Da qualche settimana l’intera Pristina si e’ trasformata in un enorme cantierone a cielo aperto.
Bulldozer, rulli compressori, martelli pneumatici e simili diavolerie ornai infestano quasi ogni angolo di strada.

Secondo il tristissimo giornaletto gratuito per espatriati, questa e’ la faccia che avra’ la citta’ in un futuro temporalmente non meglio identificato.

Quel che si dice e’ che stiano costruendo, praticamente in centro a Pristina, vicino al Bil Clinton Boulevard, il grattacielo piu’ alto dei Balcani. Si dice anche che ci sia dietro una oscura societa’ slovena.
Ma sulla cosa regna un fitto mistero. Per ora, quello che e’ dato sbirciare attraverso le lamiere del cantiere e’ questo:

Una grande voragine. Enorme. Ma nulla piu’.
Pah. Ma che vada al diavolo il grattacielo e il suo cantiere.
Ben vengano invece le opere stradali, di cui francamente c’e’ un gran bisogno.
Il traffico, seppur non pesante, in citta’, e’ completamente intasato da camion, bus, carri e carretti. Oltre che dalle macchine, naturalmente.
Ultimamente vanno molto quelle di tipo inglese, con la guida a destra. A tutto vantaggio della sicurezza della circolazione, naturalmente.
Comunque, Qui ad esempio stanno coprendo la ferrovia su cui passa un treno al mese, per costruirci una mega-rotonda

Si spera anche che le opere siano accompagnate da piccoli corsi di educazione stradale, dato che la rotonda e’ per ora un’entita’ sconosciuta ai piu’ ed abusata da tutti, che vengano da destra, sinistra o dietro.
Comunque, si sa che i lavori pubblici portano con se’ qualche disagio.
Succede da noi, figuriamoci qui. L’elenco sarebbe lungo: buchi lasciati aperti, strade smantellate, diasfaltate e poi dimenticate, ruspe che ruspano in mezzo ai passanti, ce n’e’ per tutti i gusti.
Ma il massimo in tutto cio’ per me e’ vedere come la gente non si scandalizzi per niente. Con grande capacita’ di sopportazione, che a me a volte fa difetto, si adatta a meraviglia a qualsiasi intoppo e rottura di palle.
Ad esempio, per salire a piedi a Dragodan, un quartiere residenziale della citta’, bisogna attraversare i binari del treno e salire una piccola salitina.
Salitina che per anni e’ sempre stata di terra/fango, nonche’ occasionalmente di immondizia.
Ora pero’ i lavori hanno sostituito la fangosa salitina con un piu’ pulito muretto di cemento armato.
Tragedia. La salitina infatti era una scorciatoia che consente di evitare un giro di almeno dieci minuti a piedi.
Ed ecco allora la cosa, il simbolo, che la dice tanto lunga sul Kosovo quanto la T-shirt con su dipinta la cintura di sicurezza la dice lunga su Napoli: la scaletta di spazzatura.

Che poi, con il passare dei giorni, e’ andata solidificandosi

Mi resta comunque una domanda, nella testa: i soldi per tutti sti lavori, ma chi glie li da’?