Hai una sigaretta?

Pare proprio che dovro’ licenziare i miei bookmakers s: Ramush e’ in galera e la gente a Pristina e’ in giro a strombazzare coi clacson.

Ma che e’ successo?

Su Ramush non c’e’ molto da commentare, c’e’ solo da raccontare: l’appello della Procura e’ stato accolto. IL proceso di primo grado non e’ stato completo, perche’ due testimoni, che erano stati minacciati, non sono stati sentiti. IL tribunale di primo grado doveva fare piu’ sforzi per cercare di ottenere la loro testimonianza – cosa che non ha fatto, per cui il processo e’ stato almeno in parte ingiusto e va rifatto.

Nel frattempo, caro Ramiush e cari glia ltri due, accomodatevi in galera, che poi vediamo.

Ora non so se il processo andra’ fatto per intero, solo in parte, quando iniziera’, se tesimolonieranno i due testi, e soprattutto se la loro testimonianza bastera’ a trasformare una sentenza di assoluzione in na di condanna. Vedremo.

Quello che mi ha veramente sioccato e irritato e’ la sentenza della Corte di Giustizia.

Vedo i titoletti del TG2 “indipendenza del Kosovo e’ legale” – questo la Corte non l’ha mai detto.

Giusto come premessa, visto che gia’ vedo dita che tamburellano, diciamo che non mi importa niente se il Kosovo e’ indipendente o no, ok? Non mi importa se han dato ragione a uno o all’altro, ok? Almeno non adesso. Voglio solo che capiate cosa cacchio ha detto sta cacchio di Corte oggi pomeriggio. Poi vedete voi cosa pensare, se gia’ cercate informazioni sulla Rete vuol dire che siete piu’ intelligenti della media.


Allora, la domanda in sostanza era questa: “la DICHIARAZIONE di indipendenza del Kosovo e’ conforme al diritto internazionale?”

La Corte ha detto si. Non c’e’ nessuno norma del diritto internazionale che vieta una dichiarazione di questo tipo. 10 voti contro 4. Titoli in sovrimpressione sul telegiornale “Kosovo 10, Serbia 4″. Benissimo. Tutti a strombazzare.

Pero’ vediamo di capire: a che domanda esattamente la Corte ha detto si?

Cosa rispondereste se vi chiedessi: “posso dichiarare che sono il Re di Inghilterra?” Boh, si, chi te lo vieta? Dillo. C’e’ forse una legge che dice che non puoi dichiarare di essere la Regina di Inghilterra?

Ma se vi chiedessi: ho diritto a diventare il Re di inghilterra?

So che sembra una menata che mi sto facendo io in questo momento, ma purtroppo non lo e’. Andatevi a leggere la sentenza se non ci credete, peche’ il punto e’ proprio questo. Una questione pelosa da giuristi secchioni.

Era chiaro che il senso della domanda sul Kosovo era questo: “Il Kosovo ha il diritto di diventare indipendente?” Il Kosovo ha il diritto all’autodeterminazione?” Che e’ quello che tutti volevano sapere.

Questi secchioni dell’Aia invece han pensato bene di non rispondere.

Hanno detto “la domanda e’ sulla legittimita’ della dichiarazione, non sulla legittimita’ della secessione”. Capito?

MI fanno incazzare come quelli che gli chiedi “hai una sigaretta?” e ti rispondono di si. Basta, e non te la danno. “Mi hai chiesto – hai una sigaretta – non mi hai chiesto – mi dai una sigaretta.” Pensano di fare i secchioni spiritosi.

Ma per favore, a che gioco giochiamo? Tutto il mondo ti sta a guardare, ci sono almeno venti o trenta regioni o popoli al mondo che guardano al caso del Kosovo, e tu mi dici” Volevo prprio dirti se la secessione era legale o no, ma non me l’hai chiesto”.

Se la cavano cosi’. Ma per favore. Intanto pero’ tutto il mondo (che per fotuna al 99.9% non e’ composto da avvocati) pensa che la corte abbia detto che il Kosovo aveva diritto di secedere.

Certo, la domanda era formulata di merda, e sono d’accordo che qualcuno in Serbia dovrebbe pure fare mea culpa e magari dimettersi.

L’unica soluzione sarebbe adesso di fare un;altra domanda, forumlata meglio, e aspettare altri due anni che l’oracolo di Delfi si degni di rispondere, possibilmente senza far finta di non capire cosa uno gli sta chiedendo.

Ronf ?

Rieccomi.

Riemergo (solo temporaneamente) dal lungo letargo estivo in cui mi sono autoconfinato, e in cui mi sto trovando assai bene.

Riemergo perche’ son stato svegliato da uno strombettare di vuvuzela, da un clamore di notizie, da un fragore di eventi che si avvicinano a grandi passi e ormai si profilano all’orizzonte.

Succede tutto questa settimana, quindi prendete appunti.

Domani, il verdetto del tribunale dellAia su Ramush. Come, non era finita? No. Povero Ramush, non lo lasciano mai in pace. E’ un po’ il Berlusconi del Kosovo, un perseguitato. Insomma, domani (21 Luglio) e’ attesa la decisione sull’appello presentato dalla Procura che ha chiesto di rifare il processo. Ho aperto un sito prallelo di scommesse, samopravo.bet. Do la vittoria della procura 12:1, la vittoria di Ramush e i suoi a 1,25:1. Scommettete che ho bisogno di far cassa per pagare il dominio su internet.

L’altro grande evento e’ la pronuncia della Corte di Giustizia (sempre all’Aia: stessa citta’, diverso tribunale) sulla legittimita’ della dichiarazione di indipendenza del Kosovo. Ne abbiamo gia’ parlato altrove, se ben ricordate, qui e qui). Qui i miei bookmakers sono un po’ confusi, ma danno illegittimita’ secca a 8:1, illegittimita’ ma con indicazione che una nuova prassi si sta formando (o qualcosa di simile) a 7:1, mentre la legittimita’ secca sta molto alta, intorno al 20:1.

Detto cio’, a prescindere dal risultato, sempre i bookmakers danno come reazioni successive al verdetto: sciacquatura totale di palle dei Kosovari a 4:1, sciacquatura di palle parziale con qualche commentino a 2:1, incazzatura parziale a 8:1, incazzatura totale con proteste e magari bombette varie a 15:1. Gli stessi risultati per i Serbi, ma con quote invertite.

L’ultimo, ma non meno importante evento della settimana e’ il concerto dei Chemical Brothers a Prizren il 23, venerdi questo. Questo si che fa notizia, e ci voleva. Fa bene a Prizren, che si lancia sulla scena musicale internazionale, dopo essersi affermata su quella cinematografica con il successo del Dokufest. Fa bene ai Chemical Brothers, che vengono a mettere un freno al francamente insopportabile strapotere dell’hip hop in Kosovo dopo i concerti di 50 Cent e Snoop Dogg. Fa bene soprattutto anche agli amici Kossovari, che non possono varcare il confine per andarsi a “comprare” un po’ di musica e cultura. Che almeno venga qualcuno a fargli la consegna a casa.