Qualche giorno fa la Corte Internazionale di Giustizia dellAia ha pubblicato i nomi dei Paesi che hanno presentato le loro opinioni sulla questione della legittimita’ della dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
Tanto per ricapitolare: all’Aia ci sono almeno 3 Corti internazionali:
- Il Tribunale penale internazionale per l’Ex Yugoslavia (ICTY), che e’ competente a processare le persone responsabili di crimini commessi nell’Ex YU appunto a partire dal 1991 (e di fatto fino al 1999). Quello di Carla del Ponte, per intenderci.
- La Corte Penale Internazionale, che e’ competente a processare i responsabili di gravi crimini internazionali commessi a partire dal 2002, tendenzialmente in tutto il mondo (ma con limitazioni, che non c’e’ spazio qui per spiegare). Quella che ha emesso il mandato d’arresto contro il presidente del Sudan qualche settimana fa.
- Infine la Corte Internazionale di Giustizia, che e’ competente a dirimere le controversie tra Stati, o a dare opinioni su questioni di diritto internazionale. Come quella, appunto, chiesta dalla Serbia sulla legittimita’ della secessione del Kosovo.
Insomma, la Corte n. 3 ha reso noto che ben 35 Stati hanno inviato le loro opinioni sulla vexata quaestio che tanto appassiona grandi e piccini.
A favore della legittimita’ ci sono USA, UK, Francia, Germania, Giappone, Rep. Ceca, Svizzera, Albania, Austria, Finlandia, Polonia, Lussemburgo, Estonia, Norvegia, Olanda, Danimarca, Maldive e (dulcis in fundo) Sierra Leone.
La posizione della Serbia invece incontra i sorrisi di Cina, Russia, Romania, Cipro, Egitto, Slovacchia, Libia, Spagna, Iran, Brasile, Argentina, Azerbaijan e Bolivia.
Noi invece ci facciamo sempre riconoscere: non sia mai che prendiamo posizione su qualcosa. Apparentemente, l’Italia ha presentato la sua opiinone alla Corte, ma subito dopo l’ha ritirata. Forse si sono vergognati, avran scoperto qualche strafalcione, o delle macchie di caffe’ sulle pagine, non si sa. L’importante e’ non farsi nemici. Una vera soluzione all’italiana.
Ovviamente ha presentato la sua opinione anche il Kosovo. Solo che non e’ membro delle Nazioni Unite, e quindi non puo’ essere annoverato tra gli “Stati”. Poco male: e’ bastato dire alla Corte di aver ricevuto l’opinione “degli autori della dichiarazione di indipendenza del Kosovo”.
ma se sono solo quelli gli stati che hai citato, mi sembra che non siamo gli unici ad astenerci
comunque parli sempre come se gli stati che sono favorevoli lo facciano per un alto valore della democrazia
invece tutti gli stati sono solo preoccupati di non provocare un’altra carneficina
questa non è mia
è un commento ad un articolo
ma è molto significativo
Excellent text! Unfortunatelly, the Kosovo case is based on interests of USA and EU, and not on law and justice.
k.
Sei noiosa,ti parlo addosso non vedi che non ti caga nessuno
Samopravo, scorro saltuariamente il Suo blog e avrei molti commenti da fare avendo avuto anch’io una piccola (ma abbastanza significativa) esperienza di Kosovo. Mi spiace inserirmi a sproposito nei commenti, ma come potrei prendere contatto con Lei?
Cordialmente Giovanni Punzo
A me sembrano molto significative ed interessanti (politicamente parlando) le presenze di tre diversi stati fortemente islamici, sia sunniti sia sciiti, sia amici sia nemici degli USA, a favore della Serbia…
chi puo’ leggittimare una cosa cosi’ ?
Babsi Jones: Ferite cicatrizzate male, e parecchie ferite ancora aperte, certamente. Rischio di nuovi scontri, anche. L’analisi richiederebbe pagine e pagine; se debbo darti una risposta succinta e diretta, forse scomoda, la pace nelle nuove Repubbliche ex-jugoslave passa per la questione del Kosovo: allo stato attuale è un piccolo narcostato che pretende la secessione e la pretende in modo brutale – basti pensare al pogrom del 2004, totalmente ignorato dai mass media occidentali, che ha di fatto legittimato la pulizia etnica di tutto quello che non è albanese. Se le istituzioni incaricate di gestire il problema-Kosovo continueranno a restar sorde agli appelli di Belgrado, alle proposte costruttive di Belgrado, se continueranno a considerare i serbi “interlocutori non credibili”, come da sempre fanno per propaganda e per convenienza, l’area balcanica si troverà nuovamente destabilizzata. Forse è quello che i poteri forti desiderano. In Kosovo, dopotutto, è stata innalzata la più grande base militare americana dai tempi del Vietnam… Un porto franco, una zona scura che ospiti traffico d’armi, di droga e di uomini fa comodo a tutti, tranne alle migliaia di profughi e di desaparecidos di etnia “non conforme”….
Ciao,
ho una richiesta un po’ particolare da farti, riguarda la mia tesi di laurea su un aspetto particolare del Kosovo. Possiamo sentirci via mail? Se non sbaglio il mio indirizzo dovresti averlo per via di questo commento.
Grazie mille, ciao.
Paolo
perchè giovanni non li rendi pubblici i tuoi commenti cosi’ servono per tutti ?
non è necessario firmarsi e puoi inventarti qualsiasi nome cosi’ resti nell’anonimato
naturalmente non cose personali….
io pero’ il blog lo vedo spaginato..
non so’ voi..
Giovanni, Paolo: scrivetemi su samopravo[chiocciola]gmail.com
KOSSOVO: BASE TERRORISTA E CRIMINALE IN EUROPA
GESTITA PER CONTO OCCIDENTALE DAI CRIMINALI E TERRORISTI ISLAMICI UCK
Se non avete visto il documento di Iacona, venerdì sera in prima serata su RAI 3, andate a cercarlo su intenet e vedetelo. E’ quanto alcuni (pochi) dicono da sempre, da quando D’Alema e Clinton bombardarono la Jugoslavia, ma fa un altro effetto vederlo e toccarlo.
Il Kossovo è una regione al centro dei Balcani, parte integrante da secoli della ex Jugoslavia. Tra l’altro culla della Chiesa Ortodossa che ha (aveva lì decoine di monasteri del Trecento che furono caposaldi contro le invasioni islamiche.
Nella folia criminale del 1999, i “nostri” hanno sostenuto le bande terroriste islamiche dell’UCK.
Veri criminali, trafficanti di droga dall’Afghanistan, trafficanti di armi e prostitute. Queste bande criminali ed assassine con stragi di civili paragonabili solo a quelle nazifasciste, sono state sostenute dall’Italia e dal governo D’Alema. Distrutta la Jugoslavia restava l’impegno internazionale che il Kossovo sarebbe tornato alla Serbia, appena pacificata (mi viene da ridere con il ghigno) la zona. Invece a primavera di quest’anno è stata permessa l’indipendenza di quell’area che è stata affidata a criminali UCK che continuano con le loro attività che hanno reso quella zona piattaforma per il crimine da esportare in tuta Europa. Ma questi islamici piacciono ai nostri governi. Questi terroristi piacciono agli USA che li hanno armati fino ai denti e hanno dato loro licenza di uccidere e pulirre etnicamente. Il sedicente Presidente è il capobanda UCK ed i suoi big sparsi per il territorio sono tutti terroristi criminali UCK che continuano con le loro stragi quotidiane.
Mi faceva ridere vedere che noi paghiamo il contingente italiano in Kossovo che porta un prete a dire la messa e che scorta una ragazza a prendere l’autobus quando più in là salta l’autobus o si incendiano case con dentro civili e così facendo stragi continue (questa non è pulizia etnica per i nostri governanti con le anime zozze ed ipocrite da discarica). E la cosa continua con il sostegno a questi islamici anche da parte dell’Islam moderato (si dice così) e di qualche giornalista al servizio della causa in Italia.: costoro non hanno mai fiatato contro i banditi dell’UCK ora al potere in Kossovo.
R
PS. Dimenticavo di dire che vicino Pristina vi è la più grande base militare americana esistente in Europa. Lì hanno trasferito tutto l’armamentario esistente in Germania ed in Spagna, perché questi Paesi non gradiscono truppe d’occupazione come le gradiscono i nostri governi da Prodi a Berlusconi.
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L’inchiesta di Iacona alza il velo della guerra infinita
Norma Rangeri
Gli studenti che prendono l’autobus per andare all’università e sulla strada incontrano una bomba che li incenerisce. I contadini che vanno alla mietitura e trovano un gruppo che li rapisce e li massacra. I ragazzi che scendono al chiosco sotto casa per un hamburger e vengono uccisi da una raffica di khalashnikov. Non siamo in Afghanistan o in Iraq, ma ad appena un’ora di aereo da Roma, nel libero, democratico e indipendente Kosovo. Nel paese martoriato dall’atroce guerra civile, la pulizia etnica contro i serbi non si è mai fermata. Si sono spenti invece i riflettori che la illuminarono, nove anni fa, con i bombardamenti Nato di Belgrado. Riaccenderli e scoprire cosa è diventato il paese dei monasteri, come vivono i serbi rimasti laggiù, è uno shoc violento. Le immagini e le testimonianze raccolte da Riccardo Iacona sono il risultato di un’inchiesta durata un anno («La guerra infinita, Kosovo», Raitre venerdì), battendo le strade, visitando le famiglie, leggendo documenti riservati, scoprendo l’intreccio tra nuova classe dirigente e criminalità organizzata. Sotto gli occhi della Nato. Quando in tv sfilavano le carovane di kosovari albanesi affondati nella neve, il telespettatore italiano veniva contemporaneamente immunizzato da ogni residua pietà per l’altra popolazione, i serbi cattivi di Milosevic e Karadzic, identificando i capi sanguinari con la popolazione. La coscienza democratica li seppellì definitivamente. Scoprire che, invece, sono i serbi, oggi, a vivere come in un campo di concentramento, bersaglio mobile appena osano mettere il naso fuori casa, ci interpella fastidiosamente. Erano 40 mila i serbi di Pristina, oggi sono 40, barricati, affamati. Ma non è abbastanza, bisogna distruggerne la storia, i monasteri (150 quelli distrutti da quando la Nato si è insediata da queste parti), rimpiazzati da centinaia di moschee. La pulizia etnica richiede potenza di mezzi e organizzazione, Iacona trova anche l’organigramma. Non solo in possesso degli archivi dei servizi segreti di Belgrado, parte in causa e dunque fonte non imparziale, ma confermato dagli stessi organismi delle Nazioni Unite che possiedono una mappa dettagliata, con nomi e cognomi dei componenti della struttura criminale (circa 800 ex combattenti dell’Uck), una forza militare segreta che porta direttamente al capo del Pdk, il partito di Hashim Thaqi, attuale primo ministro del Kosovo. Se ne stava occupando un giornalista albanese di Bota sot , un giornale vicino al partito del defunto leader Rugova. Prima hanno ammazzato lui, poi anche un professore di etnia albanese che il giornalista aveva intervistato: «Riuscì a salvarsi dai serbi, non è scampato agli albanesi», dice il vecchio padre. E quando la telecamera arriva a Decane, ai confini con il Montenegro e l’Albania, un piccolo paese dove ci sono i militari italiani del contingente Nato, siamo sotto le montagne dove passa l’80 per cento della droga dell’Afghanistan. Alberghi, banche, macchinoni anche se sono tutti disoccupati. Qui regna Ramush Haradinaj, ex Uck, poi primo ministro, processato all’Aja per crimini contro l’umanità. Tutti i testimoni contro di lui sono stati ammazzati e Haradinaj è stato assolto. Un poliziotto italiano, Antonio Evangelista, per molti anni distaccato in Kosovo, oggi capo della mobile di Asti e autore del libro «La torre dei crani», racconta la storia di Ramush, di come gli americani lo hanno sottratto alla polizia locale portandolo in Germania. L’inchiesta, (seconda puntata venerdì) solleva il velo rendendo di pubblico dominio una realtà sepolta dalla falsa coscienza. E’ un esempio di quello che lo schermo nasconde quando ci inonda di notizie.
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/20-Settembre-2008/art39.html
pensa zema che prima di questo documentario, che ha catalogato le chiese e i reperti religiosi andati distrutti, alberto e mentor insistevano col dirmi che mi inventavo le 133 chiese ortodosse andate distrutte
anzi.. perchè insistevo, educatamente (perchè qui, è giusto dirlo, c’è educazione) mi hanno detto di smettere
strano che non hanno scritto a iacona per dirgli di smettere..
o forse si ??
Ma non capisco che gusto avete a cantarvela e suonarvela da sole.
Siete di quella idea ?bene chi se ne fotte.Quanta gente pensate di convertire alla vostra causa ?
Le palle che raccontate sono tipiche di chi in Kosova non ha mai messo piede
D’ora in poi tutti i commenti con insulti o beghe personali li cancello immediatamente.
Non potete litigare per email? Tanto le pagine dei commenti ormai non le legge piu’ quasi nessuno, talmente sono piene di ciarpame. Peccato, perche’ ci sono alcuni commenti che invece meriterebbero di essere letti.
sai perchè non ti credo tanto alberto ?
perchè sui miei blog arriva tanta gente da qui
non riesco a quantificare una percentuale, ma sono tanti
secondo me l’unico che non legge i commenti sei tu
voi che sapete tutto e siete onnipotenti..
è vero questo ?????
ciao Lina
sono in Italia, t’assicuro, ho molto da fare in questi giorni su campi diversi: uno musicale e uno fotografico.
Avrei dovuto essere in Serbia per Spasovdan (cioè domani) ma ho dovuto rinunciare.
Praticamente in Kosovo stanno iniziando ad espellere le minoranze vedi Rom, bosniaci ecc..
Dopodiché, per come la vedo io, inizieranno ad espellere i serbi, o nella peggiore delle ipotesi ad eliminarli fisicamente….
Spero le mie previsioni siano infondate
intanto un abbraccio
L.