La Serbia riconosce il Kosovo!

…mi dice il mio collega ieri mattina, tutto goduto.

Che notizione, per iniziare la settimana, penso.
Dove l’hai sentito, perche’ io non ho sentito nulla. Dice che l’hanno annunciato ieri alla televisione.

Non ti sembra un po’ stranino, gli chiedo, eppure lui dice che e’ sicuro – l’han detto proprio al telegiornale.

Mah. Vado subito a controllare il fidato b92, che pero’ in prima pagina parla di tutt’altro. A quel punto e’ gia’ chiaro che la notizia e’ una bufala.

Poi pero’ guardo meglio, e vedo che effettivamente tra le notizie secondarie un titolo con le parole “Serbia”, “riconoscere” e “Kosovo”, e-f-f-e-t-t-i-v-a-m-e-n-t-e,  c’e’.

Si tratta di una dichiarazione dell’ex premier serbo Kostunica, secondo cui “riconoscendo la missione EULEX, il governo riconoscera’ l’indipendenza del Kosovo.”

Il governo attuale, dice in sostanza il caro non-piu’-premier Kostunica, se continua a fare tutte ste concessioni all’Unione Europea, finiria’ per riconoscere pure il Kosovo.

In effetti la notizia e’ un po’ diversina da quella originale.

Il mio collega, come tanti altri, probabilmente soffre di una forma di selective listening. Non solo lui, dato che anche altri han captato la notizia allo stesso modo. Non escludo neppure che possano averla detta veramente, al telegiornale.

E poco importa se il cervello ti dice che e’ palesemente falsa, l’importante e’ sentire quello che vuoi sentire.

Aiutiamo il mio collega a mettersi il cuore in pace: diciamogli tutti in coro che dovranno ancora passare alcuni anni prima che la Serbia riconosca il Kosovo. Forse quando staranno entrambi per entrare nella UE, forse dopo che la Corte di Giustizia avra’ emanato la sua sentenza, forse quando ormai non glie ne freghera’ piu’ niente a nessuno.

Ma quanti anni esattamente, secondo voi? Dite la vostra! E quindi io dico – via! Lanciamo il primo sondaggio ufficiale di samopravo:

ABC puzzetta

Grazie dei bei commenti che avete lasciato.

Quello che mi piace e’ che la gente che in questo anno e’ passata su samopravo e’ stata (seppur non numerosissima) sicuramente interessata, interessante, e soprattutto combattiva.

Come dimenticarsi i commenti di fuoco su “Farfalloni“, le discussioni su “Ajajajajaja“, e i dibattiti a proposito del “Il compleanno di Ali“?

Prova della vostra fedelta’ e’ che circa il 60% delle circa 12.000 visite viene infatti da “aficionados” che sono stati su samopravo piu’ di una una volta.

C’e’ anche da dire in realta’ che il 40% invece ci e’ capitato piu’ che altro per puro caso, o comunque suo malgrado. Merito di Google, che, tanto potente quanto scemo, mi manda gente con le intenzioni piu’ disparate.

Mi sono preso di nuovo la briga di andarmi a leggere le parole chiave che la gente (che google ha indirizzato sul mio blog) aveva inserito.

Allora: al primo posto abbiamo (tat-taratan!) “samopravo”.  Giustamente. 838 ricerche. Probabilmente gente che gia’ conosceva il blog. Non vale.

Curioso che invece al secondo posto, con ben 162 ricerche, ci sia “Adem Jashari”, lo zio dell’UCK di cui abbiamo tanto parlato e di cui forse parleremo di nuovo presto.

“samopravo.net” sta al terzo posto, e questa non e’ una notizia, ma e’ una notizia che al quarto posto ci siano ben 84 persone che cercavano “chilavisto”. Chilavisto???

Con 80 abbiamo “Kossovo”, con due “s” ovviamente, che si piazza cosi’ al quinto posto, mentre al sesto posto troviamo un’altra enigmatica stringa: “Javer samopravo”. 75 ricerche. Bah.

Saltiamo ora direttamente ai numeri bassi, perche’ e’ li’ che si nascondono le ricerche piu’ succose.

Non mi invento niente perche’ la realta’ supera di gran lunga quello che mi potrei inventare:

  • A quota 4 ricerche abbiamo “Dimitri Rascalov” (ma chi l’ha mai menzionato??? Ma chi e’???). Ci sono anche quattro “Muri a secco come si costruiscono e come si riparano”, “Franco Trentalance”, e “Franco Trentalance viagra”. Mah.
  • A quota tre ci sono “blog viagra”, “lei bella lui brutto”, “rastrello per mirtilli” e “i caramba”. (Tre persone che cercano “rastrello per mirtilli”???)
  • A quota due spiccano il conformista di “che cosa ne dicono gli altri dello kosovo” e il maialone di “miss coscia”. Tra l’altro, “qualcuno sa quando tornano i militari italiani dal kosovo?”  Se lo sono chiesto sempre in due, presto seguiti da quelli di “tette internazionali” e “tette Juve”).
  • A quota uno non ci si puo’ neanche mettere a fare l’elenco, tante sono le perle che si potrebbero elencare. Cito solo i primi della lista, quelli che cominciano con la “a”: “a chi piace bandiera europa”, “ABC puzzetta” “a belgrado cosa compri con 1 euro”, e poi una serie (chissa’ perche’ poi sta gente finisce sul mio blog???!!?) di allagamenti: “allagamento garage lavori proprietario inquilino” “allagamento fogna” “allagamento da fogna pianterreno” “allagamento immobile in affitto” e, dulcis in fundo, “allagamento culo”.

Continuate cosi’.

Samo samopravo

Della viabilita’ balcanica si potrebbe parlare a lungo.

E a lungo in effetti spesso se ne parla, dato che la lunghezza (insieme alla lentezza) e’ la caratteristica principale dei viaggi in questo angolo di mondo.

Nella piu’ totale assenza di aerei e di treni, il viaggio in macchina e’ l’unica opzione praticabile. La strada, quindi, la fa da protagonista.

Strada statale, si intende: la rete autostradale e’ un lusso che pochi paesi (Croazia, Slovenia…) si possono permettere. In Serbia ce ne sono due, in Macedonia ce ne sono dei pezzetti (ma si stan dando un gran daffare per farne altri), in Albania una (breve), in Romania pure una (breve). Un’autostrada!

In Bosnia, Montenegro, Kosovo – zero.

Quindi, si diceva, gran viaggi su strada. Pristina sara’ la citta’-cesso che tutti conosciamo, ma se non altro e’ in posizione srategica: tutto e’ a sette ore di macchina. Tirana? Sette ore. Grecia? Sette ore. La costa del Montenegro? sette ore. Belgrado? se non avete lo stampo della dogana serba, sette ore. Sarajevo? sette ore.

Parliamo ovviamente di sette ore a ritmi lumacheschi, perche’ i chilometri a conti fatti non e’ che siano mai tanti.

Colpa delle curve – sicuramente, delle buche – certo, ma soprattutto della varieta’ di specie animali, vegetali e minerali che popolano le strade balcaniche.

Ma oltre ad animali domestici e non, vivi e meno, oltre a ciclisti al buio, caretti del fieno, trattori di letame e altre amenita’, a funestare gli spostamenti del viaggiatore balcanico ci si mette poi anche la carenza cronica di segnaletica stradale.

Se c’e’, puo’ poi capitare che non sia proprio di chiarissima interpretazione:

albania_cavallo.jpg

e a volte pure poco aggiornata

yugoslavia_jugoslavia.jpg

Inevitabile dunque che l’automobilista straniero debba ricorrere al tragico aiuto del passante di turno.

Troppo educato per dirti che non capisce una mazza di quello che gli stai chiedendo, ma troppo ospitale per non farsi in quattro per cercare di aiutarti comunque, il passante medio balcanico e’ quasi sempre all’origine di sciagurate perdite di tempo e benzina.

Rimango poi sempre affascinato dalla sua visione del mondo, che si sviluppa su di un modello geometrico di stupefacente linearita’. Una linea dritta, in poche parole.

Questo si traduce, il piu’ delle volte, nella risposta che tutti in realta’ vorrebbero sentirsi dare, se sapessero di potersene davvero fidare: “samo pravo”. Sempre dritto.

Capita rare volte che le indicazioni possano iniziare con un “gira a destra…” oppure “la seconda a sinistra…”, ma presto o tardi il “samo pravo” salta fuori. “Gira a destra e poi samo pravo”. “La seconda a sinistra e poi samo pravo”. Una volta al ristorante il cameriere mi ha pure detto che il cesso era “samo pravo”.

Comunque, il viaggiatore, dopo aver ringraziato il gentile passante di turno, e’ reso euforico dalla buona notizia di essere sulla strada giusta. Sempre dritto.

Egli pero’ ripiomba presto nello sconforto, quando constata con mano che al mondo – com’e’ peraltro noto – esistono anche curve, incroci, e una serie di altri imprevisti che fanno suonare il “samo pravo” di cinque minuti prima come una sonora presa per i fondelli.

albania_kosovo_confine_traliccio_strada.jpg

Albania, estate 2008, al confine col Kosovo

romania_fagaras_curve.jpg

Romania, estate 2008, strada “Transfagarasiana”


serbia_kragujevac_ponte.jpg

Serbia, primavera 2007, ponte auto+treno vicino a Jagodina

Oggi samopravo compie un anno!

E’ stato un anno in cui non c’e’ stato molto da sbadigliare, e in cui abbiamo raccontato l’indipendenza del Kosovo, gli scontri a Belgrado, l’assedio a Mitrovica, l’arresto di Karadzic, l’assoluzione di Ramush, i processi al tribunale dell’Aja, le elezioni in Serbia e in Kosovo, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

Grazie a tutti quelli che hanno animato e contribuito alle numerose ed accese discussioni, in cui sicuramente tutti abbiamo imparato molte cose, tra cui la pazienza.

Grazie ancora e continuate a seguirmi!

L'ONU approva la mozione della Serbia

Oggi e’ un altro grande giorno per samopravo.

La Serbia ce l’ha fatta.

Anzi, ce l’hanno fatta ben 77 Stati che circa un’ora fa hanno votato a favore della mozione proposta dalla Serbia.

Come vi ricorderete, si trattava di decidere se chiedere alla Corte Internazionale di Giustizia di pronunciarsi sulla legittimita’ della secessione del Kosovo.

adovk.jpg

La mozione e’ passata, e la Corte tra qualche mese si pronuncera’.

Ha vinto quindi non solo la linea pacifica e legalista della Serbia, ma hanno vinto tutti i 77 Stati che l’hanno supportata. E che credono ancora nella giustizia internazionale.

Ci sono ancora 6 Stati, invece (tra cui USA e Albania), che le questioni evidentemente preferiscono risolversele a modo loro. Evidentemente ritengono sia una cattiva idea chiedere a un giudice imparziale cosa ne pensa di una certa questione.

Fifa? Coda di paglia?

C’e’ poi un terzo gruppo di ben 74 ignavi (tra cui UK, Francia, e Turchia), che si sono astenuti. Non sanno bene se sia giusto o no che la Corte possa dire la sua. Mah.

Quello che mi sciocca pero’ e’ che se sommiamo 74, 6 e 77, arriviamo a 157. Gli stati membri dell’ONU (e dell’Assemblea) sono 192!

Mancano all’appello ben 35 stati. Dov’erano i loro rappresentanti?

Probabilmente in 5th avenue a fare shopping. Approfittando del dollaro basso.

O forse stavano visitando qualche appartamento in centro da acquistare. Approfittando del credit crunch.

Assenteisti e approfittatori dunque.

Avranno imparato dai nostri parlamentari.

Come funghi

La scorsa settimana i colleghi degli uffici di Prizren e Peja/Pec hanno iniziato a riscontrare malfunzionamenti della loro connessione internet.

Il segnale andava e veniva.

Da li’ a due giorni, la situazione peggiorava sensibilmente. Il segnale diventava sempre piu’ debole ed intermittente.

Un bel mattino, kaput. Finito.

Perche’? Non si sa.

I tecnici si mettono al lavoro. Eppure funziona tutto perfettamente. Che e’ successo??

Oltretutto, il segnale non viene portato via cavo, ma viene trasmesso dall’ufficio centrale di Pristina – tramite un potente antennone – fino agli uffici periferici.

Qualcuno dice: “e’ come se ci fosse qualcosa che blocca le onde”. Se non fosse che questo qualcosa, che non c’e’ stato per anni, non puo’ essersi materializzato cosi’, da un giorno all’altro.

O forse si?

Forse si. Ed ecco cos’e':

buildings.jpg

Un complesso di edifici in costruzione sulla collina. Cresce al ritmo di un paio di piani alla settimana.

Tra l’edifici bianco in fondo, quello coi mattoni in mezzo e quello in primo piano, ci saranno quindici giorni di scarto.

Anzi, adesso che sono due settimane che non ci passo davanti, li avranno gia’ pure finiti.

E’ solo l’ultimo degli obbrobri edilizi che si stanno materializzando a Pristina in questi anni. Palazzi che spuntano come funghi tutto dove c’e’ un centinaio di metri quadri a disposizione.

E ce n’e’ ancora, di spazio…

pristina skyline.jpg

Edilizia ad altissima densita’ e – inutile dirlo – scarsissima qualita’. Fatta per assorbire la domanda di migliaia di persone che, ogni anno, si riversano nella capitale in cerca di lavoro.

Spuntano come funghi e come funghi crescono. Non sai mai fino a che altezza, o a che livello di bruttura.

Per ora, noi al lavoro abbiamo risolto il nostro problema spostando l’antenna di qualche piano piu’ in alto.

Sperando che l’eco-mostro non si innalzi ancora troppo…