Waterloo

Anche se alla mia amica Irena hanno insegnato che nel 1389 a Kosovo Polje i Serbi hanno vinto, la verita’ sulla storica battaglia in realta’ e’ piuttosto nebulosa.

gazimestan entrance.jpg

Con buona pace dei prof. di storia di Irena, sembra pero’ alquanto certo che i Serbi la battaglia NON la vinsero. Poi ci sono varie versioni – si va da quella del pareggio a quella dell’umiliazione totale. Wikipedia dice – e io ci credo – che entrambi gli eserciti furono praticamente distrutti. La differenza fu che gli Ottomani avevano migliaia di truppe pronte a rimpiazzare i caduti, i Serbi no.

Quello che mi interessa pero’ e’ capire per quale diavolo di motivo il 1389 sia diventato la data storica, fondante dell’identita’ serba. A me, per lo meno, non e’ chiaro, se per voi lo e’ battete un colpo.

Butto li’ quattro considerazioni quattro.

Uno: da un punto di vista militare in quegli anni di battaglie ce ne sono state di piu’ rilevanti (come ad es la battaglia di Maritza del 1371 in Bulgaria).

Due: da quando in qua si celebra una sconfitta? E’ come se in Italia ogni 24 Ottobre festeggiassimo la battaglia di Caporetto. (fra parentesi, ve lo ricordate quel manager di Telecom che incitava i dipendenti a fare come Napoleone a Waterloo? Riguardatevelo: un sempreverde).

Tornando in tema, tre: i Serbi pare avessero vinto parecchie altre volte contro i Turchi, ad esempio a Dubravnica nel 1381 e Plocnik nel 1386. Perche’ non ricordare le vittorie?

Quattro: Kosovo Polje non e’ neanche stata la capitolazione definitiva della Serbia: ci furono altre battaglie, i Serbi ne vinsero pure qualcuna, come ad es. Despotovac nel 1404. Maometto II non prendera’ Belgrado fino al 1456.

Tutto cio’ per dire che sarebbe interessante capire da quando si celebra il mito di Kosovo Polje. Insomma: si celebra da sempre, o solo da quando il Kosovo e’ un problema?

Paolo Rumiz, nel suo bellissimo e ahime’ semi-introvabile Maschere per un massacro, ricordava di come fu proprio Milosevic a rinvigorire il mito della battaglia, portando in processione a spasso per la Serbia le spoglie del principe Lazar, morto – appunto – nella battaglia di Kosovo Polje.

Comunque, l’unica e comunque ultima certezza che posso dispensarvi sul tema e’ che nella battaglia ci rimisero le penne i condottieri di entrambi gli eserciti: il principe Serbo Lazar (come ormai sappiamo) da una parte, e nientepopodimenoche’ il sultano ottomano regnante Murat I dall’altra.

Murat han fatto che lasciarlo li’. Sepolto che era ancora caldo nella piana del Campo dei Merli, non lontano da dove sorge oggi la torre di Gazimestan.

E Murat, se vi interessa (a me interessava, e sono andato a cercarlo) e’ ancora li’.

Cioe’, per l’esattezza c’e’ meta’  Murat.

No, non e’ stato segato da qualche spadone a due mani – la questione e’ un’altra.

Il corpo, di Murat, e’ a Istanbul credo, o comunque in Turchia. A Kosovo Polje, in una magnifica tomba monumentale, ci sono le interiora.

So che non e’ il massimo della finesse, ma si sa, i Turchi non avevano bisogno di lezioni di truculenza da nessuno.

La suddivisione del vecchio Murat me la spiegava, con un certo gusto per i dettagli, la custode della tomba, una simpatca signora di mezza eta’.

signora tomba murat.jpg

La signora, Serba di Novi Pazar, in realta’ e’ la moglie del guardiano vero e proprio (lui quel giorno li’ non c’era).

Lui, il marito, non e’ un custode qualunque. E’ turco. Ed e’ l’ultimo discendente di una famiglia di turchi Uzbeki migrati in Kosovo intorno all’anno 1500. Da allora, la famiglia fa la guardia alla tomba del sultano Murat.

Cinquecento anni di impero ottomano, tutti raccolti in una vecchia signora con un golf rosso.

13 thoughts on “Waterloo

  1. la battaglia di kosovo polje vinta dai serbi ????
    ma se l’hanno persa ed è stato l’ingresso dei turchi e ancora adesso i serbi festeggiano la data della battaglia perchè hanno capito quel giorno che solo con il tradimento vengono vinti
    infatti un serbo si è venduto ai turchi e ha permesso l’accerchiamento
    non è che adesso mettiamo anche in discussione la storia ??

  2. Il mito di Kosovo Polje deriva da un incidente successo prima della famosa battaglia.
    Ed ecco cosa ci si racconta (puoi controllare su wikipedia inglese): il principe Lazar ebbe l’opportunità di scegliere un reame su terra oppure uno in cielo (gli era apparso un angelo). Il temerario guerriero scelse quello in cielo perchè quindi eterno.
    La sconfitta allora rapresentò una battaglia persa in terra ma vinta in cielo…e fece di Kosovo Polje un posto sacro, trattandosi qui allora di una guerra celeste. Terreno sacro per i Serbi…..sotto la providenza divina!
    E non è stato il primo, Milosevic a ricorrere a questo mito nel 1989, ma qualche anno prima l’elite intellettuale belgradese che reclamava che lo stato di Yugoslavia stava dando troppe libertà alla provincia del KOSMET e che desiderava un po’ più di controllo da Belgrado.
    Quella di Obilic e Murat è una legenda molto amata dai Serbi,che descirve solo una piccola rivincita nella grande sconfitta..la teoria del “tradimento che fa perdere le battaglie” mi sembra più un’interpretazione cattolica….aiuto!!!!

  3. Ciao a tutti!

    Il mito di Kosovo include un “tradimento che fa perdere le battaglie”: quello di Vuk Brankovic. Oggi il suo nome è il sinonimo del traditore nella lingua serba. In realtà si tratta soltanto di un mito, probabilmente creato perché Vuk è sopravvissuto a differenza del principe Lazar (detto “zar Lazar” perché l’erede dell’imperatore Stefano Uros V), uscendo dalla battaglia più ricco e con maggior esercito rispetto alla vedova Milica, l’unica donna serba al potere nel medioevo. La Serbia non è stata occupata per la bravura diplomatica di “zariza Milica”. E questo è il mio paradosso preferito: la Serbia viene salvata grazie al principio femminile diplomatico e non quello maschile guerrigliero :-) .
    Mandando l’erede Stefano III Lazaro come servo ad Istambul, e la figlia più piccola Olivera nel harem di Bajazit, Milica riesce ad ottenere lo status di vassallo. Stefano dopo prolunga l’indipendenza serba e ottiene Belgrado sotto il controllo serbo.
    Un altro mito domina la tradizione serba: il più grande supereroe dalla poesia epica (serba e bulgara!) il principe Marco arriva tardi alla battaglia. Oggi “Marco arriva tardi” è il detto preferito per non accettare le giustificazioni o le scuse per un ritardo (btw, esiste un detto popolare simile in italiano?). Insomma, la poesia epica rappresenta il cuore della tradizione serba (v. Wikipedia: Serbian epic poetry) e si divide in tre cicli (prima, durante, e dopo la battaglia di Kosovo). Esistono numerose speculazioni perché il motivo centrale dell’epica diventa proprio questa battaglia, e non una vincente. In modo analogo uno si può pure chiedere perché Beowulf deve morire alla fine della poema, ma oggi non ha molto senso. Comunque, la teoria più diffusa è la necessità popolare di trovare una spiegazione alla occupazione secolare turca…

  4. Diciamo che è la mitizzazione di un fatto storico, cioè una battaglia tra due grandi eserciti, etnicamente mischiati (c’erano serbi e turchi da entrambe le parti, a seconda di come erano schierati i propri signori feudali).
    Simbologia forte, già in voga nella seconda metà del diciannovesimo secolo.
    Politicizzata – come ricorda Francesca a metà anni ’80 dal memorandum dell’accademia serba delle arti e delle scienze, infine tristemente e cinicamente utilizzata da Slobo come è noto.
    Con gli amici serbi dico sempre che la notte mi è apparso Lazar (cioè il suo fantasma), povero pellegrino dell’eternità in cerca della sua testa.
    E vi dirò talvolta mi è apparso sul serio.
    D’altronde la sljivo da alla testa…

  5. forse “marko arriva tardi” trova un equivalente in “fa lo scemo per non andare in guerra” da cui “scemo di guerra”, a cui aggiungo: “..e chiamalo scemo”.
    complimenti, trovo che smontare il mito del serbo belligeroso (che ha sempre finito per farsi male da solo) sia un’ottima attitudine.

  6. Grazie :)
    Per chiarezza, non mi sento ti aver smontato niente. Il mito si studia molto a scuola, pur troppo per noi non tanto bravi nelle materie umanistiche…

  7. “Insomma: si celebra da sempre, o solo da quando il Kosovo e’ un problema?”questa domanda la dovresti porre anche a parti invertite.la storia della battaglia non è per niente nebulosa e una mancanza del genere da parte tua, vista la velleitaria pretesa di scrivere sul kosovo non schierandoti, è abbastanza deludente. questo non vuol dire mostrarsi scanzonati ma semplicemente “stonati”.se ignorare, anche parzialmente, eventi storici che stanno alla base delle questioni poste in questo blog vuol dire essere oggettivi, beh, allora non basterà wikipedia a sradicare i criteri soggettivi con cui valuti la storia.ho letto di funzionari dell’onu, rappresentanti e paladini della giustizia vari, che scorazzavano per il kosovo per scrivere rapporti sul traffico di donne e poi si rivelavano i primi clienti che si divertivano a scopare ragazzine di 14 anni. e purtroppo adesso vedo che con l’informazione siamo agli stessi livelli, chi crede di scrivere con chiarezza non fa altro che creare ulteriore confusione.chi si dichiara non schierato, vuol dire che è al di sopra delle parti, il che è decisamente peggio.purtroppo il kosovo sta diventando il cesso dove l’occidente può vomitare tutte le sue contraddizioni, serbi e albanesi a parte.

  8. @bukkake (complimenti per il delicatissimo nick) il “mito” è una parte importante della tradizione, della cultura serba intesa come nazione.
    Sull’uso (becero) che ne è stato fatto in determinati periodi storici (agli inizi del 20 secolo o alla fine degli anni ’80) si potrebbe anche discutere…

  9. Che bello questo post!!

    L’ho scoperto con mesi di ritardo ma mi ha lasciato a bocca aperta, anche per il contributo dei commenti successivi di Milica….che bello trovare un po’ d’aria nuova e nuove “strade” da seguire!

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