Il ragazzino che passa al bar recita il solito ritornello “sigarette, ricariche?”. In mano ha un vetusto cartone pieno di entrambi.
L’altro giorno invece continua: “sigarette, ricariche, Ronaldinho…? “
Capisco che ha degli accendini da piazzare.
Spieghiamo: molti accendini kosovari sono dotati di lucetta incorporata. Utilissima di notte per non farsi asfaltare dalle macchine, quando c’e’ un taglio di energia. L’ultima moda sono quelli con una foto in sovrimpressione. Di solito si tratta di calciatori, o del pugile Krasniqi, fortissimo. Visto che però Ronaldinho e compagnia con me non attaccavano, il ragazzetto mi ha sfoderato un paio di colpi segreti: “Ramush, Thaci…”. Niente da fare.
Quando ho sentito “Solana”, però, mi sono incuiriosito. Me lo son fatto mostrare, poi l’ho comprato.
Ditemi se non è una meraviglia:

Ma che cacchio ci fa Solana con Rugova sulla lucetta di un accendino???
Se in Italia chiedi a un passante chi è Solana secondo me al 90% non lo sa. (per la cronaca, è l’alto rappresentante della UE per la politica estera).
La faccenda quaggiù è un po’ diversa.
Lo dimostra quanto mi racconta un’amica da Belgrado:
In questi giorni la Serbia e’ al centro di un gran movimento di visite, dichiarazioni, meeting e strette di mano. Grandi attese e forse grandi preoccupazioni per le elezioni dell’11 maggio, su cui molti « esterni » cercano di avere un’influenza. Persino il (qui per nulla amato) J. Solana ha dichiarato che non potra’ dormire tranquillo finche’ non si sara’ fatto tutto il possibile per per tenere la Serbia vicina. “Non voglio svegliarmi il 12 e realizzare che avremmo potuto fare di più”.
Tra una ronfata e l’altra, Solana aggiunge anche che secondo lui “se i Radicali vincono le elezioni, Mladic non sarà estradato all’Aja”. Per questo la UE dovrebbe far firmare alla Serbia l’accordo di pre-adesione prima delle elezioni, in modo da stimolare le forze pro-europee. Tipo, per capirci, quelle del partito dell’attuale presidente Tadic.
Le forze non pro-europee sarebbero invece quelle del partito radicale, il cui presidente, Vojslav Seselj, è attualmente sotto processo al Tribunale dell’Aja. Dalla sua cella, fa sapere che bisogna «rimanere russofili» e «non entrare nè nella NATO nè nell’Unione europea, perche’ li’ ci son solo paesi non amici».
Gli stessi sondaggi che danno nuovamente un inquietante 30-40% al partito di Seselj, dicono anche che piu’ del 70% dei Serbi si dice pro-europeo.
In realta’, per il sentire comune la Serbia e’gia’ Europa, lo e’ sempre stata. L’Europa delle correnti politiche, culturali, filosofiche, dei viaggi e degli scambi…la civiltà-Europa. Non l’Europa delle direttive, degli obblighi, dell’entri-solo-se-consegni-Mladic-al-Tribunale-dell’Aja.
E unire questi due volti di cio’ che chiamiamo « Europa » non è facile, neppure per chi in Europa sta tendendo una mano alla Serbia.
Fra parentesi, se avete voglia potete leggere i commenti alla dichiarazione di Solana sul forum di B92. Non è che abbia avuto un gran successone…