Ecco il resoconto della mia “corrispondente” belgradese
20.00
Una nuova manifestazione anima Trg Republike (Piazza della Repubblica, il centro di Belgrado) e la riempie di bandiere, di canzoni, di mani con le tre dita alzate al cielo.
Questa volta non sono i « quattro gatti » dello scorso post a manifestare contro l’arresto di Karadzic, ma ben 16 000 persone (secondo le stime del ministero degli interni), venute da tutta la Serbia e dalla Republika Srpska. Una folla variopinta e composita di giovani e meno giovani, vecchi combattenti, militanti di partito, ragazzi con cappellino e occhiali da sole, ragazze in tenuta estiva.
21.00
Diversi ospiti importanti anche, tra cui il fratello di Radovan, Luka Karadzic.
« L’eroe della Serbia » e’ scritto sulle magliette. « Karadzic ha difeso il popolo serbo, ha combattuto perche’ avesse un suo Stato. Siamo un grande popolo- viva la Serbia ! » dice uno degli speaker dal palco allestito per l’occasione.
Un gruppo di manifestanti mostra alla TV la prima pagina del giornale Pravda : « Arrestate Boris [Tadic, NdR], liberate Radovan ! ». Si cantano canzoni popolari o nazionaliste («chi mi separera’/ dalla mia anima/ il Kosovo»…), risuona regolarmente l’inno nazionale serbo («Dio e’ salevzza/ Dio fa giustizia…»).
Il tutto e’ stato organizzato dal partito radicale con il sostegno del partito di Kostunica. Stavolta tutto sara’ tranquillo, hanno detto. Strade chiuse, polizia, ambulanze pronte (beh non si sa mai), trasporti pubblici ridotti dalle 19 (l’avevo dimenticato… prima di farmi 2 Km a piedi con le borse della spesa!).
Varie personalita’, politici, attori, cantanti, si danno il cambio sul palco. «Ora sappiamo che il prossimo passo per entrare in UE e’ il riconoscimento del Kosovo». Contro l’Aja : «Quanti i serbi imprigionati e morti all’Aja ? e non un musulmano, non un croato, non un albanese!».
22.00
Tutto sotto controllo, si diceva, tutto pacifico.
O forse no. Un gruppetto di ragazzi fa un po’ di casino nella vicina via Makedoska. Ma poi il casino diventa piu’ grosso, diventa scontro con la polizia, bidoni e pali spaccati, lacrimogeni. Qualche poliziotto viene ferito. Il portaparola dei radicali scende per calmare i coinvolti, ma senza successo.
23.00
La situazione si e’ tranquillizzata. Bilancio provvisorio: 40 feriti tra poliziotti e manifestanti, strade e aiuole danneggiate, due giornalisti aggrediti.
Il vice-segretario dei radicali invita alla calma «vi parlo a nome del Dottor Seselj et di Radovan Karadzic ».
24.00
Le vie di Belgrado si svuotano a poco a poco, qualcosa ancora brucia sul luogo degli scontri, ma la situazione e’ sotto controllo. Alla TV e su internet cominciano i dibattiti. Chi sara’ responsabile dei disordini ? Solo la folla, o gli organizzatori, o i provocatori di Tadic, come dicono i radicali? La polizia ha reagito bene ? etc etc.
Vedremo, domani, vedremo.
Non so perche’, mi vengono in mente gli zatterai descritti da A. Sidran, scrittore bosniaco, che invece di « destra »- « sinistra » gridano « sponda Serbiaaaaa / sponda Bosniaaaaaa » navigando sull’impertrurbabile Drina…













