per ovvi motivi l’alleanza con Kostunica, dal quale ha appena divorziato, Tadic ha davanti giorni di trattative piuttosto difficilotte.

L’Unione Europea, intanto, accoglie con entusiasmo i risultati delle elezioni, e per voce del Commissario per l’allargamento Olli Rehn fa sapere di essere pronta ad accelerare il cammino della Serbia verso l’Europa. Ad esempio, dandole lo status di paese candidato.

Chiaramente, come sempre, e’ facile dire: “Tanto non e’ cambiato niente”, come qualcuno di voi ha gia’ messo nei commenti.

In effetti, le elezioni son state domenica, oggi e’ martedi. Non e’ che in due giorni possa succedere chissa’ cosa. No?

Io invece vedo, per una volta, dei bei segnali di cambiamento. La UE, ad esempio. Checche’ se ne dica, nelle ultime due settimane si sono fatti piu’ passi avanti che negli ultimi due anni, probabilmente. E si iniziano ad intravvedere concrete prospettive di adesione, riforme del regime dei visti, ecc. ecc.

La Fiat, per fare un altro esempio. Si, proprio la Fiat, che ha da poco firmato un accordo per investire 700 milioni di euro nella Zastava, ed aprire a Kragujevac (nel centro della Serbia) un grosso stabilimento in grado di produrre non meno di 300 mila macchine all’anno. E gia’ si parla anche di Volkswagen, e di altri possibili investitori stranieri, che Tadic vorrebbe attrarre in Serbia.

Chi vuole continuare ad auto-mazzuolarsi a suon di vittimismo, per carita’, faccia pure. Si vede che si trova piu’ d’accordo con i vari Nikolic e Seselj, che pensano che la priorita’ per la Serbia sia di riprendersi il Kosovo, il Montenegro e magari anche le Krajine.

nikolic seselj.jpg

Ah, tra parentesi, se vi siete dimenticati il glorioso “Europa Europa”, ci pensa Paninaro79 a rinfrescarvi la memoria, sullo splendido forum di Spot-80.it

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27 thoughts on “Europa Europa

  1. carissimo,
    chi vede nero è realista prima che pessimista…
    quella splendida signora italiana che ha scelto di lavorare in serbia lo fa con un quinto dello stipendio italiano..
    io non voglio offendere nessuno, anzi apprezzo questo blog, ma non credo che tu stia lavorando con stipendi balkanici..
    forse è anche per questo che vedi un po’ meno nero di altri che abitano li

  2. E chi l’ha dimenticato il famoso gioco di Frizzi?!Ancora mi sale l’agitazione se penso alle serate in cui aspettavo di sentir squillare il telefono!Ciao Alberto!Cate

  3. Anche se Alberto non vuoi sentire il solito “tanto non cambia niente” permettimi una domanda: che cosa pensi davvero che cambi allora?

    Che i politici serbi non rubino piu, che non ci sia piu questa bestiale corruzione, che nelle prossime settimane ratko e radovan partiranno per un viaggetto in Olanda ed i Serbi non berrano piu il cafe preparato nella dzezva ma con capsule “Nespresso”?
    Ma, hajde bre!

    Penso che il risultato di queste votazioni sia molto problematico. Si sta formando un parlamento difficile e fragile (con chi si può mettere Tadic?) che crollerà appena arriva un piccolo problema.

    Per poter avere i visti/passaporti e per incitare investori a portare ditte in serbia e creare posti di lavoro non c’è bisogno dell’ UE (anzi i soldi dell’ UE vanno solo a finire nelle tasche dei soliti arraffoni).

    Perche i serbi dovrebbero fidarsi di questa accellerata generosità della commissione europea (addirittura status di paese candidato!) dopo averla prima bombardata e poi cercato di toglierle territorio?

    Che l’Europa faccia vedere che si fida della serbia e che lasci entrare nei suoi paesi i cittadini serbi e che porti ditte e business su territorio serbo. Poi vedremo!!!

  4. Vediamo se ho capito bene:

    - 27 stati della UE dovrebbero implorare la serbia di accettare centinaia di milioni di euro (dalle nostre tasche) ogni anno, scusandosi se e’ in serbia e’ pieno di arraffoni che se li intascano.
    - Poi, portare in serbia, non si sa bene come, alcune floride aziende europee, che non vedono l’ora di lavorare in mezzo alla corruzione dilagante.
    - Poi offrire anche visti liberi per tutti, anche se ci sono imputati di genocidio che camminano tranquilli per la strada, e che cosi’ magari vanno a farsi un bel weekend a parigi o a londra.
    - Poi scusarsi in ginocchio se hanno osato proporre (che arroganti!) che la Serbia diventi paese candidato.

    Poi la serbia, solo allora, si riservera’ di valutare se gradisce, oppure se invece non gradisce, sedersi allo stesso tavolo con germania, gran bretagna, francia, e altri 24 tra i paesi piu’ sviluppati al mondo.

    Con tutto il rispetto, ma ti rendi conto in che posizione si trova la serbia nei confronti della UE?
    E che se troppa gente la pensa come te, la UE potrebbe alzarsi dal tavolo delle trattative dicendo “ma a noi, se voi non lo volete, ma chi ce lo fa fa’? Ma chi ce lo fa fa’!”

    Se non l’ha ancora fatto, e’ per quel 37,8% almeno della gente che pensa che entrare in europa sia una opportunita’, non un affronto.

  5. …anche se gli internazionali hanno gli stipendi piu’ alti la loro sensibilita’verso questo popolo e da ammirare,grazie a loro questo popolo sta cominciando a sperare e sognare,e non hanno mai fatto a loro i conti in tasca..poi se dei nostri connazionali fanno la scelta di vivere anche con il minimo stipendio vuol dire che trovano qualcosa in piu’ che in italia…trovano i sorrisi dei bambini quando gli offri delle caramelle….

  6. finalmente so cos’è un blog e ne sono affascinata ,starei tutta la notte a leggere le vostre conversazioni :sono veramente stimolanti. Sono d’accordo con Alberto , qualcosa sta cambiando e sono molto interessata a seguirne gli sviluppi specialmente sentendo le voci di chi segue da vicino le vicende del nuovo corso serbo

  7. calma calma.. qui stiamo fuori…
    grazie all’ovest i serbi stanno cominciando a sperare e sognare ???
    l’ovest se ne frega della serbia ..
    solo alcune organizzazioni umanitarie portano una piccola “elemosina” che al popolo serbo fa solo del male..
    basta conoscerlo per sapere quanto è orgoglioso..
    l’elemosina è una umiliazione prima di essere un aiuto..
    per cio’ che riguarda il tuo elenco alberto , ti ricordo che non sono stati solo i 27 stati europei a demolire la serbia con bombe all’uranio, a grappolo, di ogni tipo su strade, ponti, ospedali, fabbriche, bambini e anche “radioamatori” (qui sono parte in causa !)è stata la nato al completo..
    la serbia era un paese che produceva di tutto..
    proprio l’enel è interessata alla serbia perchè si produce (o si produceva prima delle bombe)cosi’ tanta energia elettrica che tutta la serbia si scaldava con la corrente elettrica a bassissimo costo
    in serbia si produce di tutto tranne il petrolio
    manodopera a costo quasi zero…
    anche una importante fabbrica di cellulari ha abbandonato completamente l’ovest per l’est (manodopera a costi bassissimi, guadagni elevatissimi)
    VISTI !ma quale visto ci serve a noi per andare in serbia ???
    e perchè dovrebbe essere il contrario?.. gia’ solo quando usate le parole “facilità del visto” vuol dire che continueranno ad esserci questi problemi.. solo qualche mancia in piu’ e sara’ piu’ facile ottenere il visto..
    se solo 37 persone su 100 pensano che sia opportuno entrare in eu vuol dire che sono poco piu’ di una persona su 3 !!!
    non che io non creda che la ue sia una cosa malvagia… ma neanche questo miracolo che vi crediate…
    anzi.. per entrare la ue richiede certi parametri che in serbia non si raggiungereanno che in 20 anni.. hai voglia !!!
    piuttosto sono molto ben messi con la russia.. non ci sono dogane.. i russi stanno aprendo fabbriche.. gli altri 2/3 della popolazione che non credono nella ue credono nella russia..
    è anche l’unica che non vuole dare il kosovo all’america…
    ma vi pensate che la croazia voglia entrare in ue ? solo all’idea dell’euro i croati svengono..
    5 anni fa con 60 dinari avevamo un euro, adesso ce ne vogliono 84.. cosa dovrebbero fare sti serbi per entrare ? togliersi anche le mutande ???

  8. @ Alberto:
    Tu pensi davvero che l’UE dia un’opportunità tale alla Serbia così senza volere niente in cambio? Non t’insospettisce la cosa?!

    Io vedo un futuro della Serbia piutosto in una via tra l’ occidente (entrare nel UE) e l’ oriente (diventare uno stato satellite della Russia).

    Il problema di questa campagna elettorale era proprio questo inganno di scelta: o fare la bella vita da riccone europeo oppure finire nell’oscurità comunista del passato.

  9. huhu che bella polemica!
    1)la zastava produce una specie di uno-fiat, che mi pare si chiami zastava 10, da almeno un anno-come ai vecchi tempi di Agnelli e Tito-, l’ho vista in strada a Novi Sad, e mi ha fatto ripensare a due fatti: il primo è che al Capitale, dell’UE e del nazionalismo serbo, non gliene frega un tubo e non gliene fregava un tubo nemmeno della minaccia comunista.
    il secondo è che l’UE, nonostante nasca e rimanga soprattutto un’organizzazione economico mercantile tra stati ricchi e sviluppati, non conta un tubo, nemmeno in ambito economico mercantile.
    2-io vedo di buon’occhio l’apertura ai visti e agli scambi, ma non credo (più) all’UE: tra”i paesi più sviluppati del mondo” voi contate anche l’Italia? ne è membro a tutti gli effetti e dall’inizio
    3-Alle imprese Europee la corruzione va benissimo,molto meglio “dei lacci e lacciuoli che inibiscono l’imprenditorialita’” si veda come è andata in Romania o in Albania
    Quanto ai Serbi, vedo che chi ha senso del businnes, sa fare di un’ostacolo un vantaggio (si guardi ai soldi creati dal nulla durante l’embargo e le guerre, reinvestiti adesso in edilizia) e se non puo’ andare a farsi il finesettimana a Parigi, va a Tokyo
    (località molto ambita dai serbi..) gli altri,che come in italia, non arrivano alla fine del mese a casa, non si preoccupano certo delle capatine a Chamonix.
    6- in Vojvodina ne ho conosciuti di muratori ex gestarbaiteri che sono ritornati a casa a lavorare, non sarà che l’economia esiste anche senza UE?.
    5- l’UE si lecca i baffi nel vedere un Paese con un tale potenziale di (ri)crescita
    6- il più venduto alla NATO era cedomir jovanovic,ma era troppo sfacciato: stric boris è l’uomo giusto al posto giusto in una democrazia moderna e liberale: cioè una nullità che finge di governare un sistema di cose che prescinde dai governi.
    5-sono d’accordo con sajkaca, salvo far presente che il modello russo è oscuro,ma non comunista, è molto più neoliberista di quello EU, per me la presunta fratellanza panslavista di kustunica e nicolic (a parte che è meglio per tutti pagare il gas il meno possibile e che le infrastrutture bombardate da noi le hanno ricostruite i russi) conviene soprattutto ai pochissimi privilegiati, prendi il tipico new rich serbo: iperglobalizzato, vive tra pechino, belgrado, mosca e dubay,ferie in thailanda, guida e telefona con supermezzi giapponesi, ed è così attaccato alle proprie tradizioni,a Ceca, alla religione, ecc. da votare per un nicolic e ostentare bandiere e simboli religiosi in ogni modo, è
    nostalgia del paesello e della (turbo)nonnina o fumo negli occhi ai disgraziati che lavorano per lui e a cui vende la sua paccottiglia cinese?

  10. non è che ho afferrato tutto peppe, ma mi sembra che molti, moltissimi pensano alla serbia come un paese sottosviluppato che l’europa clementemente accetta con un grande cuore verso i poverelli serbi…
    la serbia dall’eta’ giurassica ha sempre dimostrato di essere un paese fortissimo ed è un grande errore sottovalutarla..
    è vero che la nuova faccia dopo tito vede anche droga, prostituzioe e mafia, ma i serbi hanno dimostrato di saper sopravvivere in qualsiasi condizione..
    spezzati , ma mai piegati e per la ue sarebbe una ricchezza avere questo popolo, ma la ue sta cercando una maniera di fare affari a basso costo…
    è successo cosi’ anche su tutta la costa croata usurpata dai tedeschi che hanno preso in mano tutto il turismo con conseguenti profitti da capogiro..
    la realta’ la vedremo presto…
    tutti quelli che pensano sia facile negoziare la resa avranno pane per i loro denti…
    semprechè si giochi sul piano democratico.. perchè, specie negli ultimi anni,mi sembra che i forti si mangiano i piccoli e mute le rospe !!

  11. tutti quelli che pensano sia facile negoziare la resa avranno pane per i loro denti…

    Guarda che la guerra qui e’ finita gia’ da un po’ di anni — e non penso proprio che se ne senta la mancanza.
    Vediamo di moderare i toni.

  12. la guerra del furto del territorio kosovaro è appena cominciata..
    perchè non vedi la bombe numerose come prima credi che sia una cosa da poco ?
    tu stesso ci racconti di cosa succede a mitrovica e quei 2 ragazzi rifugiati a casa di amici e abbiamo ancora dei morti..
    questa come la chiami ?
    è vero che diamo tutto per scontato da quando bush s’è mangiato uno stato sovrano come l’irak, ma non per questo possiamo dire che è stato giusto..
    anzi è stata una decisione contro una risoluzione onu…
    poi spiegami quale tono devo moderare perchè mi sembra di esprimere il mio parere del tutto educatamente

  13. una nazione che a torto o ragione viene fuori nel giro di dieci anni con la dignita’e con ..piegati e non spezzati..da una guerra,e che sta cercando di risollevarsi,e dare un’immagine di se’ al mondo,una nazione che vuole dimostrare che e ancora capace e fiera ,i giovani hanno dimostrato di guardare all’europa come segno d’integrazione e noi tutti abbiamo il dovere di dare altre possibilita’,che esempio di popolo occidentale stiamo dando?questa diffidenza deve cessare e mi auguro che noi e e il mondo intero dara’il suo contributo alla stabilita’ dei balcani che sono stanchi di guerre e hanno voglia di riscattarsi…

  14. una cosa volevo chiedere da diverso tempo..
    perchè parlate sempre dei giovani serbi ?
    ke so io in serbia hanno votato tutti, giovani e vecchi..
    c’è qualche sondaggio che attribuisce la vittoria di tadic ai giovani ?
    stanchi delle guerre dovrebberlo essere i vecchi.. quelle che le hanno vissute…
    poi se uno stato è in europa non vuol dire che non possa commerciare con l’est (es.russia)
    altro problema che non capisco : sembra che attribuiate la voglia di fare guerre al popolo…
    sembra che in serbia hanno votato tadic perchè sono stanchi delle guerre..
    ma se gli unici problemi gli arrivano dall’ovest, perchè dovrebbero cercare l’ovest per stare meglio..
    loro sono stanchi delle guerre e l’unica soluzione che vedono come aiuto in questo momento è la russia che è l’unico stato che li appoggia..
    magari risolvessero i problemi entrando in ue.. questo mi sembra che ce lo auguriamo tutti, ma è la bella favola a cui non crede nessuno

  15. Mi pare siamo alla vecchia, cara domanda sui “Balcani” (o su tutti i paesi dell’Europa centro-orientale?): pedine di potenze esterne e di giochi strategici o attori indipendenti e padroni del proprio destino? e come si fa a rispondere, dopo 4 secoli di dilemma…?

    Solo qualche commento: forse alcune imprese (es. industria tradizionale tipo automobilistica o edile) non hanno cosi’ bisogno di un nuovo quadro legislativo- lo si chiami “UE” o altro- ma altri tipi di produzione (es. nuove tecnologie)possono richiedere un contesto diverso, con regolamentazioni chiare, standard e forza lavoro preparata. Si sa anche che la stabilita’ politica (ed essere membro dell’UE ne ‘e un fattore, ma certo non e’ l’unica strada) attira investimenti. Che l’euro sia ora a 84 dinari puo’ non essere negativo, anzi per un po’ c’e’ stato il problema del “sovrapprezzamento” del dinaro. Comunque entrare in UE non vuol dire obbligatoriamente entrare nell’euro. Ultima cosa: dal 2007, sono allocati per la Serbia in media 190 milioni di euro l’anno in aiuti UE di pre-accessione + altri programmi in educazione e ricerca. Certo tutto e’ aperto a dibattiti e critiche…. basta non mettere tutto insieme, UE- Kosovo – corruzione- nuovi ricchi- vecchi e nuovi nazionalismi…

  16. Eccomi qua anche se in ritardo. Secondo me sia nel post che nei commenti si fa una semplificazione spaventosa. La Serbia non è il cagnolino di Pavlov, che al suono del campanellino comincia a salivare. E fare un’analisi della vittoria di Tadic in questi termini è totalmente riduttivo e fuorviante. Caro Alberto secondo me guardare Belgrado solo da Mitrovica o da Pristina falsa la tua visione delle cose, sappiamo quanto è stato importante il Kosovo nella campagna elettorale ma ovviamente non è l’unica prospettiva da cui si può guardare alla Serbia. Diciamo che la Serbia è in pieno boom economico ormai da molti anni e che i capitali stranieri li riesce ad attirare anche senza l’unione europea. Prova a parlare con l’ambasciatore italiano in serbia e vedi cosa ti racconterà al proposito. Una cosa che non si considera mai quando si parla di queste questioni è l’eredità della Jugoslavija, che costituisce il motivo culturale forte che ci avvicina. La jugo è stata l’unico paese del blocco socialista a dichiararsi fieramente antistalinista, è stato il paese fondatore del “socialismo dal volto umano” e del blocco dei paesi non allineati, tutto questo non è stato fatto dopo la caduta nel muro, bensì quando Stalin era al potere. Altra cosa su cui riflettere è il progetto politico della ju, la ex jugoslavia è dalla sua nascita stata pensata come una piccola europa, in cui hanno convissuto per anni popolazioni molto, molto diverse, albanesi e rom compresi, pacificamente. In questo, pensaci, i serbi, i cattivi, giusto fino a vent’anni fa, erano uno dei paesi politicamente più avanzati del blocco socialista e il loro esperimento è un precedente politico di risoluzione pacifica dei problemi di convivenza interetnica, anticipatore di cinquant’anni della nostra europa che invece sempre più diventa intollerante verso i diversi, sempre di più punta alla omogeneità etnica come caratteristica fondante della propria identità (vedi per esempio il dibattito sulle radici cristiane dell’europa o anche le violenze che in questi giorni si stanno operando contro i nomadi in Italia). Può vantare una istruzione pubblica funzionante con molti centri di eccellenza che costituiscono un humus molto favorevole per l’insediamento imprenditoriale di alto livello. Volevo ricordarti però che la dichiarazione d’indipendenza del montenegro è del 2006 manco due anni fa: la Serbia in questi ultimi mesi ha perso una parte consistente di territorio, senza colpo ferire, agendo nel rispetto dell’ordine pubblico: diciamo che in questi casi ci sta pure che la gente, soprattutto quella incolta delle campagne, sia un po’ molto incazzata. La classe dirigente (stranamente dal tuo punto di vista) però vince le elezioni, ha retto e non solo, ha anche dato una direzione europeista perfino nel momento in cui naturalmente le posizioni si sarebbero dovute radicalizzare. Questo perché la Serbia può contare su tanti giovani, colti, educati, europei sicuramente molto di più di quelli che fanno le ronde a verona di questi giorni.
    C’è un altro però, grande quanto una casa, comunque. La questione dell’indipendenza del Kosovo ha riproposto la questione del multiculturalismo. Si sta finalmente capendo che posizioni “antinazionaliste”, “federative” non possono trovare spazio nell’attuale scenario. I serbi sia liberali che nazionalisti hanno deciso di abbandonare la questione del multiculturalismo e secondo me hanno fatto persino bene. La nuova costituzione, per esempio, dice che la serbia è la terra dei serbi. Hanno fatto bene perché hanno abbandonato la soluzione dell’utopia che è risultata fallimentare nei balcani. Tu hai presente che a salonicco la popolazione greca nel 1912 era solo il 25% del totale degli abitanti? Insomma, la Jugo è stata un freno alle pulizie etniche che naturalmente sono state portate dal ritardo in cui gli stati nazionali sono stati costruiti a causa del crollo dell’impero ottomano. Ma la jugo ha avuto torto, è caduta, il Kosovo è stato ripulito ed è anche giusto che vada per la sua strada: paradossalmente la secessione kosovara aiuta un ricompattamento etnico della serbia, che può procedere unità verso la strada della integrazione e della crescita economica. Esattamente come gli italiani, i greci, i tedeschi, lasciando agli “irredentisti” la memoria di questa perdita. Essi però, come è successo in Italia e in molti altri paesi diverranno sempre di meno, fisiologicamente, se si procederà nella strada dell’integrazione. Fatto questo ragionamento, ci si rende conto di quanto la questione della burocrazia arretrata e della corruzione diventi secondaria. Vuoi che la Romania o la Bulgaria o per certi la Grecia (partner della prima ora) abbiano una condizione di corruzione e di efficienza della pa minore? Ovviamente no. Ma tutti sono fiduciosi che questi lack possano essere velocemente colmati facendo uscire la popolazione serba dalla situazione di bisogno e promuovendo investimenti. È l’unione europea che deve fare (e infatti lo sta facendo!) il primo passo. Anche perché la Serbia in questi anni si è ritrovata di nuovo al centro di una disputa fra est e ovest. E siccome io sono dell’ovest e penso che i serbi con me abbiano moltissimo in comune, mi batterò affinché un’inclusione ci sia e affinché si finisca con la retorica della serbia “speciale”, caso a parte, questa cosa è estremista sia che venga usata dai nazionalisti per costruire il loro vittimismo sia che venga usata dall’Ue per allontanare le prospettive di integrazione.

  17. Insomma da una parte l’esperienza jugoslava ha dato un imprint colto e naturalemente tollerante a molti strati della popolazione dall’altra però è il momento di superarlo, perché sta fallendo in tutta europa (amaramente!), puntando sulla omogeneità etnica per avere meno problemi organizzativi e eventuali conflitti possibili, in direzione di una normalità e di abbandono di ogni eroismo multiculturale. Il mondo sta andando da un’altra parte, in questi anni. La secessione del Kosovo, in questo senso, non è del tutto negativa, perché libera la serbia da una zavorra sul cammino della normalizzazione (che è necessaria quanto volete ma non è necessariamente qualcosa di cui andare fieri!).

  18. be.. ma allora nessuna società multiculturale e multietnica avrà un futuro ?
    se è cosi’ il mondo finisce domani !
    proprio dalla serbia prendo esempio per dire che cristiani e mussulmani possono convivere e non parliamo poi dei matrimoni tra croati e serbi (numerosissimi) e i miei amici di kragujevac che vanno in gita con quelli di tuzla..

  19. Mi intrometto (avevo tentato di postare qualcosa stamattina, ma vedo che non ci sono riuscito!) salutando e complimentandomi per il blog/sito.

    Io ho amici e colleghi in tutta l’ex Jugoslavia dove lavoro per buona parte dell’anno come in Albania.

    Quello che posso dire in merito all’intervento ultimo di Lina (ed in particolare del fatto che ci siano serbi che convivono tranquillamente con i croati ed i bosniaci) è che.. è vero… come era durante tutti gli anni in cui Tito ha tenuto unito questi paesi.

    Vedo occhi lucidi quando a Novi Sad mi parlano di Sarajevo e quanto a Zajecar ricordano il periodo militare a Tolmino o a Pola…

    Sento la voce incresparsi quando a Dubrovnik mi parlano della casa natìa di Trebinje o quando a Jajce, sapendo che sono italiano, i vecchietti mi cantano in coro “Bella Ciao” piangendo il passato.

    Gli interessi sporchi di pochi (e dell’America) come sempre hanno giocato a sfavore dei più deboli (è così che funziona il mondo) e il processo di democratizzazione di questi paesi sappiamo a cosa ha portato con le tragiche e catastrofiche conseguenze della/e guerra/e. E la religione proprio non ha nulla a che fare con tutto ciò!

    Il Kosovo resta una questione completamente diversa: parlando di numeri è vero che la natalità negli abitanti di etnia albanese è tradizionalmente più alta, ma è altrettanto vero che dal Kosovo, per paura della pulizia etnica attuata durante la guerra o per cercar fortuna all’estero, gli albanesi se ne sono andati in centinaia di migliaia…
    I dati OSCE comunque attestano che almeno il 93% è shqiptar…
    E’ altrettanto vero che i Kosovari sono Dardani che abitavano l’area prima dell’arrivo dei popoli slavi… ma se non fosse abbastanza potrei citare mille altri motivi (più o meno certificabili…)

    MA

    il problema non è esauribile assolutamente con queste pacchianate e sarebbe davvero complicato cercare di esaurirlo in questa sede, quello che è spaventoso è che era necessario ed indispensabile un riconoscimento UNIVERSALE (perlomeno da parte dell’UE) e invece ciò che sta accadendo non è legale ed è incredibile, ma vero, che ancora una volta abbiano vinto le mafie con il benestare di quasi tutti (la mafia russa invece ci ha rimesso, altrimenti avrebbe votato pro)!

  20. @cicciosax, piacere mio -con molto ritardo-e d’accordo su tutto salvo che
    1-a essere “un po’molto incazzati” per me hanno più diritto i giovani (di allora) e le avanguardie culturali che dal 1996 hanno (ri)cominciato a muoversi, invocando la vicinanza socio culturale con’europa e ottenendo soprattutto mazzate sia da Milosevic, che dai Paesi dell’UE stessa, chi di loro ha votato Tadic, sa cosa significa ingoiare un rospo e non ci fa quasi più caso.
    2-dire che la Jugo era una piccola UE e che quel modello ha avuto torto è leggermente contraddittorio, non trovi? proviamo a dire che quell’esperimento poteva aver luogo finchè c’era la guerra fredda e un reggente molto carismatico e furbino, e che se credessimo nell’UE, piuttosto che far girare merci e danari, è a quel tipo di esperimenti che dovremmo ispirarci (parlo soprattutto dell’idea di entità multiculturale e federativa, ogni tanto si sente parlare dell’Europa delle regioni, no?)
    3-Probabilmente è tutto nazionalismo fanatico, ma non condannerei (da Italiano suburbano del nord) la solidarietà di un Serbo urbano (in senso lato) del nord verso quelli del certamente più arretrato Kosovo. che sarà pure una zavorra ma fino a ieri faceva da mercato e da forza lavoro per le attività produttive delle aree più avanzate (infatti col pippo che Belgrado ha attuato la minaccia dell’embargo economico/energetico, e a chi altro vendono?)
    Il riconoscimento Universale del nuovo status del Kosovo, invocato da Alessandro, per me avrebbe avuto senso solo dopo una plateale e roboante ammissione di colpa da parte dell’UE, che con gli USA ha permesso e sospinto- da Rambouillet in poi (parlo del passaggio, nell’Accordo, in cui si fa riferimento ad un referendum per l’indipendenza, necessario per ottenere l’assenso di almeno una delle due parti in causa e per colpevolizzare esclusivamente l’altra)- una sostanziale vendetta e pulizia etnica contro tutti i non shquiptar del Kosovo, per forza adesso sono al 93%. Sono comunque d’accordo nel dire che la situazione attuale è quella che è, mentre il resto è storia e preistoria,d’altronde quale Stato civile moderno e occidentale non si è formato sul sangue (degli altri)? No che non c’è da esserne fieri, ma tant’è.

  21. non è cambiato nulla..
    la serbia non ha lasciato nessuna zavorra
    la missione eulex non parte e mai partirà
    in kosovo regna sempre piu’ il caos che l’america impone per far quel che vuole indisturbata
    le mafie dettano legge e negli accordi per l’entrate in ue il kosovo avrà un peso enorme..
    nessuno in serbia vuole entrare senza il kosovo.. nessuno!
    se lo dovranno lasciare vorranno in cambio un prezzo altissimo…
    la partita è piu’ che mai aperta

  22. Caro Peppe, sono quasi totalmente d’accordo con quello che dici, grazie per aver fatto emergere gli elementi critici del mio ragionamento. Non sono d’accordo solo sul primo punto: secondo me dire “Kosovo je Srbija” (anche se lo dicono tutti) è sbagliato, proprio perché la serbia non è più la jugoslavia ed è, già dalla costituzione, uno stato etnico (come l’italia o la germania). Il kosovo lo sanno pure i bambini è da sempre un’area multiculturale (la Velika Seoba, per esempio, è del 1690). Quindi l’approccio alla questione è stato per me abbastanza scorretto anche se molto comprensibile e compreso da me. Ciò non toglie che la fondazione di uno stato etnico albanese in Kosovo è altrettanto sbagliata per lo stesso, identico, medesimo motivo. Sul secondo punto, condivido, è una contraddizione, sul “come dovrebbero” andare le cose sono perfettamente d’accordo con te, appartengo a quello 0,0001 per cento di europei che vorrebbe la turchia in europa e che crede che l’europa è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai banchieri e ai teorici del “sangue e suolo”, diciamo solo che la serbia ha versato troppo sangue per l’idea della federazione, adesso è il momento di dire basta e di puntare, come tu dici, al consolidamento di uno stato nazionale leggero e unito (considera che la prospettiva di integrazione europea comunque rende la questione dei “confini” interni molto meno marcata). Sul punto tre, nessuno condanna la solidarietà del serbo urbano per il serbo kosovaro, è lodevole e djokovic che dona l’ambulanza ai serbi del kosovo è lodevole. Però un’enclave etnicamente densissima (93% della popolazione ci ricordi) che “non collabora”, rallenta ogni processo decisionale, fa ostruzionismo, non permette lo sviluppo, è una zavorra, politicamente ed economicamente. Le federazioni hanno tutte un apparato burocratico molto complesso (hai presente quanti traduttori lavorano nell’EU?) già difficile da far funzionare di suo, figuriamoci con una maggioranza schiacciante che fa ostruzionismo, per di più spalleggiata pure dalle grandi potenze… La serbia adesso ha una grande occasione, quella di chiudere con il periodo dei conflitti e di puntare al massimo sulle proprie forze positive. Insomma le tue conclusioni sono perfette, la serbia sta pagando lo scotto del ritardo nella costruzione di uno stato nazionale proprio, ed hai ancora ragione, i processi di costruzione degli stati nazionali non sono mai cosette di cui andare troppo fieri. Ma parafrasando sergio caputo, il peggio sembra essere passato. :-) Scusami tanto per il ritardo della risposta, sono stato a torino per un convegno proprio sulla città contemporanea. Fala puno, invece, per il tuo intervento. :-) e grazie anche ad alberto per la pazienza nell’ospitare le nostre discussioni. Saludos!

  23. ajde da zovimo i Gurtu i Murtu!!!

    anch’io sono per l’ingresso della Turchia (tanto è già pieno di turchi in Europa,e se c’è una cosa che mi fa schifo è il vedere l’atteggiamento delle varie polizie di frontiera, sloveni, croati, serbi, che si divertono a fargli passare le ferie in autostrada, con controlli ed angherie varie ed insensate),comunque sempre dopo i “balcani occidentali”, dopo che hanno capito cosè il primo maggio, dopo che si sono organizzati in modo pacifico coi kurdi, chè di Paesi zozzoni ne abbiamo già abbastanza tra i membri fondatori dell’UE (parlo specificamente dell’Italia). Nel primo punto facevo riferimento ai rapporti tra Belgrado e Bruxelles, più che Belgrado e Pristina,seppure io me la sarei presa, per il resto come ho detto, e come mi dicono i pochi serbi che frequento, kosovo je (bilo) srbija, fa parte della storia delle piccole e grandi ingiustizie territoriali europee (come l’alto adige, la corsica, ecc.) e ribadisco il tant’è, altrimenti bisognerebbe ricominciare con lo spara-ammazza alla Niko Belic, per ribaltare nuovamente le proporzioni etniche.
    mi associo ai ringraziamenti al paziente padrone di casa, che si starà chiedendo quando togliamo il disturbo e se non ci abbiamo proprio niente di meglio da fare…

  24. Appena possibile si staccherà anche la Vojvodina, e proprio perchè i serbi (della vojvodina) lo vogliono !
    Rimarrà quella che si chiama “stara srbija”….ciao ex-burekeaters !

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