Feste di fine anno

Anche Pristina non e’ immune dalla sbornia delle feste.

La neve, che copre la citta’ (e l’immondizia), fa la sua parte.

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Poi quest’anno il sindaco di Pristina si e’ sprecato, e ha addobbato la Mother Theresa street con tanto di alberone con luminarie.

Eppero’ il Natale non si festeggia. Il 25 Dicembre qui non e’ una festivita’: la gente lavora, i bimbi vanno a scuola, niente regali.

In giro si vede scritto o scritte in inglese di “Merry Christmas”, in omaggio alle voglie di consumo degli internazionali che si passano le feste qui, oppure scritte in albanese del tipo “buone feste di fine anno” o simili. Buon Natale in albanese non so neanche come si dice.

Secondo me non sanno neanche tanto bene cosa si festeggia, a Natale. O come si festeggia.

Ieri in strada c’era un babbo natale (un po’ raffazzonato, a dire il vero) che intratteneva i bambini, al ritmo di musica techno, insime a Minni e Topolino, e un pagliaccio, peraltro tra i piu’ brutti che mi sia mai capitato di vedere.

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La bruttura della foto riflette la bruttura della scena.

Di conseguenza i bimbi non hanno ben chiaro cosa ci si attenda da loro, e alcuni hanno pensato bene, gia’ che c’erano, di rimettersi i loro costumi da Halloween.

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E visto che ormai siamo totalmente fuori tema, vi lascio con un piccolo regalo natalizio, anch’esso totalmente fuori tema. Giusto per sorridere un po’ in tempo di crisi:

Nasoni trafficoni

So di avervi tenuto sulle spine con sta storia dei pomodori marci. Li han tirati o no?

Non ho piu’ detto niente perche’ in realta’ non e’ successo niente. Molto meno di quello che chiunque si sarebbe aspettato.

Niente pomodori, niente botti, niente di niente. Solo qualche finestrino spaccato e le gomme tagliate a qualche macchina, ma sono dettagliucci.

Quello che ci gode di piu’ in questi giorni, in mezzo a tanti belgradesi e pristinesi che storcono un po’ il naso, e’ proprio lui: il nostro Ivone.

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Il capo missione di Eulex. Sul sito di Eulex potete persino cliccare su “Ask Yves” e fare una domanda qualsiasi al vostro Ivone, che promette di rispondervi nel giro di una settimana. Chi vince il campionato? Ask Yves. Piovera’ nel weekend? Ask Yves. Lei mi tradisce? Posso avere un lavoro con Eulex? Mi passi il sale? Risponde sempre Yves.

Oggi pensate che Ivone e’ andato persino a farsi un giro nel Nord del Kosovo, sfidando le storture di naso che li’ sono ai massimi livelli. Nasi stortissimi, ci sono al Nord.

Ivone e’ andato a visitare una specie di parco giochi: le frontiere 1 e 31, che da febbraio di quest’anno sono allegramente aperte a tutti, grandi e piccoli.

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Ovviamente mi riferisco a grandi e piccoli traffici ileciti.

Non a caso, le dogane sono stata la prima cosa ad essere bruciata dopo la dichiarazione di indipendenza. I piu’ fedeli lettori di samopravo se lo ricorderanno.

E nessuno ha la minima intenzione di ripristinarle. Pristina questo non lo dice ufficialmente, e lascia fare la parte dei cattivoni ai Serbi, ma son sicuro che ai poteri forti (cioe’ mafiosi) in fondo la situazione va piu’ che bene.

Quando si tratta di trafficare Serbi e Albanesi – si dice – vanno d’accordissimo.

Fanno affaroni d’oro di questi tempi, soprattutto col traffico di benzina. Se volete spiego come funziona, non e’ difficile: porti una cisterna di benza dalla Serbia in Kosovo passando dal Nord. Non ha pagato le tasse in Serbia perche’ le tasse si pagano nel paese di destinazione (cioe’ il Kosovo, ricordate?). Solo che al Nord nel Kosovo non ci sono le dogane, quindi le tasse non le paghi manco li’. Quindi vendi la benza a Mitrovica Nord con saldi del 20% e fai un sacco di soldi. Vedrai, la gente fa la fila, viene anche da fuori citta’ apposta per quello.

Oppure, meglio ancora, dopo che le hai fatto fare un giretto in Kosovo, la cisterna la re-importi in Serbia, sempre sfruttando le dogane che non ci sono. E li’ te la vendi come sopra.

Carino no? Per questo Eulex ha mandato si’ la polizia nel nord (come da foto) ma non i doganieri. Quelli danno fastidio.

Eppure, un giorno, chissa’ quando, e probabilmente tra i pomodori marci e fiammate di benzina, che ci dovranno andare pure loro.

Alle 11 e 59…

…di stasera, le Nazioni Unite dovrebbero cessare le loro funzioni in campo di polizia e giustizia.

Se avete seguito il blog nei giorni scorsi, dovreste anche sapere chi subentrera’ all’ONU, raccogliendone lo scomodo testimone, tra mille polemiche e grandi difficolta’.

Cosi’, gli Albanesi festeggiano il giorno sacro del Bajram, Nazioni Unite e Unione Europea giocano la pesante partita del futuro della repubblichetta Kosovara.

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Domattina – pare – un centinadio tra giudici e poliziotti si presenteranno pure alle porte del tribunale di Mitrovica.

Non so bene se ad attenderli troveranno un comitato di accoglienza, un coro di fischi, una scarica di pomodori marci, o cosi’altro.

Vi diro’….

Intanto, buon Bajram a tutti!

Gioventu' bruciata

Non credono nella classe politica che li governa, e vorrebbero viaggiare, studiare all’estero.

Hanno pochissimi soldi per uscire, uno-due euro per un paio di caffe’ con gli amici. Vivono ancora in gran parte con i genitori, spesso anche dopo che si sposano.

Coi loro coetanei serbi andrebbero anche d’accordo, se li frequentassero. A patto di non parlare di politica, perche’ loro, nell’indipendenza del Kosovo ci credono eccome.

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Sono i giovani Albanesi del Kosovo. Ragazzi e ragazze con meno di 35 anni, che compongono niente meno che il 70 per cento della popolazione del Kosovo. Un milione e quattrocentomila persone, grosso modo. Un esercito che ogni anno si riversa nelle grandi citta’ per studiare o per riversarsi su di un mercato del lavoro che piu’ asfittico non si puo’.

Quelli che lavorano prendono stipendi da fame, a meno che non sappiano bene l’inglese e non abbiano trovato un lavoro in un’organizzazione internazionale.

Non e’ difficile immaginare che buona parte di questo 70 per cento, se potesse, dal Kosovo, se ne andrebbe domani stesso.

Due dicembre

La scorsa settimana il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato un rapporto in cui il Segretario Generale dell’ONU spiegava chi comanda adesso in Kosovo.

UNMIK, EULEX, ICO, Governo di Pristina, chi e’ il capo di chi?

Gia’ abbaiavo in tempi non troppo sospetti, quasi un anno fa, mettendo in guardia contro il pericolo che la presenza internazionale in Kosovo si trasformasse (diciamocelo) in un gran casino.

Ripercorriamo brevemente le tappe che portano al due dicembre. Per chi e’ interessato, ovviamente.

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L’Unione europea in Febbraio manda EULEX come parte del piano Ahtisaari (quello che riconosce al Kosovo la famosa “indipendenza supervisionata”). Una missione quindi al fianco del Kosovo indipendente. Lasciate stare che 5 paesi dell’UE non hanno riconosciuto il Kosovo: la missione e’ stata lanciata il giorno prima della dichiarazione di indipendenza proprio per salvare capra e cavoli.

Poi (e siamo a quest’estate) iniziava il processo che conduceva EULEX sotto l’ombrellone delle Nazioni Unite, chiarendo un po’ le cose. Resta pero’ poco chiaro come e quando EULEX potra’ partire.

Belgrado intanto fa sentire la sua voce e riesce a negoziare con l’ONU i famosi “sei punti“: le condizioni alle quali non si oppone al dispiegamento di EULEX. Tra cui la neutralita’ rispetto allo status del Kosovo e il rispetto dell’autorita’ di UNMIK.

Pristina si lamenta: ma come? Ormai siamo un paese indipendente, checcentrano le Nazioni Unite ancora? EULEX siamo noi che la invitiamo, non e’ l’ONU che ce la impone.

Il rapporto approvato la scorsa settimana invece in pratica dice che EULEX sara’ direttamente sotto l’autorita’ dell’ONU. Che e’ status-neutrale. Indi, anche EULEX dovra’ operare in modo neutrale, il che tradotto significa non riconoscere che il Kosovo sia uno Stato indipendente.

Inevitabile che la cosa venga accolta come una vittoria della diplomazia serba, e come una sconfitta di quella di Pristina. Nonche’ come la prima, grande battuta d’arresto alle corsettine di quel bambino capriccioso che e’ il Kosovo indipendente.

Comunque, EULEX ha ricevuto il semaforo verde per l’inizio delle sue operazioni, previsto per il due dicembre.

Il due dicembre e’ domani.

Per questo, domani ci sara’ un’altra mega manifestazione, che promette di essere piu’ grande, piu’ tosta e piu’ incazzata di quella di due settimane fa.

Quella era stata pacifica e tranquilla. Vedremo questa…