La pacchia e' finita

In queste settimane si e’ parlato (non molto, a dire la verita’, ma se ne e’ parlato) di una riduzione delle truppe della NATO in Kosovo. La KFOR.

Attualmente sono in 14.000 a grattarsi gli zebedei, asserragliati come sono con armi (e’ il caso di dirlo) e bagagli nelle loro basi militari a prova di bomba.

Non e’ colpa loro, se si grattano, ci mancherebbe. E’ proprio che non c’e’ poi cosi’ tanto da fare, ormai. Ma, si sa, e’ un po’ come il cric della macchina nel bagagliaio: ce lo devi avere, anche se non e’ poi detto che ti servira’ mai.

Certo, visti i tempi che corrono a Kabul e dintorni, uno potrebbe anche pensare che sarebbe logico trasferirli altrove. No? Ovviamente senza chiedergli se sono d’accordo o no. Sono soldati, obbedire e’ il loro mestiere.

Ad ogni buon conto, di questi 14 mila grattatori di zebedei, se ne dovrebbero tornare a casa in 4 mila.

Spero solo che non se ne vadano i Danesi, perche’ la domenica hanno un brunch a base di gamberetti, salmone, biscottini danesi e altre diavolerie scandinave. E anche i Carabinieri, speriamo che restino, stanno simpatici a tutti e fanno la pizza piu’ buona di Pristina.

Quelli che invece – spero – faranno presto armi e bagagli sono quelli che fan la guardia alla torre di Gazimestan.

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Lo spero per loro – mica per me. Son quelli che si grattano piu’ di tutti.

La torre in questione, come ricorderete, e’ quella che ricorda la battaglia di Kosovo Polje. Quella da cui il caro vecchio Slobo arringava le folle con i suoi discorsetti. Se gli Albanesi potessero, la distruggerebbero domani stesso.

L’ultima volta che ci sono stato, a Gazimestan c’erano gli Slovacchi.

Questo e’ l’accogliente benvenuto che attende i visitatori:

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Poveracci, bisogna pure capirli. Almeno gli altri si grattano in compagnia, questi sono quattro gatti. Vivono in tre container tipo quelli del porto di Genova, uno con la TV e cucina, uno con la palestra, uno dove dormono.

C’e’ pure uno a turno che monta la guardia proprio in cima alla torre.

Se sali fin su, ti saluta con tutto il calore di cui e’ capace (cioe’ poco). Ma vederti sara’ comunque la cosa piu’ eccitante che gli sara’ capitata nell’ultima settimana.

Per festeggiare l’incontro, poi, il povero cristo si aprira’ anche una scatoletta di ananas e se la mangera’ con rassegnato gusto, tra una sbirciata al cannocchiale e un’altra.

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Si da’ poi anche il caso che l’infausta torre si trovi proprio a un volo di corvo da Obilic.

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Per cui tutti i profumi pregiati della centrale si dirigono dritti dritti – tipo scia del panino imbottito di Poldo – sul naso dello Slovacco.

Ma chi glie lo fa fare. Ananas al carbone. Sembra l’ultima trovata della cucina molecolare di elBulli.

Serbocroata

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Che le ragazze serbe siano carine, e’ risaputo.

Che le ragazze serbe poi siano anche brave nello sport, e’ un dato di fatto. Questo pero’ e’ uno di quei sillogismi che non e’ che funziona nei due sensi: se sei bella e brava nello sport, non e’ per forza vero che sei anche una ragazza serba.

Succede pero’, molto spesso, che i giornalisti italiani, quando vedono una bellezza slava in pista, vanno automaticamente in tilt ormonal-geografico. Blanka Vlasic, gran campionessa di salto in alto (nonche’ grant topona fagiano.gif ) lo sanno tutti: e’ l’orgoglio dela Croazia intera.
Guardatela qua come si aciuga le lacrime con il bandierone scacchierato dopo aver vinto una dele sue tante medaglie (che brava che e’, troppo forte…):
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Eppure La Stampa l’altro giorno diceva:
Continua il momento positivo di Blanka Vlasic: dopo l’oro conquistato l’oro nei recenti mondiali di Berlino, l’atleta serba al meeting di Zagabria รจ salita a 2,08, a un solo cm dal record storico di Kostadinova. A un passo dal record.” Mi lascia un po’…, come dire, e’ incredibile – no? – voglio dire… AOOOH! Sono passati quasi VENT’ANNI (dico, 20 anni), dalla dissoluzione dell’Ex Jugoslavia, ma li vogliamo imparare a distinguere sti paesi?
Ma poi capisco fossimo messicani, o vietnamiti, che ce ne frega a noi della Yugoslavia, ma porca paletta ce li abbiamo come vicini di casa! Trieste-Zagabria e’ poco piu’ che Torino-Milano.
Come dite? Ancora sta storia? No, ve l’ho gia’ detto e ripetuto: Pristina non e’ in Bosnia!!!

1.887

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Pristina, 31 Agosto 2009.

Dove sono finite 1887 persone scomparse?” (“Non lo so“, ha aggiunto qualcuno)

Il lavoro di chi – come l’OMPF – cerca quantomeno (quantomeno…) di dare una parola definitiva sulle speranze delle famiglie, incontra parecchie difficolta’.

Le riesumazioni, ancora a distanza di 10 anni, continuano a ritmo incessante, settimana dopo settimana. Purtroppo pero’ non e’ tutto cosi’ liscio. Prima di tutto bisogna sapere dove scavare. Spesso gli indizi vengono dalle famiglie o dai vicini di casa. C’e’ persino gente inqualificabile che si fa pagare per dare informazioni, o presunte tali. Madri, padri, fratelli e mogli sono disposti a pagare molti soldi pur sapere qualcosa in piu’ su dove sia sepolto un loro caro. Ci sono anche casi di gente che dice di avere informazioni, si fa pagare, e da’ informazioni false.

Una volta trovato il corpo (anzi, un corpo) la faccenda non e’ per niente finita. Bisogna identificarlo.

Dal corpo riesumato si preleva allora del DNA in modo da confrontarlo con i campioni di DNA donati dalle famiglie degli scomparsi. Se il riscontro e’ positivo, il corpo viene restituito alla famiglia, di modo che possa venire quantomeno seppellito in modo degno.

A volte pero’ non si trova il DNA corrispondente. Com’e’ possibile? Tutte le famiglie che hanno un famigliare scomparso hanno donato il DNA. Ci sono molti motivi, ma il principale e’ che durante una guerra, ci sono frequenti casi di incorretta identificazione dei corpi: le famiglie seppelliscono il morto sbagliato. Cosi’ la famiglia vera dona il DNA, ma il “loro” morto e’ gia’ sepolto sotto un altro nome da qualche parte, e non verra’ mai riesumato. Chi invece veramente ha un famigliare scomparso, non dona il DNA, e quandi non si sapra’ mai che il corpo riesumato apparteneva in realta’ a loro.

Molti corpi sono poi stati trasportati fuori dal Kosovo, o sepolti nei cimiteri “sbagliati” (musulmano o ortodosso) per farne perdere le tracce.

Ci sono poi persino dei casi di figli nati da relazioni extra-matrimoniali: per questi, chiaramente, il DNA del padre non funzionera’…